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Estratto Di Ruolo — Anno 2024

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197 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13143/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla recente giurisprudenza che limita drasticamente l'impugnazione dell'estratto di ruolo, richiedendo la prova di un pregiudizio specifico e attuale. La sola mancata notifica delle cartelle sottostanti non è più considerata motivo sufficiente per agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo per una cartella non notificata. La Cassazione, applicando la nuova normativa sull'impugnazione estratto di ruolo, ha respinto il ricorso. La Corte ha chiarito che l'azione è ammissibile solo se il debitore dimostra un pregiudizio specifico (es. esclusione da appalti), cosa non avvenuta nel caso di specie, rendendo il ricorso inammissibile per carenza di interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per omessa notifica, venendone a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'impugnazione estratto di ruolo non è ammissibile se il ricorrente non dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. Viene così confermata la mancanza di interesse ad agire in assenza di tale prova.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
Un contribuente ha contestato diverse cartelle di pagamento basandosi su un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9332/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sul principio che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, non essendo sufficiente la mera affermazione di non aver ricevuto le notifiche.
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Estratto di ruolo: basta per ammettere il credito?
Una società di riscossione si è vista negare l'ammissione di crediti tributari al passivo di un fallimento perché basata su un estratto di ruolo non preceduto dalla notifica della cartella. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che, ai fini dell'insinuazione al passivo fallimentare, l'estratto di ruolo è prova sufficiente del credito, essendo irrilevante la preventiva notifica della cartella di pagamento.
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Ammissione al passivo: basta l’estratto di ruolo
Un agente della riscossione ha richiesto l'ammissione al passivo in un fallimento, ma parte del credito è stata esclusa per mancata notifica della cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per l'ammissione al passivo dei crediti tributari, l'estratto di ruolo è documento sufficiente e non è necessaria la preventiva notifica della cartella di pagamento al debitore.
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Iscrizione ipotecaria: la Cassazione sui requisiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'iscrizione ipotecaria effettuata dall'Agente della Riscossione è valida anche se la nota di iscrizione non specifica i singoli numeri di ruolo, a condizione che gli estratti di ruolo siano allegati alla richiesta. Tale documentazione è considerata idonea a determinare con certezza il credito garantito, superando le obiezioni sulla presunta indeterminatezza. La Corte ha inoltre chiarito che il procedimento di opposizione allo stato passivo fallimentare non segue le rigide regole del giudizio d'appello, cassando la decisione del tribunale che aveva erroneamente dichiarato inammissibile uno dei motivi di ricorso.
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Prescrizione crediti tributari: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8972/2024, ha stabilito principi fondamentali in materia di prescrizione crediti tributari e onere della prova. Il caso riguardava un'intimazione di pagamento impugnata da un contribuente. La Corte ha chiarito che per i tributi erariali, come IRPEF e IVA, si applica la prescrizione ordinaria decennale e non quella quinquennale. Inoltre, ha specificato che per provare la notifica della cartella di pagamento, è sufficiente per l'Ente Riscossore produrre la copia della cartella e la relativa ricevuta di ritorno, senza necessità dell'originale.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione chiarisce
Un contribuente impugnava un estratto di ruolo per un debito tributario del 2007, sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (jus superveniens), ha dichiarato inammissibile il ricorso originario. La motivazione si fonda sul fatto che, secondo la nuova normativa, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo (ad esempio, l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto), prova che nel caso di specie non è stata fornita.
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Credito tributario e sequestro: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito tributario può essere ammesso allo stato passivo di un sequestro di prevenzione anche se l'avviso di accertamento è stato emesso dopo il sequestro. È sufficiente che il presupposto del tributo (es. l'omessa dichiarazione dei redditi) sia anteriore. La Corte ha chiarito che l'obbligazione tributaria sorge con l'evento che la genera, non con l'atto formale di accertamento, e che l'estratto di ruolo può essere una prova sufficiente.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società contribuente ha impugnato alcuni estratti di ruolo, lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. Inizialmente, la Commissione Tributaria Regionale le ha dato ragione. Tuttavia, l'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, applicando una recente normativa (art. 12, d.P.R. n. 602/1973), ha dichiarato inammissibile l'originario ricorso. La decisione chiarisce che l'impugnazione estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e qualificato, come l'esclusione da appalti pubblici, e non per la sola mancata notifica della cartella.
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Aggio sulla riscossione: nessun privilegio nel fallimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6760/2024, ha ribadito un principio cruciale in materia fallimentare: l'aggio sulla riscossione, spettante all'agente incaricato, non gode del privilegio che assiste il credito tributario principale. Questo compenso, qualificato come corrispettivo per un servizio, deve essere ammesso al passivo come credito chirografario. La Corte ha inoltre confermato che, ai fini dell'insinuazione al passivo, è sufficiente la produzione dell'estratto di ruolo, senza la necessità di provare la notifica delle singole cartelle esattoriali.
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Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Una contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile in origine. L'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora consentita solo se si dimostra un pregiudizio concreto, come l'esclusione da appalti pubblici.
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Impugnazione estratto di ruolo: nuove regole Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 6529/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda su una nuova legge che limita l'impugnazione estratto di ruolo ai soli casi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come l'impossibilità di partecipare ad appalti. La Corte ha stabilito che questa norma si applica anche ai giudizi in corso, richiedendo al ricorrente di provare la persistenza del proprio interesse ad agire, cosa non avvenuta nel caso di specie.
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Estratto di ruolo: prova del credito nel fallimento
Un agente della riscossione ha richiesto l'ammissione di un credito al passivo di una società fallita, basandosi su un estratto di ruolo. Il Tribunale ha respinto la richiesta per un vizio formale nella certificazione del documento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, non entrando nel merito della certificazione, ma censurando il Tribunale per 'omesso esame di un fatto decisivo'. Il giudice di merito, infatti, non aveva adeguatamente considerato le prove e le argomentazioni relative alla conformità del documento, che erano state oggetto di dibattito tra le parti. La Corte ha ribadito che l'estratto di ruolo è sufficiente a provare il credito e che la sua contestazione deve essere specifica e non generica.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti dal 2021
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6032/2024, ha ribadito l'inammissibilità dell'impugnazione dell'estratto di ruolo per cartelle di pagamento non notificate, applicando retroattivamente le nuove norme introdotte nel 2021. Il ricorso è consentito solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come la perdita di un appalto pubblico. In assenza di tale prova, l'azione è inammissibile per carenza di interesse ad agire, ma il contribuente potrà difendersi impugnando il successivo atto della riscossione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente impugnava due estratti di ruolo, lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. I giudici di merito dichiaravano il ricorso inammissibile per tardività. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (jus superveniens), cassa la sentenza e dichiara inammissibile il ricorso originario. La decisione stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e attuale, requisito non provato nel caso di specie.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha contestato un estratto di ruolo relativo a cartelle esattoriali mai notificate. La Corte di Cassazione, applicando principi giuridici sopravvenuti, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ammessa solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e attuale a causa dell'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da gare pubbliche. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha impugnato alcune cartelle di pagamento basandosi su un estratto di ruolo, sostenendo la mancata notifica e la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5789/2024, ha respinto il ricorso. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se il ricorrente non dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto o la perdita di benefici pubblici, in linea con la recente normativa (art. 12, c. 4 bis, D.P.R. 602/1973).
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5608/2024, ha rigettato il ricorso di una società che contestava una cartella di pagamento mai notificata, venuta a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo non è ammissibile, in quanto esso è un mero documento informativo. La cartella non notificata può essere impugnata solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto derivante dall'iscrizione a ruolo, secondo le recenti riforme legislative. Poiché tale prova mancava e la decisione di merito si basava anche su altre motivazioni autonome non validamente contestate, il ricorso è stato respinto.
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