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Espulsione

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161 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Espulsione straniero: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un provvedimento di espulsione. La sentenza chiarisce che, per opporsi all'espulsione straniero, non basta invocare genericamente il diritto alla vita familiare, ma è necessario fornire prove concrete e specifiche della propria integrazione sociale e dei legami familiari in Italia. Inoltre, la Corte precisa che la pericolosità sociale non è un presupposto necessario per questo tipo di misura espulsiva.
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Espulsione: motivazione sulla pericolosità è d’obbligo
Due cittadini stranieri, dopo un patteggiamento per reati legati agli stupefacenti, sono stati destinatari di un'ordinanza di espulsione. La Corte di Cassazione ha annullato tale misura, stabilendo che l'espulsione richiede sempre una specifica e motivata valutazione sulla pericolosità sociale dell'individuo, non potendo essere un'applicazione automatica della legge, neanche in caso di accordo sulla pena.
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Espulsione straniero con permesso UE: le regole
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di espulsione straniero emesso nei confronti di un cittadino extracomunitario titolare di un permesso di soggiorno rilasciato da un altro Stato dell'Unione Europea (Spagna). La Corte ha stabilito che la semplice omissione della dichiarazione di presenza sul territorio italiano comporta solo una sanzione amministrativa e non giustifica l'espulsione automatica. Per procedere all'espulsione è necessario seguire una procedura specifica, che include un'intimazione a lasciare il Paese e la violazione di tale ordine, passaggi che nel caso di specie erano stati omessi.
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Espulsione straniero: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un'ordinanza di espulsione. Il ricorrente sosteneva che un permesso di asilo ottenuto in Germania costituisse una causa ostativa all'espulsione. La Corte ha stabilito che il ricorso si limitava a riproporre argomenti già valutati e respinti dal giudice di merito, senza sollevare specifiche censure sulla logicità della motivazione. L'esistenza di un permesso di asilo in un altro Stato UE non è stata ritenuta, nel caso specifico, una prova sufficiente a integrare le condizioni che impediscono l'espulsione straniero secondo la legge italiana.
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Ricorso inammissibile: espulsione e oneri probatori
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per mancata ottemperanza all'ordine di espulsione. La Corte ha stabilito che le censure proposte erano meramente ripetitive e di fatto, sottolineando che una domanda di protezione internazionale presentata dopo la commissione del reato è irrilevante ai fini della difesa. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Espulsione e appello: la Cassazione chiarisce
Una cittadina straniera, condannata dal Giudice di pace per il reato di ingresso e soggiorno illegale, ha visto la sua pena pecuniaria convertita in espulsione. La Corte di Cassazione, investita del ricorso, ha chiarito che questo tipo di sentenza non è ricorribile per cassazione ma deve essere qualificato come appello. La ragione risiede nella natura della sanzione: l'espulsione, incidendo sulla libertà personale, richiede un riesame completo nel merito, garantito solo dal giudizio di appello. Di conseguenza, gli atti sono stati trasmessi al Tribunale competente.
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Sanatoria stranieri: esclusione per reingresso illegale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4855/2024, ha confermato la condanna di un cittadino straniero per reingresso illegale in Italia. Il caso chiarisce che la presentazione di una domanda di sanatoria stranieri non sospende il procedimento penale per chi ha violato un precedente ordine di espulsione con accompagnamento alla frontiera, poiché questa specifica fattispecie di reato è esclusa dal beneficio della regolarizzazione.
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Trattenimento dello straniero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del trattenimento di uno straniero in un centro di permanenza per il rimpatrio. La decisione si basa sulla mancanza di documenti di identità, considerata un fattore che integra il 'rischio di fuga' e impedisce l'applicazione di misure alternative meno restrittive. La Corte ha inoltre chiarito che il procedimento amministrativo di espulsione è autonomo e non è vincolato da eventuali misure cautelari meno afflittive disposte in un separato procedimento penale a carico dello stesso soggetto. L'appello del cittadino straniero è stato quindi respinto.
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Espulsione straniero: la Cassazione valuta la vita privata
Un cittadino straniero, in Italia da 13 anni, ha affrontato un'ordinanza di espulsione a seguito del diniego del rinnovo del permesso di soggiorno. Il Giudice di Pace aveva inizialmente confermato l'espulsione, limitandosi a una verifica formale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice di merito deve effettuare una valutazione completa della situazione personale dell'individuo. Questo include la sua integrazione sociale, i legami familiari e il diritto alla vita privata, secondo i principi della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che consideri tutti questi aspetti sostanziali, superando il mero dato burocratico dell'assenza del titolo di soggiorno.
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Espulsione straniero: quando è legittima? Analisi
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione straniero come misura alternativa alla detenzione, rigettando il ricorso di un cittadino del Gambia. La decisione si fonda sulla comprovata pericolosità sociale del soggetto, desunta dalla sua presenza irregolare, assenza di mezzi di sostentamento e numerosi precedenti penali. La Corte ha inoltre stabilito che le generiche allegazioni su un presunto rischio di persecuzione nel Paese d'origine non sono sufficienti a bloccare l'espulsione, soprattutto quando lo Stato in questione, come il Gambia, è ufficialmente classificato come "Paese sicuro".
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Espulsione straniero: i criteri di valutazione
Un cittadino straniero impugna la sentenza che ne dispone l'espulsione a seguito di una condanna per spaccio. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che la valutazione della pericolosità sociale, necessaria per l'espulsione dello straniero, non si basa solo sulla mancanza del permesso di soggiorno, ma anche su altri indici concreti come l'assenza di legami familiari stabili e una storia di lavoro irregolare.
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Espulsione cittadino straniero: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione emesso come sanzione alternativa alla detenzione. Il ricorso è stato respinto perché non contestava tutte le motivazioni della decisione precedente e le accuse di potenziale persecuzione religiosa nel paese d'origine erano generiche e non provate, così come la sua conversione religiosa. La Corte ha sottolineato che l'onere di provare un rischio concreto spetta al ricorrente.
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Espulsione straniero: la Cassazione annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso del Procuratore Generale contro una sentenza che, pur condannando un cittadino straniero per detenzione di stupefacenti, aveva omesso di applicare la misura di sicurezza dell'espulsione. La Corte ha annullato la sentenza su questo punto, rinviando il caso al Tribunale per una nuova valutazione sulla pericolosità sociale dell'imputato, presupposto necessario per l'espulsione dello straniero.
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Espulsione straniero: valutazione vita privata d’obbligo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice di Pace, stabilendo un principio fondamentale: nel decidere sull'espulsione dello straniero, il giudice deve sempre effettuare una valutazione concreta della sua vita privata e dei legami sociali in Italia. Non è sufficiente basarsi sulla legittimità formale del diniego di un permesso di soggiorno, ma occorre un'analisi caso per caso per tutelare i diritti fondamentali della persona, come il diritto alla vita privata sancito dalla CEDU.
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Espulsione straniero: prevale sulla pena alternativa?
La Corte di Cassazione ha confermato l'espulsione di un cittadino straniero, estradato per scontare una pena per traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che l'espulsione straniero, quale misura alternativa, prevale su altre richieste come l'affidamento in prova, anche se pendenti. La sola presenza di una sorella in Italia non è stata ritenuta sufficiente a dimostrare un radicamento sociale tale da impedire il provvedimento, dato che il soggetto viveva all'estero prima dell'estradizione.
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Espulsione e vita familiare: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di espulsione, stabilendo che il Tribunale di Sorveglianza non ha adeguatamente bilanciato la pericolosità sociale del soggetto con il suo diritto al rispetto della vita privata e familiare. La decisione evidenzia la necessità di un'analisi completa sulla possibile violazione del diritto all'espulsione e vita familiare prima di confermare l'allontanamento dal territorio nazionale.
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Espulsione straniero irregolare: il caso analizzato
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione straniero irregolare entrato in Italia decenni prima della normativa contestata. La decisione si fonda non sulla violazione di una norma successiva all'ingresso, ma sulla prolungata e ininterrotta permanenza illegale sul territorio nazionale, privo di qualsiasi titolo di soggiorno e con precedenti penali, configurando una situazione di irregolarità attuale e persistente.
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Impugnazione sentenza giudice di pace: quando è appello
La Corte di Cassazione chiarisce che l'impugnazione di una sentenza del giudice di pace per soggiorno illegale è un appello, anche quando la pena pecuniaria è sostituita con l'espulsione. Un semplice errore nell'indicazione del giudice competente nell'atto non ne causa l'inammissibilità, confermando il principio che la sostanza prevale sulla forma.
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Opposizione decreto espulsione: i termini per i motivi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino straniero, chiarendo che nell'opposizione decreto espulsione i motivi devono essere presentati contestualmente alla dichiarazione di impugnazione o comunque entro lo stesso termine perentorio, senza possibilità di un deposito successivo basato sulla data dell'udienza.
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Espulsione straniero detenuto: Cassazione inammissibile
Un cittadino straniero, detenuto in esecuzione di una pena, ha presentato ricorso contro il decreto di espulsione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'espulsione straniero detenuto, prevista dal D.Lgs. 286/98, costituisce una misura alternativa atipica e obbligatoria quando sussistono le condizioni di legge, come la mancanza di un valido titolo di soggiorno. Questa misura prevale su altre misure alternative e mira a ridurre il sovraffollamento carcerario.
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