Un condannato ha richiesto l'accertamento dell'estinzione della pena inflitta con sentenza definitiva per decorso del tempo. Il Tribunale, in un primo momento, ha accolto l'istanza riconoscendo il superamento dei termini. Successivamente, accogliendo l'opposizione della Procura, il giudice ha revocato il provvedimento, ritenendo che la semplice emissione di un mandato di arresto europeo avesse interrotto i termini temporali. L'uomo ha proposto ricorso per Cassazione, sostenendo che la sola emissione del mandato non equivale alla sua effettiva esecuzione all'estero. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la decorrenza dell'estinzione della pena richiede verifiche puntuali sulla data effettiva di arresto all'estero e sui momenti di volontaria sottrazione alla giustizia. Gli atti tornano quindi al giudice di merito per un nuovo esame dei fatti.
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