LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Eccezione In Senso Stretto

Pagina 8 di 10

190 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Revocatoria fallimentare: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di una vendita immobiliare tramite azione di revocatoria fallimentare. La corte ha ribadito che la valutazione dei presupposti, come la sproporzione del prezzo e la conoscenza dello stato di insolvenza del venditore, deve essere fatta con riferimento alla data del contratto definitivo, non del preliminare. È stato inoltre chiarito che l'esenzione dalla revocatoria per gli 'immobili da costruire' non si applica a edifici già ultimati. L'acquirente non è riuscito a superare la presunzione legale di conoscenza dello stato di insolvenza della società venditrice.
Continua »
Notifica cartella esattoriale: la Cassazione decide
Una società ha impugnato degli avvisi di pagamento sostenendo la mancata notifica delle cartelle presupposte. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la notifica cartella esattoriale tramite posta è sufficiente la produzione dell'avviso di ricevimento, anche in fotocopia, e ha confermato la prescrizione decennale per i principali tributi erariali.
Continua »
Eccezione in senso stretto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8022/2024, ha confermato che la difesa basata sull'utilizzo del ricavato di una vendita per estinguere un debito scaduto costituisce un'eccezione in senso stretto. Di conseguenza, deve essere sollevata entro i termini perentori di costituzione in giudizio. Nel caso specifico, un creditore ha ottenuto la revoca di una compravendita immobiliare poiché la difesa dell'acquirente, sollevata tardivamente, è stata dichiarata inammissibile, ribadendo un principio consolidato per la tutela del creditore.
Continua »
Estinzione fideiussione: quando sollevare l’eccezione
In una controversia su un contratto di locazione, un garante ha eccepito l'estinzione della fideiussione solo in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'estinzione fideiussione ai sensi dell'art. 1957 c.c. costituisce un'eccezione in senso stretto, da sollevare tassativamente in primo grado. La Corte ha inoltre confermato che la confessione del debitore principale può essere liberamente valutata dal giudice come prova anche nei confronti del garante.
Continua »
Motivazione per relationem: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8002/2024, si è pronunciata sul principio di motivazione per relationem degli avvisi di accertamento fiscale. Il caso riguardava una società e i suoi soci destinatari di avvisi fiscali basati su un processo verbale di constatazione (PVC) relativo a una società terza, non allegato agli atti. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia Fiscale, stabilendo che in appello non si possono introdurre eccezioni nuove e che il giudice di merito deve verificare se l'atto impositivo, pur senza allegare il documento richiamato, ne riproduca il contenuto essenziale, garantendo così il diritto di difesa del contribuente.
Continua »
Eccezione di pagamento: quando va sollevata?
Un ente di assistenza si oppone a un decreto ingiuntivo per fatture non pagate a un'agenzia di somministrazione. La controversia si concentra sulla tardività dell'eccezione di pagamento. La Corte di Cassazione chiarisce che l'eccezione di pagamento, essendo 'in senso stretto', deve essere formulata nel primo atto difensivo, ovvero l'atto di opposizione, e non può essere introdotta successivamente. La Corte ha quindi respinto il ricorso del debitore confermando la decisione d'appello che aveva ritenuto inammissibile la richiesta di scomputare somme non eccepita tempestivamente.
Continua »
Remissione di debito: la Cassazione annulla sentenza
Una società committente cita in giudizio l'impresa appaltatrice e i professionisti per gravi vizi in un'opera di consolidamento. La Corte d'Appello rigetta la domanda, ravvisando una tacita remissione di debito nel fatto che le parti avessero stipulato un secondo contratto per rimediare ai vizi. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la remissione di debito è un'eccezione che deve essere sollevata dalla parte interessata e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice, soprattutto senza aver prima stimolato il dibattito tra le parti (il contraddittorio). La sentenza viene cassata con rinvio.
Continua »
Prescrizione crediti fiscali: 10 anni, non 5
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6639/2024, ha chiarito importanti principi in materia di prescrizione crediti fiscali. In un caso riguardante un'intimazione di pagamento, la Corte ha stabilito che, una volta notificata e non impugnata la cartella di pagamento, il credito erariale (come l'IRPEF) si prescrive nel termine ordinario di dieci anni, non in quello più breve di cinque. Inoltre, ha ribadito che la decadenza del potere impositivo è un'eccezione che deve essere sollevata dal contribuente sin dal primo grado di giudizio, non potendo essere rilevata d'ufficio dal giudice.
Continua »
Principio di corrispondenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di una commissione tributaria regionale che aveva accolto l'appello di un imprenditore contro un accertamento fiscale. La commissione aveva basato la sua decisione sulla congruità dei ricavi agli studi di settore, un'eccezione mai sollevata dal contribuente. La Cassazione ha ravvisato una violazione del principio di corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato, stabilendo che il giudice non può decidere su questioni che devono essere sollevate esclusivamente dalla parte. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Eccezione in senso stretto: la Cassazione decide
Una coppia impugna in Cassazione la declaratoria di inefficacia di un atto di vendita immobiliare tra coniugi, sostenendo di aver sollevato tardivamente un'eccezione. La Corte Suprema rigetta il ricorso, confermando che l'irrevocabilità dell'atto dispositivo compiuto per pagare un debito scaduto costituisce un'eccezione in senso stretto, da proporsi tassativamente nella prima difesa utile, pena la decadenza. La sentenza ribadisce il consolidato orientamento giurisprudenziale sulla natura e i tempi di proposizione di tale difesa.
Continua »
Indennità di perequazione: no alla retribuzione di posizione
Un dipendente universitario ha richiesto il pagamento di un'indennità di perequazione calcolata includendo la retribuzione di posizione del personale sanitario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'indennità di perequazione copre il trattamento economico fondamentale, ma non gli emolumenti, come la retribuzione di posizione, che sono legati all'effettivo conferimento di un incarico dirigenziale. La Corte ha chiarito che spetta al lavoratore provare di avere i requisiti per tali voci accessorie.
Continua »
Nuovo motivo appello: la difesa non è inammissibile
Un contribuente ottiene l'annullamento di un avviso di accertamento per una plusvalenza, sostenendo di aver rivalutato il bene. In appello, l'Agenzia delle Entrate contesta l'insufficienza del pagamento per la rivalutazione. La Commissione Regionale dichiara il motivo inammissibile. La Cassazione ribalta la decisione, chiarendo che non si tratta di un 'nuovo motivo appello', ma di una 'mera difesa' ammissibile, in quanto l'onere di provare il corretto perfezionamento dell'agevolazione spetta al contribuente.
Continua »
Contratto preliminare bene in comunione: cosa succede
Un acquirente ha cercato di far valere un contratto preliminare per un bene in comunione, firmato da un solo comproprietario per conto di tutti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la mancanza della procura scritta di un comproprietario rende l'intero contratto preliminare bene in comunione inefficace. La Corte ha ribadito che tale accordo è un'operazione giuridica indivisibile e non è possibile il trasferimento forzoso delle sole quote dei comproprietari consenzienti.
Continua »
Legittimazione passiva sanità: chi paga il debito?
Una società di factoring ha agito contro un'Azienda Sanitaria Locale per il pagamento di crediti sanitari. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito la questione della legittimazione passiva. Ha stabilito che il soggetto tenuto al pagamento non è l'ente competente al momento in cui le prestazioni sono state erogate (1998-2000), ma quello designato dalla legge come 'ente pagatore' al momento della richiesta di pagamento (post-2004). Di conseguenza, la Regione, e non l'ASL, è stata identificata come il corretto debitore, confermando la decisione della Corte d'Appello e rigettando il ricorso della società creditrice.
Continua »
Garanzia qualità prodotto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la garanzia sulla qualità di un prodotto, anche se deperibile come il vino, è vincolante se prevista da chiare clausole contrattuali. In un caso di cessione di quote di un'azienda vinicola, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva escluso la responsabilità del venditore per un difetto di qualità emerso dopo la vendita. La Suprema Corte ha affermato che le pattuizioni esplicite prevalgono su una presunta accettazione del rischio da parte dell'acquirente, ribadendo l'importanza del tenore letterale del contratto.
Continua »
Onere della prova del garante: il caso in Cassazione
Una società garante ha agito in giudizio per recuperare le somme versate a una società di leasing per conto di un utilizzatore inadempiente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La motivazione principale risiede nella mancata dimostrazione dell'onere della prova da parte della società garante, che non ha fornito prove sufficienti del titolo giuridico (la garanzia) su cui si fondava la sua pretesa. La Corte ha sottolineato che non è sufficiente agire in giudizio, ma è necessario provare i fatti costitutivi del proprio diritto.
Continua »
Compensazione impropria: la difesa del professionista
Un avvocato ha trattenuto una parte della somma ottenuta per i suoi clienti a titolo di compenso per le sue prestazioni professionali. La Corte d'Appello aveva ritenuto tardiva e quindi inammissibile questa difesa, qualificandola come eccezione di compensazione propria. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che si trattava di una compensazione impropria, poiché i rispettivi crediti e debiti derivavano dallo stesso rapporto di mandato. Tale difesa, consistendo in un mero accertamento contabile, non è soggetta a termini di decadenza e deve essere sempre esaminata dal giudice.
Continua »
Eccezione in senso stretto e difesa in appello
La Corte di Cassazione chiarisce che l'Amministrazione Finanziaria, in appello, può difendersi dall'erronea applicazione della prescrizione da parte del giudice di primo grado, argomentando in favore della decadenza. Tale difesa non costituisce una 'questione nuova' né un'inammissibile eccezione in senso stretto, poiché quest'ultima può essere sollevata solo dalla parte interessata (il contribuente) e non dall'ente impositore contro sé stesso. La Corte ha cassato la sentenza di secondo grado che aveva erroneamente dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia.
Continua »
Onere della prova vizi: chi deve provare il difetto?
Un'azienda acquista un immobile e riscontra problemi di umidità, chiedendo una riduzione del prezzo. La Corte d'Appello accoglie la domanda, invertendo l'onere della prova e ponendolo a carico dei venditori. La Corte di Cassazione cassa la sentenza, ribadendo un principio fondamentale: l'onere della prova vizi spetta sempre al compratore. Quest'ultimo deve dimostrare l'esistenza del difetto, non è compito del venditore provare che il vizio derivi da cause esterne.
Continua »
Eccezione in senso lato: quando è tempestiva?
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra eccezione in senso lato e stretto. In un caso tra un istituto di credito e un ente comunale, la Corte ha stabilito che un'eccezione basata sul mancato avveramento di una condizione contrattuale è un'eccezione in senso lato. Pertanto, è considerata tempestiva se i fatti su cui si fonda sono introdotti nel processo prima delle preclusioni istruttorie, anche se non formalizzata nell'atto di opposizione iniziale. L'appello della banca è stato respinto.
Continua »