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Espulsione Dello Straniero Detenuto

5 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Espulsione dello straniero detenuto: confermato l’allontanamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro il provvedimento di espulsione emesso dal Magistrato di sorveglianza. L'interessato sosteneva di rischiare persecuzioni politiche in caso di rientro in patria e di possedere un permesso per asilo politico. Tuttavia, i giudici hanno rilevato la totale mancanza di prove a supporto di tali affermazioni, ritenendole generiche e strumentali a bloccare l'allontanamento. La Corte ha chiarito che l'espulsione dello straniero detenuto costituisce una misura alternativa alla detenzione volta a contrastare il sovraffollamento carcerario. Tale misura è obbligatoria in assenza di concrete e provate cause ostative, come il reale rischio di tortura o trattamenti disumani. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Espulsione dello straniero detenuto: affetti contro sicurezza
La Corte di Cassazione ha confermato il provvedimento di espulsione dello straniero detenuto, rigettando il ricorso di un cittadino extracomunitario. L'uomo, con una pena residua inferiore a due anni, era stato destinatario di un decreto di espulsione come misura alternativa alla detenzione. Il ricorrente si opponeva lamentando la violazione del diritto alla vita familiare, dichiarando di avere parenti in Italia. Tuttavia, i giudici hanno rilevato la mancanza di una reale integrazione sociale e lavorativa, aggravata da comportamenti violenti tenuti in carcere. La Suprema Corte ha chiarito che l'espulsione è legittima se non vi sono concreti rischi di persecuzione nel Paese d'origine e se la convivenza con familiari non è effettiva, confermando così il rimpatrio del soggetto.
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Espulsione dello straniero detenuto: ricorso debole, sanzione dura
Il Tribunale di Sorveglianza ha confermato il provvedimento di espulsione dello straniero detenuto emesso nei confronti di un cittadino straniero ristretto in carcere. Il difensore del detenuto ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'imminenza del fine pena rendesse inutile la misura dell'allontanamento dal territorio nazionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per via dell'estrema genericità dei motivi presentati, i quali non contenevano adeguate ragioni di diritto o elementi di fatto a supporto della tesi difensiva. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende, confermando definitivamente il provvedimento di espulsione.
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Espulsione Straniero Detenuto: Legami Familiari Non Provati
Un cittadino straniero, detenuto per rapina e lesioni, ha impugnato il decreto che ne ordinava l'allontanamento dal territorio nazionale, sostenendo di avere legami familiari in Italia. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando l'espulsione dello straniero detenuto. La decisione si fonda sulla totale assenza di prove concrete a sostegno dei presunti legami familiari. I giudici hanno chiarito che le semplici affermazioni non sono sufficienti per bloccare un provvedimento di espulsione, soprattutto quando non sono supportate da alcuna documentazione e in assenza di una richiesta di asilo. L'appello è stato quindi giudicato inammissibile perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Espulsione dello straniero detenuto: legami familiari non bastano
Uno straniero condannato per reati gravi stava scontando la pena in carcere. Il giudice ordina l'espulsione dello straniero detenuto come misura alternativa alla detenzione, poiché l'uomo risulta privo di permesso di soggiorno. Il Condannato fa ricorso, sostenendo di avere forti legami in Italia, tra cui un'azienda, una madre italiana e un'ex moglie. Chiede di restare, affermando che lo Stato non ha valutato la sua pericolosità sociale. La Corte di Cassazione respinge il ricorso. I giudici chiariscono che i legami familiari non bastano per bloccare il provvedimento se manca la convivenza effettiva con un cittadino italiano. Inoltre, il rimpatrio è automatico per chi non ha i documenti in regola, senza bisogno di valutare la pericolosità sociale. Il Condannato perde la causa e sarà rimpatriato.
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