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Eccezione In Senso Stretto

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190 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Azione revocatoria: quando è inefficace la vendita?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16852/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza che aveva accolto un'azione revocatoria fallimentare. La Corte ha ribadito principi fondamentali: il termine di prescrizione dell'azione decorre dal contratto definitivo e non dal preliminare; le eccezioni non sollevate in primo grado, come quella sull'adempimento di un debito scaduto, sono inammissibili in appello. La decisione evidenzia come la consapevolezza del danno ai creditori possa essere provata tramite presunzioni basate su elementi come il prezzo vile e le anomale modalità di pagamento.
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Distanze legali da vedute: la Cassazione decide
Un proprietario ricostruisce un edificio aumentando volume e altezza, violando così le distanze legali dalla finestra del vicino. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del costruttore, confermando la violazione. La sentenza chiarisce punti fondamentali sull'onere della prova nelle azioni a difesa della proprietà, sul termine di prescrizione ventennale per le servitù di veduta e sui termini procedurali invalicabili per sollevare l'eccezione di usucapione.
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Spese processuali: quando non si pagano in appello
Una pensionata ha richiesto la riliquidazione della propria pensione. Dopo aver vinto in primo grado, la Corte d'Appello ha riformato la sentenza, condannandola anche al pagamento delle spese processuali di entrambi i gradi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione nel merito ma ha annullato la condanna alle spese, accogliendo il motivo di ricorso relativo all'esenzione per basso reddito, dimostrato da un'autocertificazione. La sentenza chiarisce l'importanza della dichiarazione reddituale per evitare il pagamento delle spese processuali in caso di sconfitta.
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Definizione agevolata: eccezione sempre rilevabile
Un contribuente aderisce a una definizione agevolata ma prosegue una causa contro gli stessi atti. La Corte di Cassazione stabilisce che l'adesione comporta una carenza di interesse ad agire. Questa condizione, che rende il processo improponibile, non è un'eccezione nuova vietata in appello, ma una questione rilevabile in ogni stato e grado del giudizio, anche d'ufficio dal giudice. Di conseguenza, la sentenza di secondo grado che aveva dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia delle Entrate è stata annullata con rinvio.
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Eccezione inadempimento: quando è tardiva? La Cassazione
Una società acquirente non pagava l'anticipo per un veicolo, versando solo la caparra. La venditrice non consegnava il mezzo e, citata in giudizio, sollevava tardivamente l'eccezione di inadempimento. La Cassazione chiarisce che tale difesa è un'eccezione in senso stretto, soggetta a precisi termini di decadenza. Avendo la venditrice proposto la difesa oltre i termini, la Corte ha cassato la sentenza d'appello che l'aveva erroneamente considerata una mera difesa proponibile in ogni momento.
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Eccezione in senso stretto e condizione risolutiva
Una società stipula un contratto preliminare di compravendita immobiliare sottoposto a una condizione risolutiva. Scaduto il termine per l'avveramento della condizione, le parti continuano a trattare. Successivamente, l'acquirente recede per inadempimento del venditore, il quale si difende tardivamente sostenendo l'avvenuta risoluzione di diritto. La Cassazione chiarisce che l'avveramento della condizione risolutiva costituisce un'eccezione in senso stretto, che deve essere sollevata tempestivamente dalla parte interessata e non può essere rilevata d'ufficio dal giudice. Di conseguenza, la difesa tardiva del venditore era inammissibile.
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Collazione ereditaria: detrazione migliorie e appello
In una causa di divisione ereditaria, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla collazione ereditaria. La richiesta del donatario di detrarre il valore delle migliorie apportate all'immobile donato non costituisce un'eccezione in senso stretto, ma una semplice difesa. Di conseguenza, può essere sollevata in qualsiasi momento del processo, anche in appello, e il giudice può rilevarla d'ufficio. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato inammissibile il motivo di gravame per mancanza di specificità, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Eccezione di prescrizione: quando è troppo tardi?
La Corte di Cassazione conferma la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che l'eccezione di prescrizione, sollevata tardivamente da un istituto emittente contro un risparmiatore che chiedeva il rimborso di buoni fruttiferi, è inefficace. Essendo un'eccezione in senso stretto, deve essere presentata nei termini processuali perentori del primo grado di giudizio. La tardività comporta la decadenza dal diritto di opporla, con conseguente obbligo di rimborso a carico dell'istituto.
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Onere della prova licenziamento: chi paga il conto?
Con la sentenza n. 7647/2019, la Cassazione Civile, Sezione Lavoro, ha affrontato il tema dell'onere della prova nel licenziamento illegittimo. Un istituto di credito, condannato a risarcire un dipendente, sosteneva che il risarcimento dovesse essere ridotto per la mancata ricerca di un nuovo lavoro da parte di quest'ultimo. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'onere della prova della negligenza del lavoratore grava interamente sul datore di lavoro, il quale deve allegare fatti specifici e non può limitarsi a una contestazione generica.
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Provvigione agenzia immobiliare: quando è dovuta?
Una recente sentenza della Corte d'Appello analizza il diritto alla provvigione dell'agenzia immobiliare in caso di risoluzione consensuale del contratto preliminare. Il caso riguardava la compravendita di un immobile da costruire. La Corte ha confermato che il diritto alla provvigione sorge alla conclusione dell'accordo, anche se poi le parti decidono di risolverlo. Tuttavia, ha ridotto l'importo della provvigione a quanto effettivamente pattuito, accogliendo parzialmente l'appello del promissario acquirente.
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