Lo Straniero ha proposto ricorso contro il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza che confermava la sua espulsione dall'Italia, lamentando la mancata concessione di misure alternative alla detenzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che l'atto non rispettava il principio della specificità dei motivi di ricorso, in quanto il ricorrente si è limitato a denunciare genericamente un vizio di legge senza contestare in modo puntuale le singole argomentazioni della decisione impugnata. Di conseguenza, oltre al rigetto della domanda, lo Straniero è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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