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Ex Lege — Anno 2026

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61 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ex Lege

Provvedimenti

Opposizione revoca gratuito patrocinio: 30 giorni
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine per presentare opposizione alla revoca del gratuito patrocinio è di trenta giorni, non venti. La decisione corregge l'errore di un Tribunale che aveva dichiarato tardiva un'opposizione, applicando una norma superata. La Corte ha chiarito che, a seguito delle riforme, a questa procedura si applica il rito sommario, il cui termine generale per l'impugnazione è di 30 giorni.
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Cessazione materia contendere per debiti annullati
Un contribuente impugnava un'intimazione di pagamento per un debito di modesto importo. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione materia contendere. Una legge sopravvenuta, infatti, ha disposto l'annullamento automatico dei debiti sotto i mille euro affidati alla riscossione entro il 2010, rendendo la controversia priva di oggetto.
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Divieto di reformatio in peius e sanzioni accessorie
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, la cui sanzione accessoria era stata aggravata in appello (da sospensione a revoca della patente) nonostante fosse l'unico a impugnare la sentenza. La Corte ha stabilito che il divieto di reformatio in peius, previsto dall'art. 597 c.p.p., non si estende alle sanzioni amministrative accessorie che conseguono 'ex lege' alla condanna, confermando così la legittimità della decisione della Corte d'Appello.
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Legittimazione passiva patrocinio: chi paga l’avvocato?
La Corte di Cassazione chiarisce la questione della legittimazione passiva nel patrocinio a spese dello Stato. In un caso riguardante un avvocato che assisteva una società fallita in un contenzioso tributario, la Corte ha stabilito che l'amministrazione tenuta al pagamento non è il Ministero della Giustizia, ma quello dell'Economia e delle Finanze. Il criterio dirimente è la natura del procedimento originario (tributario, in questo caso) e non lo stato di fallimento della parte assistita. La sentenza annulla la decisione del tribunale e fissa un principio di diritto basato sull'art. 185 del Testo Unico sulle spese di giustizia.
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Regime fiscale ASD: quando si perde l’agevolazione?
Un'associazione sportiva dilettantistica (ASD) ha contestato un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate che negava il suo status di ente non profit. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per beneficiare del regime fiscale ASD agevolato non basta la qualifica formale, ma è necessario dimostrare che l'attività svolta non sia di natura prevalentemente commerciale. L'onere della prova ricade sull'associazione. La Corte ha inoltre confermato la responsabilità solidale del legale rappresentante per i debiti tributari, in virtù del suo ruolo direttivo.
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Pericolosità sociale: Cassazione annulla misura
Un uomo, sottoposto a sorveglianza speciale, ha impugnato la decisione che riattivava la misura dopo un periodo di detenzione. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, evidenziando che il giudice d'appello non aveva adeguatamente motivato l'attuale pericolosità sociale del soggetto, concentrandosi in modo retrospettivo sui fatti passati. Il caso è stato rinviato per una nuova e più approfondita valutazione della situazione presente.
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Deposito telematico Giudice di Pace: quando è nullo
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una sanzione amministrativa poiché l'amministrazione si era costituita in giudizio tramite PEC. Il deposito telematico è stato ritenuto invalido perché, all'epoca dei fatti, la normativa non lo consentiva per gli uffici del Giudice di Pace, rendendo i documenti inammissibili.
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Ricorso per cassazione: i termini per l’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara improcedibile un ricorso per cassazione presentato dall'Agenzia delle Entrate. La causa riguarda il mancato deposito della relazione di notifica della sentenza impugnata e la notifica del ricorso stesso oltre il termine breve di sessanta giorni, rendendo impossibile per la Corte verificare il rispetto dei termini perentori.
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Presunzione evasione fiscale: conti esteri e prova
Un contribuente riceve avvisi di accertamento per redditi di capitale non dichiarati, relativi a somme versate su un conto corrente in San Marino. Egli si difende sostenendo che i fondi appartenessero a una società per cui operava. La Corte di Cassazione, applicando la presunzione evasione fiscale, rigetta il ricorso del contribuente, ritenendo insufficiente la prova offerta. La Corte chiarisce inoltre che la normativa del 2009 sulla presunzione si applica all'intero anno d'imposta 2009 e conferma la validità del raddoppio dei termini di accertamento.
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Litisconsorzio necessario: Cassazione su società e soci
La Corte di Cassazione ha esaminato tre ricorsi riuniti, proposti da una società di persone e dai suoi due soci contro avvisi di accertamento fiscale. I ricorrenti lamentavano la violazione del principio del litisconsorzio necessario, poiché i giudizi si erano svolti separatamente in primo grado. La Corte ha rigettato i ricorsi, stabilendo che il litisconsorzio necessario può ritenersi sostanzialmente rispettato se i processi, sebbene iniziati separatamente, vengono trattati congiuntamente in appello, garantendo il pieno diritto di difesa a tutte le parti coinvolte e favorendo la ragionevole durata del processo.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici specializzandi che ha frequentato le scuole di specializzazione prima del 2006 ha citato in giudizio lo Stato, sostenendo che la loro remunerazione fosse inadeguata ai sensi del diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha respinto il loro ricorso, dichiarandolo inammissibile. La Corte ha confermato che le direttive UE non imponevano criteri specifici sull'importo della remunerazione dei medici specializzandi, lasciando la discrezionalità agli Stati membri. Anche le richieste di adeguamento all'inflazione e triennali sono state respinte sulla base di una giurisprudenza consolidata.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano un risarcimento per inadeguata remunerazione. Il caso verteva sulla prescrizione medici specializzandi, con la Corte che ha confermato l'inammissibilità per motivi procedurali, in particolare la confusività dell'atto di appello, e per l'infondatezza della pretesa basata su una giurisprudenza ormai consolidata.
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Remunerazione medici specializzandi: no adeguamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2058/2026, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano il risarcimento del danno per una remunerazione ritenuta non adeguata e non aggiornata periodicamente. La Corte ha ribadito che la normativa europea non imponeva un livello retributivo specifico e che le leggi nazionali di contenimento della spesa pubblica hanno legittimamente bloccato gli adeguamenti per gli iscritti tra il 1992 e il 2006. La decisione conferma un orientamento consolidato, sanzionando i ricorrenti anche per lite temeraria.
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Responsabilità dei soci: i limiti per i debiti fiscali
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate non può esigere i debiti fiscali di una società estinta direttamente dagli ex soci e amministratori tramite una semplice cartella di pagamento. È necessario un atto di accertamento specifico e motivato che provi la loro responsabilità. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che la responsabilità dei soci non è una mera successione nel debito della società, ma una fattispecie autonoma che deve essere provata dall'Amministrazione finanziaria, inclusa l'eventuale percezione di somme dal bilancio di liquidazione.
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Estinzione del giudizio per rottamazione-quater
Una contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale fino in Cassazione, ha aderito alla procedura di rottamazione-quater. La Suprema Corte ha chiarito che l'adesione a tale procedura comporta l'estinzione del giudizio in corso, senza la necessità di attendere il pagamento di tutte le rate previste dal piano. La decisione si fonda sulla volontà del legislatore di valorizzare la rinuncia al contenzioso da parte del contribuente come presupposto sufficiente per l'estinzione.
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Definizione agevolata coobbligato: estingue il Fisco
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un contenzioso fiscale. Un contribuente, ritenuto responsabile per i debiti di una società cessata, ha visto concludersi la sua causa perché un altro soggetto coobbligato ha aderito con successo a una sanatoria fiscale. La Corte ha confermato che il beneficio della definizione agevolata del coobbligato si estende a tutti gli altri debitori solidali, facendo venir meno l'oggetto del contendere.
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Trattenimento richiedente asilo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità del trattenimento richiedente asilo, chiarendo che la domanda di protezione internazionale non annulla automaticamente il precedente titolo di detenzione. Anche in caso di ritardo amministrativo, la detenzione resta valida, garantendo la continuità della misura restrittiva fino all'emissione del nuovo provvedimento. Il ricorso è stato respinto.
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Responsabilità legale rappresentante: le decisioni
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità legale rappresentante di un'associazione non riconosciuta per i debiti fiscali. Anche un amministratore subentrante, in carica per un breve periodo, è responsabile se presenta una dichiarazione dei redditi errata per il periodo d'imposta precedente, consolidando una garanzia 'ex lege' per le obbligazioni tributarie dell'ente, a prescindere dal suo coinvolgimento diretto nella gestione pregressa.
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Responsabilità notaio: limiti su prezzo e perizie tecniche
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i confini della responsabilità del notaio in caso di compravendita di immobili in edilizia convenzionata a un prezzo superiore a quello legale. È stato stabilito che il notaio non è tenuto a compiere accertamenti di natura tecnica, come il calcolo del prezzo massimo di cessione, che esulano dalle sue competenze giuridiche. Di conseguenza, la sua responsabilità è esclusa se la determinazione della nullità parziale dell'atto richiede valutazioni complesse (di estimo o ingegneria) e non una semplice verifica giuridica.
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Remunerazione medici specializzandi: no adeguamento
La Corte di Cassazione ha rigettato le richieste di un gruppo di medici specializzandi relative all'adeguamento economico delle loro borse di studio per il periodo 1991-2006. La sentenza stabilisce che il blocco degli adeguamenti all'inflazione e la mancata applicazione retroattiva di normative più favorevoli sono legittimi. La Corte ha confermato che la remunerazione dei medici specializzandi era disciplinata da una serie di leggi che hanno congelato gli importi, escludendo qualsiasi aumento o rivalutazione.
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