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Eccezione In Senso Stretto

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190 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Distanze tra costruzioni: Cassazione su nuove opere
Una controversia tra vicini per una sopraelevazione porta la Cassazione a ribadire principi fondamentali in materia di distanze tra costruzioni. L'ordinanza chiarisce che ogni intervento che aumenta la volumetria di un edificio è da considerarsi 'nuova costruzione' e deve rispettare le normative vigenti sulle distanze. La Corte ha inoltre confermato che la violazione di tali norme comporta non solo l'obbligo di ripristino ma anche un risarcimento del danno, considerato esistente 'in re ipsa', senza necessità di prova specifica.
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Azione revocatoria: onere della prova per i debitori
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di azione revocatoria intentata da un creditore nei confronti di un socio e sua moglie per la vendita di un immobile. I debitori sostenevano che la vendita fosse necessaria per estinguere un debito preesistente e scaduto. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che l'onere di provare la finalità solutoria dell'atto di disposizione patrimoniale grava sul debitore. In assenza di prove sufficienti, la revocatoria è stata confermata.
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Responsabilità amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di una procedura fallimentare contro gli ex amministratori e sindaci. La Corte ha stabilito che, per affermare la responsabilità degli amministratori per aver continuato l'attività dopo la perdita del capitale sociale, non è sufficiente dimostrare un generico aumento del passivo. È necessario, invece, provare specifici atti di mala gestio o fornire una prova rigorosa del danno calcolato con il criterio della differenza dei netti patrimoniali. La sentenza chiarisce anche che il coobbligato non rinuncia al diritto di beneficiare di una transazione semplicemente difendendosi nel merito.
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Polizza RC: copertura estesa ai danni immateriali
Un'azienda, ritenuta responsabile per un incendio che ha distrutto un capannone locato, ha richiesto l'indennizzo alle proprie assicurazioni. La Corte di Cassazione ha confermato la mancata copertura di una polizza 'property' per un sito non specificato in contratto, ma ha ribaltato la decisione dei giudici di merito riguardo alla Polizza RC (Responsabilità Civile). La Suprema Corte ha stabilito che la clausola 'danni materiali a cose' deve essere interpretata in modo sistematico e può estendersi anche a danni immateriali, come la perdita dei canoni di locazione da parte del proprietario, in quanto conseguenza prevedibile del rischio assicurato.
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Riassunzione tardiva: estinzione d’ufficio del processo
La Corte di Cassazione ha confermato che una riassunzione tardiva del processo, a seguito di una dichiarazione di difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, determina l'estinzione del giudizio. Tale estinzione, precisa la Corte, deve essere dichiarata d'ufficio dal giudice, senza necessità di una specifica eccezione della controparte. Nel caso di specie, trattandosi di sanzioni irrogate da un'Autorità Indipendente, si applicano i termini processuali abbreviati anche per il passaggio in giudicato della sentenza che declina la giurisdizione, rendendo perentorio il termine di tre mesi per la riassunzione.
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Termine a ritroso: le regole della Cassazione
Una controversia sulla proprietà di una corte immobiliare porta la Cassazione a specificare il calcolo del termine a ritroso. La Corte ha stabilito che, se la scadenza cade di sabato o festivo, il termine viene anticipato al giorno lavorativo precedente. Questa regola ha reso inammissibile un'eccezione di usucapione, portando all'annullamento della sentenza d'appello anche per motivazione contraddittoria.
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Fideiussione specifica: no nullità per intesa ABI
Un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo basato su una fideiussione specifica, sostenendone la nullità parziale per clausole anticoncorrenziali, analogamente al modello ABI per le fideiussioni omnibus. La Corte d'Appello di Brescia ha respinto l'appello, chiarendo che la nullità accertata per le garanzie omnibus non si estende automaticamente alla fideiussione specifica. Per quest'ultima, chi ne eccepisce la nullità ha l'onere di provare l'esistenza di una distinta intesa illecita. Anche la doglianza sull'usura degli interessi di mora è stata rigettata.
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Decadenza fideiussione: quando eccepire in giudizio
Una recente sentenza della Corte d'Appello chiarisce i termini per sollevare l'eccezione di decadenza fideiussione ex art. 1957 c.c. La Corte ha stabilito che, trattandosi di un'eccezione in senso stretto, deve essere proposta nel primo atto difensivo utile, ovvero l'atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo. La sua tardiva formulazione comporta la condanna del garante al pagamento del debito. La pronuncia di nullità della clausola di deroga all'art. 1957 c.c. non implica l'automatica proposizione dell'eccezione di decadenza.
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Rimborso costi fideiussione: quando scatta l’interesse
La Corte di Cassazione chiarisce il diritto al rimborso costi fideiussione per i crediti IVA. L'Agenzia delle Entrate deve rimborsare non solo i costi ma anche gli interessi legali, che però decorrono non dalla data della garanzia, ma da quando il diritto al rimborso del credito IVA è divenuto definitivo. L'ordinanza specifica che l'obbligo sorge alla scadenza dei termini per l'accertamento fiscale.
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Azione revocatoria: inefficace la vendita tra coniugi
La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia, tramite azione revocatoria, di una vendita immobiliare e della costituzione di un fondo patrimoniale tra coniugi. L'operazione era stata posta in essere dal marito, debitore-fideiussore, a favore della moglie, pregiudicando così le ragioni di una società creditrice. La Corte ha rigettato i ricorsi dei coniugi, sottolineando la consapevolezza del danno da parte della moglie (scientia damni) e l'inammissibilità delle eccezioni procedurali sollevate tardivamente.
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Eccezione in senso stretto: come gestirla in appello
In una controversia su un appalto pubblico, la Cassazione chiarisce le regole per la gestione dell'eccezione in senso stretto in appello. Un'impresa aveva ottenuto un risarcimento danni in primo grado. In appello, l'ente pubblico sollevava una nuova eccezione sulla specificità delle riserve. La Suprema Corte ha stabilito che tale eccezione, essendo in senso stretto, non poteva essere proposta per la prima volta in appello, cassando la sentenza e rinviando il caso per un nuovo esame del merito.
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Credito studio associato: a chi spetta il compenso?
Uno studio professionale ha richiesto l'ammissione di un credito al passivo di una società in amministrazione straordinaria per l'attività di sindaco svolta da un proprio socio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il titolare del credito studio associato è il singolo professionista che ha eseguito la prestazione, non lo studio stesso, a meno che non venga fornita prova di una cessione del credito o di un mandato all'incasso. L'obbligo statutario del socio di conferire l'opera professionale allo studio ha valenza solo interna e non è opponibile ai terzi.
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Cessione del credito: limiti e onere della prova
Una carrozzeria, tramite cessione del credito, agiva contro l'assicurazione Kasko del proprio cliente. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la cessione del credito per danni da sinistro non include automaticamente il diritto di agire sulla polizza Kasko, che è un diritto contrattuale distinto. La titolarità del diritto può essere contestata in ogni fase del giudizio.
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Eccezione tardiva: inammissibile se sollevata dopo
Un istituto di credito ha impugnato una sentenza che dichiarava inefficace il suo recesso da un contratto di investimento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarando inammissibile l'eccezione di inadempimento sollevata dalla banca perché si trattava di un'eccezione tardiva, presentata oltre i termini di legge. La banca è stata inoltre condannata per abuso del processo.
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Presupposizione contratto: quando è eccezione nuova?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la presupposizione del contratto costituisce un'eccezione in senso stretto, non rilevabile d'ufficio, e pertanto non può essere sollevata per la prima volta in appello. Il caso riguardava un dirigente che, dopo aver recesso anticipatamente da un incarico presso un ente, ha cercato di giustificarsi sostenendo che il mantenimento del suo precedente impiego pubblico fosse una condizione implicita del contratto. La Corte ha confermato la condanna al risarcimento del danno, ritenendo legittima la liquidazione basata su presunzioni e sul fatto notorio del disservizio causato dalla sostituzione improvvisa di una figura di vertice.
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Impresa familiare: quando dedurre le spese di mantenimento
La Corte di Cassazione conferma che in un'impresa familiare, gli utili dovuti a un familiare partecipante si calcolano al netto delle spese di mantenimento. Tuttavia, è onere dell'imprenditore allegare e provare tempestivamente che tali costi sono stati sostenuti con i redditi dell'impresa. Una richiesta tardiva, presentata per la prima volta in appello, è inammissibile.
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Termini disciplinari: decorrenza e nuove eccezioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che contestare in appello l'errata data di inizio dei termini disciplinari non costituisce un'eccezione nuova e inammissibile, ma una mera difesa sulla corretta interpretazione della legge. Il caso riguardava una sanzione disciplinare a un'infermiera, annullata in primo grado per tardività. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva ritenuto inammissibile il motivo di gravame del datore di lavoro, chiarendo che la decorrenza dei termini è una questione di diritto che il giudice può rilevare anche d'ufficio.
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Nullità atto di citazione: le conseguenze processuali
Una società di costruzioni citava in giudizio una Pubblica Amministrazione per il pagamento di somme dovute per un appalto pubblico. Tuttavia, l'atto di citazione notificato all'Amministrazione era gravemente incompleto, privo della 'vocatio in ius', ovvero dell'indicazione dell'udienza. L'Amministrazione si costituiva in ritardo, e le sue eccezioni di prescrizione e decadenza venivano respinte come tardive sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la nullità dell'atto di citazione per un vizio così grave compromette il diritto di difesa. Ha stabilito che l'Amministrazione, avendo ricevuto un atto nullo, aveva diritto alla rimessione in termini per formulare le proprie difese, cassando la sentenza e rinviando il caso alla Corte d'Appello.
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Eccezione di decadenza: inammissibile in appello
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 27076/2024, ha stabilito che l'eccezione di decadenza del potere di accertamento dell'amministrazione finanziaria costituisce un'eccezione in senso stretto. Pertanto, non può essere sollevata per la prima volta nel giudizio di appello, ma deve essere formulata nel ricorso introduttivo di primo grado. La Corte ha inoltre chiarito che i termini di accertamento erano sospesi per legge, rendendo tempestivo l'avviso di liquidazione emesso dall'Agenzia delle Entrate.
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Contiguità dei fondi: il fosso pubblico la esclude?
Una coltivatrice diretta ha agito in giudizio per esercitare il diritto di retratto agrario su un terreno confinante, venduto a terzi. La sua richiesta è stata respinta perché tra la sua proprietà e quella venduta era presente un fosso di natura pubblica. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la contiguità dei fondi è un requisito essenziale che il giudice deve verificare d'ufficio. Di conseguenza, l'assenza di tale requisito, dovuta alla presenza del fosso pubblico, può essere accertata anche sulla base di prove prodotte tardivamente, non trattandosi di un'eccezione in senso stretto ma di un fatto costitutivo del diritto stesso.
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