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Estinzione Del Processo

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1326 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Riassunzione del giudizio di rinvio: ricorso batte citazione
Una Società si oppone al decreto di liquidazione dei compensi di un Notaio delegato alla vendita immobiliare. Dopo una prima pronuncia della Cassazione, la Società riassume la causa depositando un ricorso in tribunale prima della scadenza del termine. Il Tribunale dichiara l'estinzione del processo, ritenendo che la riassunzione dovesse avvenire con atto di citazione notificato entro i termini. La Cassazione accoglie il ricorso della Società, stabilendo che la riassunzione del giudizio di rinvio deve seguire le forme del rito speciale applicabile alla controversia (in questo caso il ricorso). Di conseguenza, per verificare la tempestività rileva la data di deposito del ricorso in cancelleria e non quella della successiva notifica. La Società vince e il processo riprende davanti a un nuovo giudice.
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Estinzione del processo per rinuncia: stop alla lite sui rifiuti
Il Comune ha proposto ricorso in Cassazione contro la sentenza d'appello che lo condannava a pagare una somma a favore di una Società in Fallimento per il servizio di smaltimento rifiuti. La controversia derivava da ordinanze urgenti che imponevano il conferimento dei rifiuti presso la discarica della società. Prima della decisione di merito, le parti hanno depositato una formale rinuncia al ricorso, regolarmente accettata. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese di lite.
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Definizione agevolata delle controversie: stop al processo
Un contribuente ha impugnato una decisione sfavorevole proponendo ricorso in Cassazione. Successivamente, ha richiesto la definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge 119 del 2018, pagando la prima rata. La Corte ha sospeso il giudizio. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro il termine del 31 luglio 2020 e nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. Le spese del giudizio estinto rimangono a carico del soggetto che le ha anticipate, come previsto dalla legge speciale.
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Definizione agevolata delle controversie: il Fisco tace e perde
Una società di rivendita auto impugnava un accertamento IVA e IRAP basato su valutazioni di un mensile specializzato. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha richiesto la definizione agevolata delle controversie ai sensi del D.L. n. 119/2018, pagando la prima rata. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini e nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il 31 dicembre 2020, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra Consorzio e Fisco
Un consorzio ha impugnato un avviso di accertamento IVA relativo all'applicazione dell'aliquota ordinaria anziché ridotta sul ribaltamento dei costi ai consorziati. Dopo la conferma della pretesa fiscale nei primi due gradi di giudizio, il consorzio ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del d.l. n. 119/2018, presentando la relativa quietanza di pagamento. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della sanatoria e della mancanza di obiezioni da parte dell'Agenzia delle Entrate, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite.
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Rinuncia agli atti: il pentimento tardivo non salva il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione della Corte di Appello che aveva estinto il processo per rinuncia agli atti accettata dall'amministrazione. Il ricorrente ha tentato di contestare l'estinzione chiedendo la protezione internazionale, ma i motivi sono stati ritenuti generici e privi di argomentazioni giuridiche mirate contro la decisione di estinzione.
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Definizione agevolata: il Fisco perde il ricorso per silenzio
Una società in liquidazione, durante una causa in Cassazione avviata dall'Agenzia delle Entrate, ha richiesto la definizione agevolata della controversia fiscale ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018. Poiché nessuna delle parti ha presentato la richiesta di trattazione entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, e in assenza di dinieghi da parte dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuto condono. Di conseguenza, le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate, chiudendo definitivamente la lite tributaria a favore della pace fiscale.
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Definizione agevolata delle controversie: stop alla lite fiscale
Durante un giudizio in Cassazione tra l'Agenzia delle Entrate e una società in liquidazione, quest'ultima ha richiesto la definizione agevolata delle controversie ai sensi del D.L. n. 119/2018. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine del 31 dicembre 2020, e non è emerso alcun diniego da parte dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuto condono. Le spese del giudizio sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie: stop alle liti fiscali
Durante una causa tributaria tra l'Agenzia delle Entrate e una società privata, quest'ultima ha richiesto la definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018. Poiché nessuna delle parti ha presentato l'istanza di trattazione entro il termine stabilito del 31 dicembre 2020, e in assenza di dinieghi da parte dell'amministrazione finanziaria, il processo si è legalmente estinto. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuto condono, stabilendo che le spese processuali rimangono a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: si estingue la lite tra fisco e soci
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato le decisioni che annullavano gli avvisi di accertamento emessi nei confronti di una società di persone e dei suoi soci, accusati di essere una società di comodo. Durante il giudizio di Cassazione, la società e i soci hanno presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento degli importi dovuti tramite modello F24. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessata materia del contendere. Di conseguenza, le spese del giudizio restano a carico di chi le ha anticipate e non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Interruzione del processo per fallimento: attenti alla scadenza
Un Ente Sanitario si oppone a un decreto ingiuntivo ottenuto da un'impresa appaltatrice, successivamente dichiarata fallita. Il Tribunale e la Corte d'Appello dichiarano estinto il giudizio per tardiva riassunzione, ritenendo che il termine decorresse dalla conoscenza del fallimento avvenuta in un'altra causa. L'Ente Sanitario ricorre in Cassazione. La Suprema Corte accoglie il ricorso, stabilendo che in caso di interruzione del processo per fallimento, il termine perentorio per la riassunzione decorre solo dal momento in cui la dichiarazione giudiziale di interruzione viene legalmente conosciuta dalle parti, e non dalla semplice conoscenza del fallimento stesso. Poiché l'interruzione era stata dichiarata in udienza il 9 maggio 2012, la riassunzione del 25 giugno 2012 è tempestiva. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite sul fallimento
Un professionista ha proposto opposizione allo stato passivo per ottenere il riconoscimento del proprio credito professionale verso una società fallita. Il Tribunale ha accolto parzialmente la domanda, ammettendo il credito in parte come privilegiato e in parte come chirografario. Il professionista ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, e la procedura fallimentare ha risposto con un ricorso incidentale. Successivamente, entrambi i difensori, muniti di apposita procura, hanno depositato formale atto di rinuncia ai rispettivi ricorsi. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia al ricorso in Cassazione, disponendo la compensazione delle spese di lite poiché entrambe le parti hanno concordato sulla cessazione della materia del contendere.
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Estinzione del processo tributario: l’accordo cancella la lite
L'Azienda ha impugnato la cartella di pagamento TARSU emessa dal Comune per i locali di un centro orafo. Durante il giudizio di Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per risolvere la controversia. Di conseguenza, sia L'Azienda sia Il Comune hanno depositato una formale rinuncia agli atti di causa. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del processo tributario, disponendo la compensazione delle spese di lite ed escludendo il raddoppio del contributo unificato. Vince l'accordo amichevole: la lite si chiude senza vincitori né vinti, azzerando le pendenze.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale in Cassazione
Una società di persone e le sue socie ricevevano avvisi di accertamento per omessa dichiarazione di redditi da partecipazione. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, le contribuenti proponevano ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società veniva cancellata dal registro delle imprese e le socie aderivano alla definizione agevolata dei carichi pendenti, pagando quanto dovuto in un'unica soluzione. La Corte di Cassazione, preso atto del regolare pagamento e del perfezionamento della sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. L'adesione alla definizione agevolata ha così risolto definitivamente la controversia tributaria, rendendo inutile qualsiasi ulteriore decisione sul merito della pretesa fiscale.
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Definizione agevolata: il Fisco perde e la causa si estingue
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una sentenza favorevole a un contribuente, riguardante un avviso di accertamento per maggiore Irpef derivante da redditi di partecipazione societaria. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento di quanto dovuto e depositando la relativa documentazione. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro il termine di legge del 31 dicembre 2020, e in assenza di dinieghi da parte dell'amministrazione finanziaria, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, sancendo la chiusura definitiva della lite fiscale a favore del contribuente che ha regolarizzato la propria posizione.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite estinta
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una società di costruzioni per avvisi di accertamento relativi a Irpeg, Irap e Iva. Durante il giudizio di Cassazione, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge n. 119 del 2018, pagando l'intero importo dovuto in un'unica soluzione. L'amministrazione finanziaria ha quindi attestato la regolarità del pagamento e ha richiesto l'estinzione del giudizio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, dichiarando estinto il processo per cessazione della materia del contendere e disponendo che le spese di lite restino a carico di chi le ha anticipate.
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Rinuncia al ricorso: l’Ente Pubblico si ritira ma paga le spese
La Regione ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione del Consiglio di Stato che aveva annullato l'autorizzazione all'ampliamento di un impianto di smaltimento rifiuti. Successivamente, la stessa Regione ha presentato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta rinuncia al ricorso, condannando la Regione al pagamento delle spese di giudizio in favore dei Comuni che non avevano aderito alla rinuncia.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: chi paga senza accordo?
L'Azienda ha impugnato la sentenza d'appello che dichiarava illegittimo il licenziamento del Lavoratore, ordinandone la reintegrazione. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo per risolvere la controversia. Di conseguenza, l'Azienda ha depositato un atto di rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Tuttavia, poiché l'Azienda non ha allegato un documento scritto che dimostrasse un accordo diverso sulla divisione delle spese legali, la Corte l'ha condannata a pagare le spese del giudizio di legittimità in favore del Lavoratore.
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Definizione agevolata: stop alle pretese del Fisco sulle aree
Una società di edilizia ha impugnato un avviso di accertamento per imposte non dichiarate sulla vendita di un'area edificabile. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando la prima rata. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha notificato alcun diniego entro i termini di legge e nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine stabilito, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo con compensazione delle spese di giudizio.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: vince la PEC
Un Comune ha impugnato la decisione che annullava un accertamento ICI contro un Contribuente, basato su una rendita catastale non notificata. Durante il giudizio di Cassazione, il Contribuente ha dimostrato di aver aderito alla definizione agevolata delle liti tributarie inviando la richiesta tramite PEC e pagando le rate previste. Nonostante il Comune sostenesse di non aver ricevuto la domanda, la ricevuta di consegna della PEC ha smentito tale tesi. Non avendo il Comune notificato alcun diniego nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per avvenuta definizione della lite, compensando le spese tra le parti.
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