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Espulsione Dal Territorio Dello Stato

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una specifica misura di sicurezza che impone a un cittadino straniero, condannato per determinati reati, di lasciare l'Italia e di non farvi ritorno per un periodo stabilito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rientro abusivo dello straniero espulso: condanna confermata
Una cittadina straniera, già colpita da un provvedimento di espulsione per cinque anni, è rientrata in Italia senza la prescritta autorizzazione. La Giustizia l'ha condannata per il reato di rientro abusivo dello straniero espulso. L'imputata ha proposto ricorso sostenendo di aver successivamente ottenuto il permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la domanda di ricongiungimento non sanava la presenza illegale precedente né autorizzava la permanenza anticipata in Italia. Di conseguenza, la condanna alla reclusione è stata confermata e la ricorrente deve pagare le spese e una sanzione di tremila euro.
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Ricorso inammissibile: Patteggiamento e Espulsione, il Limite dell’Appello
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento del GIP di Macerata. La sentenza aveva condannato il Lavoratore per reati legati allo spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, disponendo anche la sua espulsione dal territorio italiano. Il ricorso contestava la motivazione sull'espulsione e la qualificazione giuridica dei fatti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondate le contestazioni sull'espulsione e ha chiarito che il ricorso contro una sentenza di patteggiamento è possibile solo per specifici motivi, non riscontrati nel caso. Il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle Ammende.
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Radicamento familiare ed espulsione dal territorio dello Stato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per reati in materia di sostanze stupefacenti. La Corte d'Appello aveva rideterminato le pene principali tramite concordato processuale, confermando la misura di sicurezza che disponeva l'espulsione dal territorio dello Stato. Il ricorrente contestava tale misura lamentando la mancata valutazione dei suoi legami familiari e del radicamento a Roma. I giudici di legittimità hanno respinto l'impugnazione perché la questione non era stata sollevata con l'atto di appello e non faceva parte del concordato concordato tra le parti. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Espulsione dal territorio dello Stato: confermata la misura
Il Tribunale di Sorveglianza ha confermato l'eseguibilità della misura di sicurezza dell'espulsione dal territorio dello Stato a carico di un cittadino straniero condannato. L'interessato ha proposto ricorso per cassazione, contestando la mancata valutazione delle proprie memorie difensive e l'accertamento della propria pericolosità sociale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'omessa valutazione di memorie difensive non produce nullità quando la motivazione del provvedimento finale risulta congrua e completa. L'accertamento della pericolosità poggiava su elementi solidi: i precedenti penali del condannato, l'assenza di un valido permesso di soggiorno e la totale mancanza di stabili riferimenti socio-lavorativi sul territorio italiano. Il ricorrente deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Espulsione e rigetto: la specificità dei motivi di ricorso
Lo Straniero ha proposto ricorso contro il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza che confermava la sua espulsione dall'Italia, lamentando la mancata concessione di misure alternative alla detenzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che l'atto non rispettava il principio della specificità dei motivi di ricorso, in quanto il ricorrente si è limitato a denunciare genericamente un vizio di legge senza contestare in modo puntuale le singole argomentazioni della decisione impugnata. Di conseguenza, oltre al rigetto della domanda, lo Straniero è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Espulsione straniero stupefacenti: obbligo di motiva
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per spaccio di stupefacenti limitatamente alla mancata applicazione della misura di sicurezza dell'espulsione. Secondo la Corte, il giudice di merito ha errato nell'omettere di motivare la decisione di non disporre l'espulsione straniero stupefacenti, nonostante la presenza di evidenti indici di pericolosità sociale degli imputati, come precedenti penali e irregolarità sul territorio nazionale. La sentenza è stata rinviata per un nuovo esame sul punto.
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