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Espulsione

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161 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Espulsione: la Cassazione sul rientro illegale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un cittadino straniero rientrato illegalmente in Italia dopo un provvedimento di espulsione. Il ricorrente contestava la regolarità della notifica e il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha stabilito che l'espulsione era stata regolarmente notificata con traduzione multilingue e che la sottrazione volontaria all'ordine per quattro anni impedisce l'applicazione di benefici di legge, data anche la personalità negativa del soggetto.
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Espulsione stranieri: i rischi del rientro illegale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un cittadino straniero per il reato di rientro illegale nel territorio nazionale a seguito di espulsione stranieri. Il ricorrente era rientrato in Italia senza la necessaria autorizzazione ministeriale prima della scadenza del termine di cinque anni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che l'abitualità del comportamento illecito, dimostrata da numerosi precedenti penali specifici, impedisce l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e il riconoscimento delle attenuanti generiche.
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Reingresso illegale: condanna confermata in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per reingresso illegale a carico di un cittadino straniero che era rientrato in Italia senza la necessaria autorizzazione dopo un provvedimento di espulsione. La difesa sosteneva che il successivo rilascio di un permesso di soggiorno, dovuto alla nascita di una figlia italiana, dovesse annullare gli effetti dell'espulsione. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che il mutamento delle condizioni personali non legittima un rientro autonomo e non autorizzato, dichiarando il ricorso inammissibile.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego delle **attenuanti generiche** per due imputati che avevano violato ripetutamente l'ordine di espulsione prefettizio. I giudici di legittimità hanno ribadito che la concessione di tali benefici rientra nella discrezionalità del giudice di merito, il quale deve basarsi sui criteri di gravità del reato e capacità a delinquere. Nel caso specifico, la reiterazione della condotta illecita e la mancanza di una reale volontà di regolarizzazione hanno giustificato il rigetto delle istanze, rendendo irrilevante la sola condizione di incensuratezza di uno dei ricorrenti.
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Espulsione dello straniero: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico di stupefacenti e la conseguente misura dell'espulsione dello straniero. Il ricorrente contestava il diniego delle attenuanti generiche e della collaborazione attiva, ma i giudici hanno ritenuto le sue dichiarazioni troppo generiche per essere utili alle indagini. La pericolosità sociale, presupposto per l'espulsione dello straniero, è stata confermata dai precedenti penali, dall'uso di identità fittizie e dal possesso di armi, nonostante la presenza di un permesso di soggiorno.
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Inammissibilità ricorso: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso presentato da due imputati contro una sentenza della Corte di Appello di Ancona. Il primo ricorrente contestava la misura di sicurezza dell'espulsione senza però affrontare le specifiche motivazioni dei giudici di merito sulla sua pericolosità sociale. Il secondo ricorrente censurava il discostamento della sanzione dalla pena base, ma la Suprema Corte ha ritenuto tale scelta adeguatamente motivata da elementi oggettivi e non sindacabile in sede di legittimità. Entrambi sono stati condannati al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Espulsione dello straniero: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordinanza di espulsione dello straniero emessa dal Tribunale di Sorveglianza, dichiarando inammissibile il ricorso. Il provvedimento di espulsione dello straniero detenuto è stato ritenuto legittimo in quanto il soggetto, condannato per reati legati agli stupefacenti, non possedeva un permesso di soggiorno valido, non aveva legami familiari in Italia e presentava un profilo di pericolosità sociale. La Corte ha ribadito che tale misura ha natura amministrativa atipica ed è finalizzata a contrastare il sovraffollamento carcerario.
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Decreto di espulsione: la firma del contratto è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un decreto di espulsione emesso contro un cittadino straniero che non aveva perfezionato l'iter di regolarizzazione. Nonostante l'ottenimento del nulla osta al lavoro, l'interessato non si era presentato allo Sportello Unico per la firma del contratto di soggiorno entro i termini previsti. La Suprema Corte ha chiarito che il decreto di espulsione scatta automaticamente in caso di trattenimento illegale, rendendo irrilevanti l'integrazione sociale o l'assenza di pericolosità del soggetto.
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Espulsione amministrativa: guida alla notifica valida
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'espulsione amministrativa notificata a una cittadina straniera, respingendo le contestazioni sulla conformità della copia consegnata. La ricorrente sosteneva che l'atto non fosse un originale né una copia certificata correttamente. La Suprema Corte ha chiarito che la conformità può essere attestata anche dall'ufficio notificatore della Questura e che il rigetto del merito del ricorso comporta automaticamente il rigetto della richiesta di sospensione dell'efficacia del provvedimento.
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Pericolosità sociale ed espulsione straniero
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un cittadino straniero contro la misura di sicurezza dell'espulsione. Il fulcro della controversia risiede nella valutazione della pericolosità sociale, che i giudici di merito hanno motivato basandosi sui contatti del soggetto con il narcotraffico e l'assenza di legami stabili in Italia. La Suprema Corte ha ribadito che tale giudizio prognostico è discrezionale e non sindacabile se correttamente ancorato ai criteri di legge.
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Espulsione alternativa alla detenzione: limiti rientro
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso riguardante la richiesta di espulsione alternativa alla detenzione presentata da un cittadino straniero. Il soggetto era rientrato illegalmente in Italia prima del termine di dieci anni dall'esecuzione di un precedente provvedimento di allontanamento. La Corte ha ribadito che il rientro abusivo preclude la reiterazione del beneficio, determinando il ripristino obbligatorio della pena detentiva residua per garantire l'efficacia deterrente della sanzione penale.
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Espulsione alternativa: conta l’identità fisica
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento di espulsione alternativa alla detenzione emesso nei confronti di un cittadino straniero. Il punto centrale della controversia riguardava l'identificazione del soggetto: la difesa sosteneva l'incertezza dell'identità a causa di discrepanze tra i dati della Questura e quelli consolari. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che l'identità fisica, accertata tramite rilievi dattiloscopici e il Codice Unico Identificativo (CUI), è sufficiente per integrare il requisito della certa identificazione richiesto per l'espulsione alternativa, prevalendo sulle generalità anagrafiche che possono risultare mutevoli.
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Espulsione straniero e protezione internazionale
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di espulsione straniero poiché il Tribunale di sorveglianza non ha adeguatamente valutato i pericoli nel Paese d'origine e la pendenza di una domanda di protezione internazionale. La Corte ha ribadito che l'allontanamento è illegittimo se espone il soggetto a rischi per l'incolumità o se viola il diritto di soggiorno durante l'esame della domanda di asilo.
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Impedimento legittimo: quando l’assenza non annulla
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'impedimento legittimo nel caso di un imputato in stato di detenzione domiciliare e successivamente espulso. Nonostante la detenzione costituisca un motivo valido per il rinvio, la Corte ha stabilito che la nullità è sanata se nell'udienza in assenza non sono state svolte attività processuali e l'imputato partecipa alle successive. Inoltre, l'espulsione non è un impedimento automatico, spettando all'imputato l'onere di richiedere il rientro per difendersi.
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Espulsione dello straniero e legami familiari
La Corte di Cassazione ha confermato l'espulsione dello straniero come misura sostitutiva della detenzione per un cittadino extra-UE. Nonostante la presenza di un fratello in Italia, l'assenza di una convivenza effettiva e l'elevata pericolosità sociale hanno reso legittimo il provvedimento, dando priorità alla sicurezza collettiva rispetto al diritto alla vita familiare.
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Espulsione straniero: la convivenza è un ostacolo?
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di espulsione contro una cittadina straniera, stabilendo che la sua stabile convivenza con un cittadino italiano doveva essere attentamente valutata. Secondo la Corte, anche in assenza di un matrimonio formale, il giudice deve esaminare caso per caso la natura e l'effettività dei legami familiari e sociali dello straniero in Italia prima di disporre l'espulsione straniero, in conformità con il diritto al rispetto della vita privata e familiare.
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Espulsione per droga: la Cassazione conferma la pena
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di due chilogrammi di cocaina. La Corte ha confermato tutte le statuizioni della sentenza d'appello, inclusa la pena detentiva, la confisca dei beni per sproporzione e la misura di sicurezza dell'espulsione a pena espiata. La decisione sottolinea che, per evitare l'espulsione, non è sufficiente allegare l'esistenza di un nucleo familiare, ma è necessario provare una convivenza effettiva.
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Espulsione straniero convivente: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di espulsione nei confronti di un cittadino straniero. La Corte ha stabilito che il Tribunale di Sorveglianza ha commesso un errore ignorando una propria precedente decisione che concedeva al ricorrente la detenzione domiciliare presso l'abitazione del fratello, cittadino italiano. Tale misura, secondo la Suprema Corte, costituiva una prova decisiva della convivenza, condizione che impedisce l'espulsione dello straniero convivente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Espulsione misura di sicurezza: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro l'ordinanza che confermava la sua espulsione come misura di sicurezza. La decisione del Tribunale di Sorveglianza si basava sulla persistente pericolosità sociale del soggetto, desunta da una serie di elementi come la commissione di più reati, l'assenza di legami familiari e lavorativi stabili sul territorio. La Cassazione ha ritenuto il ricorso generico, in quanto mirava a una nuova valutazione dei fatti e non a contestare vizi logici della decisione impugnata.
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Diritto vita familiare straniero: stop all’espulsione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10897/2024, ha annullato un'ordinanza di espulsione nei confronti di un cittadino straniero. Il caso riguardava un uomo con un provvedimento di espulsione nonostante fosse sposato con una donna regolarmente soggiornante in Italia. La Corte ha stabilito che il diritto vita familiare straniero impone al giudice una valutazione concreta e non automatica dei legami personali e dell'integrazione sociale, annullando la decisione precedente che aveva ignorato tali aspetti.
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