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Equo Canone

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Era un importo massimo per l'affitto di immobili ad uso abitativo, fissato per legge (L. 392/1978) per calmierare i prezzi. Oggi è stato superato dalla libera contrattazione, ma si applica ancora in alcuni casi specifici.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Sfratto per morosità: l’inquilino perde la casa e l’equo canone
Un'azienda proprietaria ha intimato lo sfratto per morosità a un inquilino per il mancato pagamento di oltre tredicimila euro di canoni. L'inquilino si è opposto sostenendo che il contratto fosse nullo per tardiva registrazione e che, applicando le regole dell'equo canone, egli fosse in realtà creditore di una somma maggiore. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno confermato lo sfratto, rilevando che l'inquilino non aveva contestato il mancato pagamento del canone contrattuale né proposto correttamente un'eccezione di compensazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'inquilino per difetto di specificità dei motivi di ricorso, confermando definitivamente lo sfratto e l'obbligo di pagare i canoni arretrati.
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Affitto illegale e rinnovo tacito: sì alla restituzione canoni
Un contratto di locazione stipulato prima della L. 431/1998 con un canone superiore all'equo canone, se rinnovato tacitamente dopo l'entrata in vigore della nuova legge, non sana la nullità originaria. La Cassazione ha confermato questo principio, stabilendo che l'inquilino ha diritto alla restituzione canoni di locazione pagati in eccesso per tutta la durata del rapporto. L'inerzia dei proprietari, che non hanno dato disdetta per stipulare un nuovo contratto, fa sì che le vecchie regole, inclusa la nullità del canone 'ultralegale', continuino ad applicarsi. La Corte ha quindi respinto i ricorsi dei proprietari, confermando la loro condanna a rimborsare l'inquilino.
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Mutamento destinazione d’uso locazione: vince l’inquilino
Un inquilino stipula un contratto di locazione per uso ufficio nel 1994 ma utilizza l'immobile come abitazione. Il proprietario, pur essendone a conoscenza dal 2000, non si oppone. Al termine del rapporto, l'inquilino chiede la restituzione dei canoni pagati in eccesso, sostenendo l'applicazione del più basso 'equo canone'. La Cassazione gli dà ragione. Il principio chiave è che il **mutamento destinazione d'uso locazione**, avvenuto di fatto, non trasforma il contratto in un nuovo accordo. Poiché il contratto originario è anteriore alla legge del 1998 sulla liberalizzazione degli affitti, continua ad essere regolato dalla vecchia normativa sull'equo canone. Di conseguenza, l'inquilino ha diritto al ricalcolo e alla restituzione delle somme versate in più.
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Rito del lavoro: validità della sentenza telematica
Una dipendente pubblica ha impugnato il ricalcolo del canone di locazione per un alloggio di servizio, inizialmente stabilito secondo l'equo canone e poi elevato ai prezzi di mercato dall'amministrazione. La controversia, soggetta al rito del lavoro, è giunta in Cassazione focalizzandosi sulla validità della sentenza d'appello. Il nodo centrale riguarda l'omessa lettura del dispositivo in udienza, sostituita da una trattazione scritta durante l'emergenza pandemica. La Suprema Corte ha rilevato un contrasto giurisprudenziale sull'obbligo di deposito telematico immediato del dispositivo nelle udienze cartolari, rinviando la causa alla pubblica udienza per una decisione nomofilattica.
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Canone inferiore: quando è valido l’accordo?
In una complessa vicenda su un canone di locazione inferiore a quello legale, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del conduttore. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso erano proceduralmente inammissibili, confermando la decisione della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva escluso l'esistenza di un accordo volontario per derogare all'equo canone, condannando il conduttore al pagamento delle differenze. La sentenza ribadisce che la prova di un accordo derogatorio deve essere chiara e inequivocabile.
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Canone alloggi di servizio: la Cassazione decide
Un dipendente pubblico ha contestato l'aumento retroattivo dell'affitto per il suo alloggio di servizio. La Corte di Cassazione ha affrontato la complessa questione di come determinare il corretto canone alloggi di servizio. Ha stabilito che, sebbene la legge sull'equo canone sia stata superata, i suoi principi continuano ad applicarsi ai rapporti esistenti fino a quando la Pubblica Amministrazione non ridetermina formalmente il canone secondo i nuovi criteri di mercato. Di conseguenza, la decisione della Corte d'Appello è stata annullata.
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