LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Estinzione Del Giudizio — Anno 2022

Pagina 31 di 39

776 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estinzione Del Giudizio

Provvedimenti

Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite estinta
Un contribuente riceveva un avviso di liquidazione che revocava le agevolazioni fiscali per la piccola proprietà contadina. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'Amministrazione Finanziaria proponeva ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, il contribuente presentava domanda di condono fiscale, pagando regolarmente la prima rata. Poiché l'ufficio finanziario non notificava alcun diniego e l'Avvocatura dello Stato chiedeva la chiusura del caso per cessazione della materia del contendere, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. La definizione agevolata delle controversie tributarie ha così estinto definitivamente la lite, con spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop lite
Un contribuente riceveva un avviso di liquidazione dall'Agenzia delle Entrate che revocava le agevolazioni fiscali per la piccola proprietà contadina a causa dell'affitto temporaneo del terreno prima dei cinque anni. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del D.L. n. 119/2018, effettuando il relativo versamento. L'Agenzia delle Entrate confermava la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: spese a carico del rinunciante
Una società alberghiera ha impugnato l'avviso di pagamento della tassa sui rifiuti (TARI), chiedendo riduzioni per la stagionalità dell'attività e per la produzione di rifiuti speciali. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, la contribuente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Il Comune si è opposto alla compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. In applicazione del principio di causalità, i giudici hanno condannato la società al pagamento delle spese legali a favore del Comune, poiché la rinuncia è avvenuta a ridosso dell'udienza. La Corte ha però escluso il raddoppio del contributo unificato, non applicabile in caso di estinzione per rinuncia.
Continua »
Distanze legali tra edifici: accordo cancella la causa
Una proprietaria di locali commerciali ha citato in giudizio una società edile per la violazione delle distanze legali tra edifici, poiché la società aveva costruito un fabbricato a soli 102 centimetri dal confine. La società sosteneva che il piano di recupero urbanistico approvato dal Comune consentisse di derogare alle distanze minime. Dopo alterne vicende nei primi due gradi di giudizio, la proprietaria ha proposto ricorso in Cassazione. Prima della decisione finale, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo amichevole. Di conseguenza, la proprietaria ha depositato la rinuncia formale al ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione sul merito, con compensazione di fatto delle spese legali.
Continua »
Definizione agevolata delle liti: stop al fisco milionario
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una grande società di costruzioni per imposte non pagate. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Durante il processo, la società ha presentato domanda per la definizione agevolata delle liti ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018. Avendo la società pagato quanto dovuto e depositato la documentazione corretta, l'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, ponendo fine alla disputa tributaria. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata: l’impresa batte il Fisco sulla caparra
Una società immobiliare riceve un atto di contestazione dall'Agenzia delle Entrate per non aver emesso fattura su oltre 29 milioni di euro. La società considera la somma una caparra confirmatoria per l'acquisto di un immobile, mentre il Fisco la qualifica come anticipo del prezzo soggetto a IVA. Dopo i primi gradi di giudizio sfavorevoli, la società ricorre in Cassazione. Durante il processo, la contribuente richiede la definizione agevolata della lite fiscale. Poiché l'ufficio tributario non presenta obiezioni entro i termini di legge, la procedura si perfeziona con successo. La Corte di Cassazione dichiara quindi l'estinzione del giudizio, compensando le spese tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata: la società batte il Fisco e chiude la lite
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento nei confronti di una società per imposte non pagate relative all'anno 2001. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Durante il processo, la società contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata per sanare la pendenza tributaria. Avendo la società pagato regolarmente quanto dovuto entro i termini stabiliti e avendo l'ufficio finanziario confermato il regolare adempimento, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, la lite fiscale si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito, con la compensazione delle spese di lite tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata: la società si salva e protegge i soci
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società di persone l'indebita applicazione del regime del margine sulla rivendita di veicoli usati e l'omessa fatturazione di servizi. Dopo i primi gradi di giudizio, la società ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge 119/2018. Poiché l'Ufficio non ha presentato obiezioni entro i termini di legge, la procedura si è conclusa con successo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che gli effetti della definizione agevolata si estendono automaticamente anche ai singoli soci. Questo avviene perché l'avviso di accertamento era unico e i redditi erano imputati per trasparenza. Le spese di giudizio sono rimaste a carico delle parti che le hanno sostenute.
Continua »
Definizione agevolata: il fisco si ferma in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione favorevole ottenuta dal Contribuente in appello riguardo a un avviso di accertamento. Durante lo svolgimento del processo, il Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, provvedendo al pagamento di quanto dovuto per sanare la pendenza fiscale. Anche l'ente impositore ha confermato l'avvenuto pagamento e ha richiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere e l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese processuali rimangano a carico della parte che le ha anticipate, come previsto dalla legge sulla definizione agevolata.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: l’accordo estingue il debito
Un Ente Pubblico ha proposto ricorso contro una società e un consorzio idrico. Nel corso del giudizio, la Regione ha proposto un accordo transattivo per regolare il debito, accettato dall'Ente Pubblico e dal Consorzio. A seguito dell'accordo, l'Ente Pubblico ha depositato l'atto di Rinuncia al ricorso in Cassazione, accettato dalle altre parti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato le spese tra le parti, ponendo fine alla controversia in modo amichevole.
Continua »
Definizione agevolata: il silenzio del Comune cancella il debito
Una società immobiliare impugna un avviso di accertamento ICI emesso da un Comune per un'area inserita in un parco naturale, sostenendo la perdita dell'edificabilità. Dopo le vittorie della contribuente nei primi due gradi di giudizio, il Comune ricorre in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società aderisce alla definizione agevolata delle liti pendenti, presentando domanda e pagando la prima rata. Poiché l'ente creditore non ha notificato alcun diniego nei termini di legge, la sanatoria si è perfezionata. La Corte di Cassazione dichiara quindi l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla cartella
Una clinica privata ha impugnato una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia è giunta in Cassazione. La contribuente ha chiesto di accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie. L'Agenzia delle Entrate ha inizialmente negato il condono, ritenendo la cartella un mero atto di riscossione non definibile. La Suprema Corte ha invece riconosciuto la definibilità della lite. A seguito del regolare pagamento delle rate previste da parte della contribuente, la Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio.
Continua »
Rinuncia agli atti del giudizio: quando la causa si estingue
Il Ricorrente aveva proposto ricorso in Cassazione contro l'Amministrazione Pubblica per impugnare un decreto del Tribunale di Venezia. Successivamente, il difensore del Ricorrente, munito di procura speciale, ha depositato un atto formale di rinuncia all'azione, allegando la dichiarazione personale del proprio assistito. La Suprema Corte ha preso atto della volontà della parte e ha dichiarato l'estinzione del processo per intervenuta rinuncia agli atti del giudizio. Di conseguenza, i giudici non hanno liquidato le spese di lite, poiché la controparte non ha svolto attività difensiva.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al doppio contributo
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento dell'INPS relativa a contributi previdenziali per l'attività di subagente assicurativo. Durante il processo davanti alla Suprema Corte, la ricorrente ha scelto di aderire alla definizione agevolata dei carichi pendenti, provvedendo al pagamento delle rate e presentando formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato le spese tra le parti. I giudici hanno inoltre chiarito un importante principio finanziario: in caso di rinuncia agli atti, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa misura, avendo natura sanzionatoria, colpisce solo il rigetto o l'inammissibilità del ricorso e non può essere estesa per analogia a chi decide di abbandonare la causa.
Continua »
Fisco fa marcia indietro: rinuncia al ricorso per cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento catastale emesso contro due contribuenti. L'ufficio fiscale contestava il mancato aggiornamento delle rendite e la mancata sospensione del processo. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, l'amministrazione finanziaria ha depositato formale rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 306 del codice di procedura civile. Questo provvedimento conferma in via definitiva la vittoria dei contribuenti, i quali vedono annullato l'atto di riclassamento del proprio immobile senza dover affrontare ulteriori spese o gradi di giudizio.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: il Fisco si arrende
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento per estimi catastali emesso contro un contribuente. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, l'amministrazione finanziaria ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 306 del codice di procedura civile, confermando di fatto la vittoria del contribuente che vede svanire la pretesa del fisco.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: il Fisco si arrende
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento per estimi catastali emesso contro alcuni contribuenti. Tuttavia, prima che la Corte di Cassazione potesse decidere sui motivi di ricorso relativi alla motivazione dell'atto e alla revisione delle microzone, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno preso atto della volontà del fisco e hanno dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia al ricorso per cassazione, lasciando ferma la decisione favorevole ai contribuenti.
Continua »
Rinuncia al ricorso del fisco: i contribuenti vincono la causa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che annullava un avviso di accertamento per estimi catastali emesso contro due comproprietari. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso. Poiché i contribuenti non si sono costituiti in questa fase, la Suprema Corte ha preso atto della volontà dell'ente pubblico. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi del codice di procedura civile. Con questo provvedimento, la rinuncia al ricorso chiude definitivamente la controversia, lasciando ferma la vittoria dei contribuenti ottenuta nei precedenti gradi di giudizio.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: il Fisco si arrende sul catasto
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato un avviso di accertamento per estimi catastali emesso nei confronti di due contribuenti. Tuttavia, prima della decisione della Suprema Corte, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha preso atto della volontà dell'ente impositore e ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'art. 306 c.p.c., confermando di fatto la vittoria dei contribuenti che vedono salvo l'annullamento dell'accertamento fiscale.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: il fisco si arrende sul catasto
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione contro la decisione della Commissione Tributaria Regionale, che aveva annullato un avviso di accertamento per estimi catastali emesso nei confronti di una contribuente. Successivamente, l'amministrazione finanziaria ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione, preso atto di questa dichiarazione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'articolo 306 del codice di procedura civile. Di conseguenza, la sentenza favorevole alla contribuente è diventata definitiva e il contenzioso si è concluso senza alcuna condanna alle spese per la mancata costituzione della parte intimata.
Continua »