La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione alternativa alla detenzione emesso nei confronti di un cittadino straniero. Il punto centrale della controversia riguardava l'identificazione del soggetto: la difesa sosteneva l'incertezza dell'identità a causa di discrepanze tra i dati della Questura e quelli consolari. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che l'identità fisica, accertata tramite rilievi dattiloscopici e il Codice Unico Identificativo (CUI), è sufficiente per integrare il requisito della certa identificazione richiesto per l'espulsione alternativa, prevalendo sulle generalità anagrafiche che possono risultare mutevoli.
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