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Effetto Preclusivo

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135 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Concordato in appello: l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 38577/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza che recepisce un concordato in appello. Secondo la Corte, l'accordo sulla pena, previsto dall'art. 599-bis c.p.p., preclude ulteriori impugnazioni, avendo un effetto preclusivo sull'intero procedimento, compreso il giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Effetto preclusivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una condannata per una misura alternativa alla detenzione. La decisione si fonda sul principio dell'effetto preclusivo, poiché l'istanza era una mera ripetizione di una precedente già respinta, senza l'introduzione di nuovi elementi di fatto, in un contesto di legami con la criminalità organizzata.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso avverso una sentenza basata su un concordato in appello. L'accordo sulla pena, secondo i giudici, implica una rinuncia a contestare la qualificazione giuridica del fatto, rendendo il successivo ricorso per tale motivo non valido. La decisione conferma che l'adesione al concordato ha un effetto preclusivo che limita fortemente le possibilità di impugnazione.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24199/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza basata su un "concordato in appello". La Corte ha ribadito che, una volta raggiunto un accordo sulla pena, non è possibile contestare in Cassazione il trattamento sanzionatorio, poiché tale doglianza si considera rinunciata. Il ricorso è ammesso solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo stesso.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
Un imputato, dopo aver definito la pena tramite un concordato in appello per reati di falsificazione di banconote, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando l'erronea qualificazione giuridica del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'adesione al concordato in appello comporta una rinuncia a far valere qualsiasi doglianza, ad eccezione dell'applicazione di una pena illegale, precludendo di fatto il successivo giudizio di legittimità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado attraverso il concordato in appello, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'accordo sulla pena implica una rinuncia a sollevare in Cassazione questioni diverse da quella sull'illegalità della pena. Questa decisione chiarisce l'effetto preclusivo del concordato in appello.
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Patteggiamento in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21482/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un patteggiamento in appello rinunciando ai motivi di gravame, ha tentato di contestare la sentenza in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che l'accordo sulla pena ha un effetto preclusivo totale, impedendo di rimettere in discussione qualsiasi aspetto coperto dalla rinuncia, anche se astrattamente rilevabile d'ufficio.
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Accordo in appello: no ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello ai sensi dell'art. 599 bis c.p.p. e rinunciato agli altri motivi, aveva comunque impugnato la sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo ha un effetto preclusivo che si estende anche al giudizio di legittimità, rendendo impossibile contestare questioni a cui si è rinunciato.
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Credito prededucibile: no per quote non versate
Una società in amministrazione straordinaria aveva sottoscritto quote di un consorzio senza versarle integralmente. Il consorzio ha chiesto l'ammissione al passivo con privilegio prededucibile. La Corte di Cassazione ha negato tale status, stabilendo che l'obbligazione è sorta al momento della sottoscrizione, antecedente alla procedura. Pertanto, non può essere un credito prededucibile. La Corte ha inoltre affermato il principio dell'effetto preclusivo di una precedente ammissione al passivo dello stesso credito in via chirografaria.
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Revoca detenzione domiciliare: illegittima a pena espiata
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di revoca della detenzione domiciliare emessa dal Tribunale di sorveglianza. La decisione si fonda su un principio cruciale: la revoca di una misura alternativa non può essere disposta se, al momento della decisione, la pena è già stata interamente scontata. Secondo la Suprema Corte, un tale provvedimento sarebbe privo di qualsiasi funzione e ratio giustificativa, anche in chiave meramente retrospettiva, rendendolo di fatto illegittimo.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per Cassazione
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce che il ricorso proposto dall'imputato è inammissibile se basato su motivi a cui aveva precedentemente rinunciato tramite un accordo sulla pena, noto come 'concordato in appello' (ex art. 599 bis c.p.p.). La Corte ha stabilito che tale accordo ha un effetto preclusivo, impedendo di sollevare nuovamente le stesse questioni nel successivo grado di giudizio. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: no al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena per furto in abitazione in Corte d'Appello (concordato in appello), ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un vizio di motivazione sulla sua responsabilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione si fonda sul principio che l'accordo sulla pena, ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p., implica la rinuncia a sollevare altre questioni, comprese quelle relative alla colpevolezza, avendo un effetto preclusivo che si estende anche al giudizio di legittimità.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili due ricorsi presentati da imputati che avevano precedentemente stipulato un concordato in appello. La Corte chiarisce che la rinuncia ai motivi di appello, effettuata per ottenere l'accordo sulla pena, ha un effetto preclusivo che impedisce di sollevare le stesse questioni (come la richiesta di proscioglimento o la motivazione delle pene accessorie) nel successivo giudizio di legittimità.
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Ricorso inammissibile: accordo in appello preclude
La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile di un imputato che, dopo aver concordato la pena in Appello per furto aggravato, aveva impugnato la sentenza per omessa valutazione di cause di proscioglimento. La Suprema Corte chiarisce che l'accordo sulla pena (ex art. 599 bis c.p.p.) ha un effetto preclusivo, implicando una rinuncia a sollevare ulteriori questioni, comprese quelle rilevabili d'ufficio.
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Legitimatio ad causam: i limiti nel giudizio di rinvio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi del legale rappresentante di un'associazione sportiva, stabilendo un principio chiave sulla legitimatio ad causam. La Corte ha chiarito che tale questione non può essere sollevata per la prima volta nel giudizio di rinvio se poteva essere dedotta nel precedente giudizio di Cassazione. La decisione sottolinea l'effetto preclusivo della prima sentenza di Cassazione, che cristallizza le questioni procedurali, impedendo la loro successiva discussione. Gli altri motivi, relativi alla perdita di agevolazioni fiscali, sono stati giudicati inammissibili in quanto miravano a un riesame del merito.
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Pene sostitutive: il giudicato preclude la richiesta?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2357/2024, ha stabilito che il diniego di una pena sostitutiva in fase di cognizione, basato su una valutazione negativa della personalità dell'imputato, crea un effetto preclusivo (giudicato) che si estende a tutte le altre pene sostitutive. Tale effetto impedisce di chiederne l'applicazione in fase di esecuzione, anche se introdotte da una normativa più favorevole successiva, a meno che non vengano presentati elementi di novità significativi.
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Opposizione a fusione: Cassazione rinvia a pubblica udienza
Una società creditrice ha presentato opposizione a una fusione, ma le corti di merito l'hanno ritenuta improcedibile poiché la fusione era già stata iscritta nel Registro delle Imprese. La Corte di Cassazione, rilevando la delicatezza e l'assenza di un orientamento consolidato sulla prevalenza tra l'irreversibilità della fusione e il diritto del creditore, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Concordato in appello: il ricorso in Cassazione è out
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in appello (concordato in appello) con rinuncia agli altri motivi, aveva comunque impugnato la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che l'accordo ha un effetto preclusivo che si estende anche al giudizio di legittimità, impedendo di sollevare questioni a cui si era rinunciato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile dopo patteggiamento in appello
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, stabilendo che l'accordo sulla pena in appello (ex art. 599 bis c.p.p.), con rinuncia ai relativi motivi, ha un effetto preclusivo. Tale rinuncia impedisce di sollevare in Cassazione questioni precedentemente abbandonate, come la mancata valutazione di un proscioglimento. La scelta processuale è definitiva e preclude ulteriori gradi di giudizio sui punti rinunciati.
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Concordato in appello: limiti al ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello sulla pena, ha tentato di sollevare questioni precedentemente rinunciate. La decisione sottolinea che l'accordo processuale ai sensi dell'art. 599 bis c.p.p. ha un effetto preclusivo che impedisce di rimettere in discussione i punti oggetto di rinuncia, anche nel successivo giudizio di legittimità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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