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Errore Materiale — Anno 2024

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406 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Errore Materiale

Provvedimenti

Distrazione delle spese: errore materiale corretto
La Corte di Cassazione interviene per correggere un proprio precedente provvedimento a causa di un errore materiale. L'ordinanza originale, pur condannando una parte al pagamento delle spese legali, aveva omesso di disporre la distrazione delle spese in favore dell'avvocato della parte vittoriosa, che ne aveva fatto esplicita richiesta. Riconosciuto l'errore, la Corte ha emesso una nuova ordinanza per integrare la decisione, assicurando che le spese processuali venissero liquidate direttamente al difensore.
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Distrazione delle spese: la dichiarazione è sufficiente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3409/2024, ha corretto un proprio precedente provvedimento per errore materiale. Ha stabilito che per la distrazione delle spese a favore dell'avvocato è sufficiente la sua dichiarazione di 'antistatario', poiché questa implica di per sé l'aver anticipato le spese e non ricevuto i compensi, senza necessità di formule esplicite.
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Errore materiale e gratuito patrocinio: la Cassazione
Con un'ordinanza, la Corte di Cassazione ha corretto un proprio precedente provvedimento a causa di un errore materiale. Inizialmente, aveva condannato un imputato a risarcire direttamente la parte civile per le spese legali. Tuttavia, la parte civile era ammessa al gratuito patrocinio. La Corte ha quindi rettificato la decisione, stabilendo che il pagamento delle spese deve essere effettuato a favore dello Stato e l'importo sarà liquidato dalla Corte d'Appello, in conformità con le norme sul patrocinio a spese dello Stato.
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Correzione errore materiale: guida alla procedura
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'aver indicato una Corte d'Appello errata (Trento anziché Torino) come giudice del rinvio per un nuovo processo. La decisione evidenzia l'importanza della procedura di correzione errore materiale per garantire la precisione e l'esecutività dei provvedimenti giudiziari, senza alterarne il contenuto decisionale.
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Distrazione delle spese: la correzione dell’errore
La Corte di Cassazione ha corretto una propria precedente ordinanza per un errore materiale, consistente nella mancata pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese avanzata dal legale della parte vittoriosa. L'ordinanza in esame accoglie l'istanza di correzione, disponendo l'integrazione del provvedimento originale per garantire che le spese processuali vengano liquidate direttamente al difensore.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia
La Corte di Cassazione, tramite una ordinanza di correzione errore materiale, ha annullato una condanna penale che era stata erroneamente mantenuta nel dispositivo di una precedente sentenza, nonostante la motivazione avesse già dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione. La Corte ha chiarito che tale rimedio è applicabile quando l'omissione è frutto di un mero errore percettivo o materiale, allineando così la parte dispositiva alla volontà espressa nella motivazione.
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Correzione errore materiale e spese legali
La Corte di Cassazione interviene per una correzione di errore materiale su una propria precedente ordinanza. Sebbene la richiesta di correzione fosse inammissibile per un vizio di notifica, la Corte ha proceduto d'ufficio a eliminare la condanna alle spese legali inflitta a un ricorrente. L'errore originario consisteva nell'aver disposto il pagamento delle spese a favore di una società che non si era costituita in giudizio, rimanendo semplice parte 'intimata'.
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Prescrizione e ricorso inammissibile: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile una richiesta di correzione di errore materiale relativa alla prescrizione di alcuni reati. La Corte stabilisce che, a seguito di un ricorso inammissibile per specifici capi d'accusa, si forma un giudicato parziale che impedisce di rilevare la prescrizione maturata successivamente. Inoltre, chiarisce che una recidiva qualificata aumenta notevolmente i termini di prescrizione, rendendo infondata la pretesa del ricorrente.
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Uso personale stupefacenti: i criteri distintivi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la detenzione di 17 grammi di hashish. La distinzione tra uso personale stupefacenti e spaccio è stata centrale. La Corte ha ribadito che un quantitativo elevato (81 dosi), il possesso di strumenti per il confezionamento e le modalità di conservazione sono elementi sufficienti a escludere l'uso personale e a configurare il reato di detenzione ai fini di spaccio, seppur di lieve entità.
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Ricorso Straordinario Penale: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario penale presentato da due persone condannate per estorsione. La Corte ha stabilito che il rimedio non può essere utilizzato per contestare la valutazione giuridica della Corte stessa, ma solo per correggere un 'errore di fatto', inteso come una mera svista percettiva degli atti processuali. Poiché i ricorrenti contestavano il merito della valutazione, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Errore materiale sentenza: la correzione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha corretto un errore materiale in una propria sentenza. L'errore consisteva nell'omessa indicazione della presenza e delle conclusioni di un difensore. La Corte ha stabilito che, in caso di discrepanza, il verbale d'udienza prevale sulla sentenza, in quanto documento con fede privilegiata. La decisione ribadisce l'importanza del verbale e la procedura per correggere un errore materiale sentenza senza alterare la sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: nome errato nel verbale
La Corte di Cassazione dispone la correzione di un errore materiale, ai sensi dell'art. 130 c.p.p., relativo al nome di battesimo di un imputato. L'errore, che indicava un nome diverso da quello reale, era presente nel dispositivo letto in udienza. La Corte ha ordinato la modifica degli atti per ripristinare il nome corretto, evidenziando l'importanza della precisione formale nei provvedimenti giudiziari.
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Errore materiale: condanna alle spese a più parti
Una società ha presentato ricorso in Cassazione, ma è stato dichiarato inammissibile. L'ordinanza originale conteneva un errore materiale, condannando la parte soccombente a pagare le spese legali "alla controricorrente" (al singolare), nonostante le parti vittoriose costituite fossero due. A seguito di un'istanza d'ufficio, la Corte ha corretto l'ordinanza, chiarendo che le spese erano dovute a entrambe le parti vittoriose e specificando l'importo dovuto a ciascuna.
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Errore materiale: la Cassazione corregge il giudicato
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha corretto d'ufficio un proprio precedente provvedimento per un errore materiale. La sentenza originale aveva dichiarato l'estinzione dei reati per prescrizione ai soli fini penali, omettendo di pronunciarsi sull'inammissibilità del ricorso per gli effetti civili. L'ordinanza in esame interviene per sanare questa omissione, aggiungendo la statuizione mancante e garantendo la completezza del dispositivo.
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Errore di fatto: quando il ricorso in Cassazione è nullo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3192/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto. Gli imputati sostenevano un errore percettivo nella riqualificazione di un reato di corruzione che aveva impedito la prescrizione. La Corte ha stabilito che non si trattava di un errore di fatto, bensì di una valutazione giuridica, non sindacabile con tale mezzo di impugnazione, confermando la decisione precedente e condannando i ricorrenti alle spese.
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Correzione errore materiale: il caso delle spese legali
La Corte di Cassazione, tramite una procedura di correzione errore materiale, ha integrato una propria precedente sentenza. L'originaria decisione, pur dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato, aveva omesso di condannarlo al pagamento delle spese legali in favore della parte civile. L'ordinanza in esame rimedia a questa svista, aggiungendo la condanna al pagamento di 3.686,00 euro per le spese di difesa, ripristinando così il diritto della parte civile.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge sé stessa
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale contenuto in una sua precedente sentenza. L'errore riguardava l'indicazione dell'autorità giudiziaria competente per il giudizio di rinvio, erroneamente identificata come 'Corte d'appello' anziché 'Corte d'assise d'appello'. L'intervento si è reso necessario su segnalazione della cancelleria del tribunale inferiore per garantire il corretto svolgimento del processo, applicando la procedura di correzione errore materiale prevista dal codice di procedura penale.
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Errore materiale sentenza: cosa dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che una discordanza tra i nomi dei giudici indicati nell'intestazione di una sentenza e quelli riportati nel verbale d'udienza costituisce un semplice errore materiale, non una causa di nullità. La condizione è che i giudici che hanno sottoscritto la sentenza siano gli stessi che, secondo il verbale, hanno partecipato alla deliberazione. Di conseguenza, il ricorso basato su tale vizio è stato dichiarato inammissibile.
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Distrazione delle spese: correzione errore materiale
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa pronuncia sulla richiesta di distrazione delle spese, avanzata da un avvocato dichiaratosi antistatario, costituisce un errore materiale. Pertanto, tale omissione non richiede un'impugnazione formale ma può essere corretta attraverso il procedimento di correzione d'ufficio, anche su sollecitazione della parte interessata. La Corte ha quindi disposto la modifica del dispositivo di una sua precedente ordinanza per includere la clausola di distrazione delle spese a favore del legale.
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Correzione errore materiale: quando la Corte corregge
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza, ha disposto la correzione di un errore materiale in una sua precedente sentenza. L'errore consisteva nell'aver indicato un nome di battesimo errato per l'imputato nel dispositivo. La Corte ha applicato la procedura specifica per la correzione errore materiale, sostituendo il nome sbagliato con quello corretto, ripristinando così l'esattezza formale del provvedimento.
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