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Estinzione Del Procedimento

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87 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata: stop alla lite sulla tassa per la cava
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento ICI relativo a una cava di estrazione. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi della Legge di Bilancio 2023, pagando la prima rata dell'importo dovuto. La Corte di Cassazione ha preso atto del regolare deposito della domanda e del pagamento, dichiarando l'estinzione del procedimento per cessazione della materia del contendere. Le spese del giudizio sono state poste a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il pagamento del doppio contributo unificato, non applicabile in caso di estinzione per sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: cancellata la lite ICI sulla cava
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento ICI relativo a una cava di estrazione. Dopo i primi gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023 e del regolamento del Comune interessato, pagando quanto dovuto. Avendo la contribuente dimostrato il regolare pagamento e la presentazione della domanda, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono state poste a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre il pagamento del doppio contributo unificato.
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Definizione agevolata: estinto il debito senza doppie tasse
Il Contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per omesso versamento di IRPEF e IVA del 2007. Successivamente, ha presentato domanda di definizione agevolata per grave difficoltà economica, pagando il dovuto in modo rateizzato. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del procedimento per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al processo senza spese
Il Richiedente ha proposto ricorso in Cassazione contro il Ministero dell'Interno per impugnare un decreto del Tribunale di Torino in materia di immigrazione. Successivamente, lo stesso Richiedente ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha preso atto della volontà della parte e ha dichiarato l'estinzione del procedimento. I giudici hanno inoltre stabilito che nulla è dovuto per le spese di giudizio, poiché l'Avvocatura dello Stato si era costituita al solo fine di partecipare all'udienza di discussione senza svolgere ulteriore attività difensiva.
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Rinuncia al ricorso per transazione: stop alla lite col Comune
Una società di pubblicità e un Comune si scontravano sul rimborso delle somme versate in eccedenza per l'installazione di impianti pubblicitari tra il 2005 e il 2009. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo privato per risolvere la lite. Di conseguenza, hanno presentato una formale rinuncia al ricorso per transazione, accettata da entrambi i difensori. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del processo. I giudici hanno inoltre disposto la compensazione delle spese di giudizio e chiarito che, in caso di estinzione per rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, in quanto si tratta di una misura eccezionale non applicabile a questa fattispecie.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle doppie tasse
Un'azienda di gestione dei rifiuti ha impugnato la sentenza favorevole a un imprenditore riguardante il pagamento della Tariffa Igiene Ambientale (TIA). Prima dell'udienza, l'azienda ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del procedimento. Trattandosi di estinzione e non di rigetto, la Corte ha chiarito che l'azienda non deve pagare il raddoppio del contributo unificato (la tassa giudiziaria), poiché la norma sanzionatoria non si applica in caso di rinuncia. Nessuna decisione sulle spese è stata presa, poiché l'imprenditore non si è costituito in giudizio. Vince l'imprenditore, la cui vittoria nel grado precedente diventa definitiva.
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Rifiuto soccorso in codice rosso: legittima la revoca della convenzione
Un medico convenzionato con un'azienda sanitaria si rifiuta di uscire in ambulanza per un intervento urgente in codice rosso. L'azienda dispone la revoca della convenzione. Il medico impugna il provvedimento, lamentando il ritardo nella contestazione dell'addebito rispetto ai trenta giorni previsti dall'accordo collettivo. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del medico. I giudici chiariscono che il termine di trenta giorni per la contestazione ha natura ordinatoria e non perentoria, poiché il contratto collettivo non prevede la decadenza come sanzione per il ritardo. Inoltre, nei rapporti con la pubblica amministrazione, il ritardo non genera un affidamento sulla liceità della condotta, ma rileva solo se lede concretamente il diritto di difesa. La revoca della convenzione è quindi legittima.
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Rovina di edificio: accordo tra le parti ferma la Cassazione
Un Condominio subisce danni a causa dei lavori di demolizione e ricostruzione eseguiti sull'immobile adiacente, di proprietà di una Società. Il Condominio richiede il risarcimento dei danni. In appello, i giudici riconoscono la responsabilità della Società proprietaria per rovina di edificio ai sensi dell'articolo 2053 del Codice Civile. La Società propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti raggiungono un accordo transattivo amichevole. La Società deposita quindi la formale rinuncia agli atti del giudizio, regolarmente accettata dal Condominio. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, dichiara l'estinzione del procedimento senza alcuna condanna alle spese di lite.
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Emendabilità dichiarazione ICI: si può cambiare? Il Comune rinuncia
Un Comune emette avvisi di accertamento IMU e TASI contro un'Azienda, contestando il valore di un'area fabbricabile. L'Azienda sostiene che il valore, dichiarato anni prima ai fini ICI, debba essere ridotto a causa della crisi di mercato. Il Comune si oppone, affermando che l'emendabilità della dichiarazione ICI è possibile solo per correggere errori originari, non per mutamenti di mercato successivi. La controversia arriva in Cassazione, ma il Comune rinuncia al ricorso con l'accordo dell'Azienda. La Corte, quindi, dichiara l'estinzione del procedimento senza decidere nel merito della questione, compensando le spese tra le parti.
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Tassa Rifiuti su Spiagge: Accordo in Cassazione, Processo Estinto
Un hotel impugnava un avviso di accertamento per il pagamento della tassa rifiuti (TIA) su tre aree demaniali, come una spiaggia e una scogliera. Dopo aver perso nei primi gradi di giudizio, la struttura ricorreva in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, le parti hanno raggiunto un accordo privato (transazione). Di conseguenza, l'hotel ha ritirato il proprio ricorso e la controparte ha accettato. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo tributario, chiudendo definitivamente la controversia e stabilendo che ogni parte pagasse le proprie spese legali, come da accordo.
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Esenzione TOSAP: accordo in Cassazione causa l’estinzione del processo
Una società di riscossione aveva richiesto a un cittadino il pagamento della TOSAP per l'occupazione di un'area, ma il contribuente si era opposto sostenendo che l'area non fosse di proprietà pubblica. Dopo che i giudici tributari gli avevano dato ragione, la società aveva fatto ricorso in Cassazione. Durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo economico (transazione). Di conseguenza, la società ha rinunciato al ricorso e la Cassazione ha dichiarato l'estinzione del procedimento tributario, chiudendo la causa senza decidere nel merito. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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ICI su Cave: Tassate come Aree Edificabili, ma il Ricorso si Estingue
Una società che gestisce una cava per l'estrazione di materiali ha ricevuto un avviso di accertamento per l'ICI, poiché il Comune considerava il terreno un'area edificabile. La controversia riguardava la corretta qualificazione fiscale di questi terreni. I giudici tributari avevano dato ragione all'ente impositore, stabilendo che ai fini dell'ICI le aree estrattive sono da considerarsi edificabili a prescindere da quanto previsto dal piano urbanistico generale. La società ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, ma successivamente ha rinunciato. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del procedimento, senza decidere nel merito della questione, ma confermando un principio procedurale sulla non applicabilità di sanzioni in caso di rinuncia.
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Estinzione Processo Tributario: Rinuncia al Ricorso Evita Sanzioni
Un'azienda ha impugnato un avviso di accertamento ICI relativo a una cava per l'estrazione di materiali. La controversia è arrivata fino alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, l'azienda ha rinunciato al ricorso e la controparte ha accettato. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo tributario. Questo ha chiuso definitivamente la causa senza una sentenza sul merito. La Corte ha stabilito un principio importante: in caso di estinzione, chi rinuncia non è tenuto a pagare il raddoppio del contributo unificato, una sanzione prevista invece per chi perde l'impugnazione. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
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Rinuncia al Ricorso in Cassazione: Accordo Raggiunto, Ma Paga la Banca
Una Banca, dopo aver presentato ricorso in Corte di Cassazione, raggiunge un accordo transattivo con la controparte. Di conseguenza, presenta una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte Suprema dichiara estinto il processo, chiarendo che la rinuncia è un atto che non richiede l'accettazione della controparte per essere efficace. Tuttavia, il principio generale stabilisce che chi rinuncia deve pagare le spese legali. La Corte, quindi, ha condannato la Banca a rimborsare alla controparte le spese del giudizio di cassazione, liquidate in oltre 16.000 euro.
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Rinuncia al Ricorso: Cittadino Annulla Causa Contro il Ministero
Un cittadino aveva presentato appello in Cassazione contro un provvedimento del Tribunale che coinvolgeva il Ministero dell'Interno. Tuttavia, prima che la Corte potesse esprimersi, lo stesso cittadino ha deciso di presentare una formale rinuncia al ricorso. Di conseguenza, i giudici non sono entrati nel merito della questione. Hanno semplicemente preso atto della volontà del cittadino e dichiarato il processo estinto, chiudendolo definitivamente. La Corte ha inoltre stabilito che ogni parte dovesse sostenere le proprie spese legali, senza alcun rimborso reciproco.
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Causa chiusa in Cassazione: l’estinzione del procedimento per rinuncia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del procedimento per rinuncia in una controversia tra un'associazione sportiva e un Comune. Le parti, dopo aver avviato il giudizio finale, hanno deciso di comune accordo di non proseguire. Di conseguenza, la Corte ha preso atto della loro volontà e ha chiuso formalmente il caso senza entrare nel merito della questione e senza decidere sulle spese legali. La precedente decisione della Corte d'Appello diventa così definitiva. Questo caso evidenzia come le parti possano porre fine a una causa in qualsiasi momento, anche in Cassazione, attraverso un atto di rinuncia.
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Estinzione del processo per rinuncia: accordo salva dalla sanzione
Un Comune aveva presentato ricorso in Cassazione contro una decisione fiscale favorevole a un contribuente. Durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo e, di conseguenza, il Comune ha ritirato il proprio ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia. Il principio di diritto fondamentale sancito è che, in caso di estinzione, la parte che rinuncia non è tenuta a versare il cosiddetto 'doppio contributo unificato', una sanzione prevista solo quando un ricorso viene respinto, dichiarato inammissibile o improcedibile. La causa si è quindi conclusa senza costi aggiuntivi per il Comune.
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Rinuncia al ricorso: stop al processo e niente doppia tassa
Una società impugna una cartella per la tassa sui rifiuti (TARSU), ma dopo aver perso in appello, presenta ricorso in Cassazione. Prima della decisione finale, la società effettua una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara estinto il procedimento, stabilendo un principio importante: la rinuncia blocca il processo e rende definitiva la sentenza precedente, ma evita al ricorrente la condanna al pagamento del doppio del contributo unificato, una sanzione prevista per chi perde l'impugnazione. La Corte non decide sulle spese legali perché le controparti non hanno partecipato a quest'ultima fase.
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Rinuncia al Ricorso: Clienti ritirano l’appello, la Banca accetta
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un procedimento tra alcuni clienti e una banca. I clienti avevano presentato ricorso contro una sentenza a loro sfavorevole ma, in un secondo momento, hanno deciso di ritirarsi. La banca ha accettato questa decisione, concordando che ogni parte sostenesse le proprie spese legali. Di conseguenza, la Corte ha preso atto della rinuncia al ricorso e ha chiuso definitivamente la causa senza emettere una sentenza sul merito della controversia e senza condannare nessuno al pagamento delle spese legali dell'altro. La vicenda dimostra come un accordo tra le parti possa terminare un giudizio in Cassazione.
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IMU Fabbricati in Costruzione: Comune Rinuncia e Contribuente Vince
Un Comune ha emesso un avviso di accertamento per il pagamento dell'IMU su alcuni immobili, sostenendo che l'imposta fosse dovuta. Il Contribuente ha impugnato l'atto, dimostrando che si trattava di fabbricati non ancora ultimati, non utilizzati e non abitati. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado ha dato ragione al Contribuente. Il Comune ha presentato ricorso in Cassazione ma, prima della decisione finale, ha rinunciato all'impugnazione. La Cassazione ha quindi dichiarato estinto il procedimento, confermando di fatto la vittoria del Contribuente sulla questione dell'esenzione dall'IMU per i fabbricati in costruzione a determinate condizioni.
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