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Estinzione Del Processo

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1326 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione del processo: la rinuncia al ricorso
Una società in liquidazione ha impugnato un decreto che rigettava un reclamo e la condannava per lite temeraria ex art. 96 c.p.c. in relazione a una controversia su crediti e strumenti concordatari. Durante il giudizio di legittimità, è intervenuta una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del processo, disponendo la compensazione delle spese tra le parti coinvolte, senza entrare nel merito delle censure sollevate.
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Definizione agevolata: stop alle liti fiscali
La controversia ha avuto origine dall'impugnazione di una cartella di pagamento IRPEF da parte di un contribuente. Dopo che la Commissione Tributaria Regionale aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia delle Entrate per vizi procedurali, il caso è approdato in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, il contribuente ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento della prima rata. La Corte, preso atto dell'inserimento della pratica nell'elenco delle controversie regolarizzate, ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta definizione agevolata, disponendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate.
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Rottamazione quater: guida all’estinzione del processo
Una contribuente, titolare di un'impresa familiare, ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRPEF, IRAP e IVA per l'anno 2007. Dopo la conferma della pretesa tributaria nei primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, la parte ha presentato istanza di estinzione del processo avendo aderito alla Rottamazione quater prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, verificata la regolarità della documentazione e la corrispondenza tra le cartelle e l'atto impugnato, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del processo: rinuncia al ricorso
Una dipendente di un Ente Locale, con qualifica di architetto, ha impugnato la revoca del proprio incarico di posizione organizzativa e denunciato un demansionamento. Dopo una sentenza d'appello che ha parzialmente accolto le sue richieste, il caso è giunto dinanzi alla Suprema Corte. Tuttavia, prima della decisione di merito, entrambe le parti hanno depositato atti di rinuncia ai rispettivi ricorsi. La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato l'estinzione del processo, prendendo atto dell'accordo tra le parti anche in merito alla compensazione delle spese legali, evitando così la prosecuzione di un lungo contenzioso.
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Definizione agevolata: stop alle liti per i soci
Una socia di una società di persone ha impugnato un avviso di accertamento relativo a imposte dirette e IVA. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, la società ha presentato domanda di **definizione agevolata** ai sensi della Legge di Bilancio 2023, provvedendo al pagamento degli importi dovuti. La Suprema Corte ha rilevato che il perfezionamento della sanatoria da parte della società, in qualità di coobbligata, estende i suoi effetti benefici anche ai soci. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restino a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del processo per morte del ricorrente
Un detenuto sottoposto al regime restrittivo del 41-bis ha proposto ricorso in Cassazione contro il provvedimento del Tribunale di sorveglianza che confermava il blocco di una sua lettera indirizzata a un familiare. Il ricorrente lamentava la violazione dei propri diritti fondamentali e la genericità delle motivazioni addotte per il trattenimento della missiva. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, è sopravvenuto il decesso del ricorrente. Tale evento ha determinato l'inammissibilità del ricorso, comportando l'inevitabile estinzione del processo per il venir meno del soggetto interessato.
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Definizione agevolata: estinzione liti fiscali
Una società del settore alimentare ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla detrazione IVA su costi per contributi promozionali e premi quantità, ritenuti non inerenti dall'Agenzia delle Entrate. Dopo le sentenze favorevoli nei gradi di merito, l'Ufficio ha proposto ricorso in Cassazione contestando la ripartizione dell'onere della prova. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018, provvedendo al pagamento integrale di quanto dovuto. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine perentorio del 31 dicembre 2020, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese di giudizio.
A seguito di una controversia di lavoro per straordinari non pagati, la società ricorrente ha depositato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, precisando che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato e non vi è condanna alle spese se l'intimato non ha svolto attività difensiva.
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Definizione agevolata liti: estinzione del processo
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato una sentenza favorevole a un istituto di credito riguardante l'IRES. Durante il giudizio, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata liti versando quanto dovuto. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere.
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Definizione agevolata: via libera alla cartella
La Corte di Cassazione chiarisce che la definizione agevolata è applicabile anche alle liti riguardanti cartelle esattoriali emesse a seguito di controllo automatizzato, qualora queste rappresentino il primo atto di contestazione del debito d'imposta. La decisione annulla il diniego dell'Ufficio, confermando l'estinzione del giudizio.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione chiarisce l'uso del regolamento di competenza in un caso di estinzione del processo. Una società creditrice aveva riassunto una causa dinanzi a un giudice errato dopo una pronuncia di incompetenza. Il Tribunale aveva dichiarato l'estinzione della causa e la Cassazione ha sancito l'inammissibilità del ricorso, precisando che il rimedio corretto sarebbe stato l'appello.
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Mancata riassunzione: gli effetti sulla sentenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata riassunzione di un giudizio dopo un rinvio della Suprema Corte determina l'estinzione dell'intero processo. Questo comporta l'inefficacia di tutte le sentenze di merito precedentemente emesse, incluse quelle di primo grado non ancora passate in giudicato. Di conseguenza, le somme versate in esecuzione di tali pronunce devono essere restituite in quanto prive di titolo giustificativo.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida pratica
La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito di una formale rinuncia al ricorso per cassazione presentata da una società immobiliare. Poiché la procedura di rinuncia è stata seguita correttamente e la controparte ha aderito alla richiesta, la Corte non ha disposto la condanna alle spese, confermando inoltre che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida pratica
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso per cassazione presentata dal ricorrente e accettata dalla controparte. La decisione chiarisce che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato e, con l'accordo delle parti, le spese possono essere compensate integralmente.
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Equa riparazione e presunzione di estinzione
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un cittadino che richiedeva l'equa riparazione per l'irragionevole durata di un processo civile. Nonostante la domanda fosse stata proposta durante la pendenza del giudizio, la successiva estinzione di quest'ultimo per inattività delle parti ha fatto scattare la presunzione di insussistenza del danno. La Corte ha chiarito che tale presunzione opera universalmente, gravando il ricorrente dell'onere di provare il pregiudizio subito nonostante il disinteresse dimostrato nel processo principale.
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Estinzione del processo: mancata riassunzione
La Corte d’Appello di Torino ha dichiarato l'estinzione del processo relativo a un contratto di mutuo. A seguito dell'interruzione del giudizio per il fallimento della parte appellante, nessuna delle parti ha provveduto alla riassunzione nei termini di legge, portando alla chiusura del caso ai sensi degli artt. 305 e 307 c.p.c.
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Estinzione processo Cassazione per rinuncia ricorso
Un lavoratore impugnava una sanzione disciplinare. Dopo aver perso in Appello, ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio, le parti raggiungevano un accordo e il lavoratore rinunciava al ricorso. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo in Cassazione, senza disporre sulle spese e escludendo il pagamento del doppio contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
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Opposizione atti esecutivi: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha chiarito l'inammissibilità dell'opposizione atti esecutivi contro provvedimenti meramente ordinatori, come la rifissazione di un'udienza. Il caso riguardava una debitrice che aveva impugnato tale atto, chiedendo anche l'estinzione del processo. La Corte ha stabilito che tali atti preparatori non sono lesivi e quindi non impugnabili con questo strumento. Inoltre, la domanda di estinzione, sollevata per la prima volta in fase di merito, è stata ritenuta inammissibile perché tardiva e proposta con un rimedio errato, essendo il reclamo ex art. 630 c.p.c. la via corretta. La sentenza è stata cassata senza rinvio.
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Riqualificazione contratto: estinzione del processo
L'Agenzia Fiscale ha proceduto alla riqualificazione di un contratto di locazione per un impianto fotovoltaico in diritto di superficie, richiedendo maggiori imposte. La società ha impugnato l'atto con successo nei primi gradi di giudizio. In Cassazione, l'Agenzia ha rinunciato al ricorso, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del processo con spese compensate.
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Estinzione del processo: cosa accade se non si agisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a carico di un contribuente che, dopo aver impugnato una decisione della Commissione Tributaria Regionale, non ha proseguito l'azione. In seguito alla proposta di definizione accelerata per improcedibilità, il ricorrente non ha richiesto una decisione entro il termine di 40 giorni. Questa inerzia è stata interpretata come una rinuncia tacita al ricorso, comportando l'estinzione del giudizio e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali a favore dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
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