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Eccessività Della Pena

35 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'argomentazione secondo cui la sanzione (la pena) inflitta è sproporzionata o troppo severa rispetto alla gravità del reato commesso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Eccessività pena stupefacenti: Cassazione respinge ricorso Imputato
Un Imputato, condannato per reati legati agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava l'eccessività pena stupefacenti, sostenendo che la Corte d'Appello non aveva adeguatamente considerato la modesta quantità di droga sequestrata e le circostanze attenuanti generiche. L'Imputato lamentava anche una disparità di trattamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'Appello avesse già fornito una motivazione sufficiente sulla determinazione della pena e sul mancato riconoscimento di ulteriori attenuanti, giudicando le argomentazioni dell'Imputato troppo generiche e non specifiche.
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Eccessività della pena smentita: condanna confermata al recidivo
Un condannato ha presentato ricorso per Cassazione contestando l'eccessività della pena inflitta dai giudici di merito. La Suprema Corte ha respinto l'impugnazione dichiarandola inammissibile. Il giudice di secondo grado ha valutato correttamente la gravità del comportamento, evidenziando che l'autore ha commesso fatti analoghi in un breve arco temporale. Inoltre, la persona si trovava già in stato di detenzione e possedeva precedenti penali rilevanti e recenti. La Corte di Cassazione ha confermato la correttezza della sanzione e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e di una somma pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Tentato Furto: Cassazione conferma la pena, rigettando l’Eccessività
Un Lavoratore ha subìto una condanna per tentato furto di generi alimentari, con pena ridotta in appello a quattro mesi di reclusione e 120 euro di multa. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando l'eccessività della pena inflitta. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il motivo fosse generico e infondato, poiché la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito. La decisione ha confermato la condanna e ha imposto al Lavoratore il pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Eccessività della pena: ricorso generico e sanzione
Un cittadino è stato condannato alla pena pecuniaria di 4.000 euro di ammenda per una violazione edilizia. L'imputato ha impugnato la sentenza davanti alla Corte di Cassazione lamentando l'eccessività della pena inflitta. I giudici di legittimità hanno respinto l'impugnazione dichiarandola inammissibile. Il ricorso conteneva argomentazioni generiche e non indicava elementi concreti a sostegno di un trattamento più mite. Il tribunale di merito aveva peraltro già accordato le attenuanti generiche, la sospensione condizionale della sanzione e la non menzione nel casellario giudiziale. A causa del ricorso infondato, il ricorrente deve pagare le spese del procedimento e versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Eccessività della pena: ricorso respinto per una pena già mite
Un imputato, condannato per rapina pluriaggravata, presenta ricorso in Cassazione lamentando l'eccessività della pena. La Corte Suprema, tuttavia, dichiara il ricorso inammissibile. I giudici ribadiscono un principio fondamentale: la determinazione della pena rientra nel potere discrezionale del giudice di merito e non può essere messa in discussione in sede di legittimità, a meno che la decisione non sia palesemente illogica o arbitraria. Nel caso specifico, la Corte ha addirittura notato come la pena applicata fosse particolarmente favorevole, risultando inferiore al minimo legale previsto per quel tipo di reato. L'imputato è stato quindi condannato a pagare le spese processuali.
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Eccessività della pena: condannato per falso, perde in Cassazione
Un soggetto, condannato per un reato di falso, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando sia un'errata valutazione della sua responsabilità sia l'eccessività della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che le critiche sulla responsabilità erano questioni di fatto, non valutabili in sede di legittimità. Riguardo all'eccessività della pena, ha ritenuto il motivo generico, confermando che il giudizio del giudice di merito è insindacabile se la motivazione è logica e conforme alla legge. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Eccessività della pena: la Cassazione respinge il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato. L'imputato contestava unicamente l'eccessività della pena stabilita dai giudici di merito. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: la valutazione dell'entità della pena è una decisione discrezionale del giudice di primo e secondo grado e non può essere messa in discussione in Cassazione, a meno che la motivazione sia palesemente illogica o assente. In questo caso, la motivazione era adeguata, rendendo il ricorso infondato. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Eccessività della pena per droga: ricorso respinto e costi extra
Un uomo, condannato per detenzione di cocaina, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione lamentando l'eccessività della pena, fissata dal giudice in misura leggermente superiore al minimo di legge. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: non si può contestare in sede di legittimità la misura della pena se il giudice di merito l'ha adeguatamente motivata, basandosi su elementi concreti come la quantità della droga e i precedenti penali dell'imputato. La critica all'eccessività della pena, senza la prova di un vero errore di diritto, non è sufficiente. L'imputato è stato quindi condannato a pagare le spese e un'ulteriore sanzione.
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Eccessività della pena: no sconti per il recidivo senza patente
Un automobilista, già condannato in passato, viene nuovamente sanzionato per guida senza patente con arresto e ammenda. L'uomo presenta ricorso in Cassazione lamentando l'eccessività della pena. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo un principio importante: la valutazione della misura della pena è compito del giudice di merito. Se la decisione è motivata logicamente, tenendo conto della gravità dei fatti e dei precedenti penali dell'imputato, non è criticabile in Cassazione. L'imputato viene quindi condannato a pagare le spese e un'ulteriore somma.
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Rapina: contesta l’eccessività della pena, la Cassazione lo condanna
Un imputato, condannato per rapina e furto aggravati in concorso, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando l'eccessività della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno ritenuto che la motivazione della Corte d'Appello sulla quantificazione della pena fosse sufficiente e non illogica. Inoltre, hanno sottolineato che la sanzione era stata già fissata su livelli minimi, nonostante il reato avesse generato un notevole allarme sociale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Eccessività della pena: ricorso respinto e condanna alle spese
Un imputato, condannato per resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando unicamente l'eccessività della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che una generica contestazione sulla quantità della pena non è sufficiente se la Corte d'Appello ha motivato in modo congruo la sua decisione. Di conseguenza, il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di un'ulteriore somma a titolo di sanzione.
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Eccessività della pena per spaccio: la Cassazione chiude la porta
Un imputato, condannato per spaccio di oltre cento dosi di droga, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando l'eccessività della pena. Sosteneva che i giudici non avessero motivato a sufficienza la loro decisione. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la motivazione era adeguata e logica, poiché teneva conto della notevole quantità di stupefacenti. La pena, già ridotta per attenuanti e scelta del rito, non poteva essere rinegoziata in sede di legittimità. L'imputato è stato quindi condannato a pagare le spese processuali e una multa.
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Eccessività della pena: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale (Art. 337 c.p.). Il ricorrente contestava l'**eccessività della pena**, ma la Suprema Corte ha ritenuto il motivo generico e manifestamente infondato. La decisione sottolinea che la Corte d'Appello ha motivato correttamente la sanzione, basandosi sulla personalità del reo e sui suoi numerosi precedenti penali, rendendo la decisione insindacabile in sede di legittimità.
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Eccessività della pena e ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso basato sulla generica eccessività della pena per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e false dichiarazioni sull'identità. La decisione sottolinea che la determinazione della sanzione rientra nella discrezionalità del giudice di merito, purché vengano rispettati i criteri degli articoli 132 e 133 del codice penale e fornita una motivazione congrua.
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Eccessività della pena: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 44712/2023, ha dichiarato inammissibile un ricorso basato unicamente sulla presunta eccessività della pena. La Suprema Corte ha ribadito che la determinazione della sanzione è un potere discrezionale del giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è adeguata e logica, come nel caso di specie. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Eccessività della pena: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile un ricorso fondato sulla presunta eccessività della pena. I giudici hanno ribadito che la determinazione della sanzione rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, a meno che la motivazione non sia manifestamente illogica o arbitraria, circostanza non riscontrata nel caso specifico.
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Eccessività della pena: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava l'eccessività della pena. Secondo la Corte, la valutazione sulla congruità della sanzione e il bilanciamento delle circostanze sono un giudizio di merito, non sindacabile in sede di legittimità se la motivazione del giudice non è palesemente illogica o arbitraria.
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Eccessività della pena: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre imputati che lamentavano l'eccessività della pena. La Corte ha ribadito che la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, il quale deve motivare la sua decisione secondo legge. Poiché la motivazione era presente e congrua, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Eccessività della pena: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso basato sulla presunta eccessività della pena per un reato di droga. La Corte ha ritenuto che la motivazione della sentenza d'appello fosse logica e completa, avendo considerato l'intensità del dolo, la condotta e i precedenti penali dell'imputato, rendendo il motivo di ricorso manifestamente infondato.
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Eccessività della pena: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la presunta eccessività della pena. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla misura della sanzione rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione è adeguata e conforme ai principi di legge. Il ricorso, essendo una mera ripetizione di motivi già respinti, è stato dichiarato manifestamente infondato.
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