LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Due Diligence

15 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'attività di investigazione e approfondimento che un operatore economico accorto compie per raccogliere informazioni su un'altra azienda prima di intraprendere rapporti commerciali, al fine di valutarne la serietà e l'affidabilità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Trattative interrotte: quando la responsabilità amministratore società non sussiste
Una Società ha citato in giudizio il suo ex Amministratore per danni, accusandolo di aver interrotto illegittimamente le trattative per la vendita di quote societarie senza informare i soci. La Società sosteneva una **responsabilità amministratore società** per violazione dei doveri gestori. I giudici di merito hanno respinto la domanda, affermando che la vendita di quote non rientrava nei poteri di gestione dell'amministratore e che l'interruzione delle trattative era dovuta a mutuo consenso, non a colpa esclusiva dell'Amministratore. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Società, confermando le decisioni precedenti.
Continua »
Ricusazione del giudice e sequestro: no a incompatibilità
Una dirigente aziendale imputata per truffa e false comunicazioni sociali proponeva istanza di ricusazione del giudice chiamato a presiedere il collegio di merito. Il magistrato aveva in precedenza confermato un sequestro preventivo da cinque milioni di euro nei confronti dell'imputata. La difesa sosteneva che il magistrato avesse anticipato la propria convinzione sulla colpevolezza analizzando il ruolo societario della donna e le email con allegati contabili alterati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'imputata confermando il rigetto della ricusazione del giudice. I giudici hanno chiarito che la valutazione espressa in sede cautelare reale costituiva un passaggio necessario e funzionale alla decisione sul sequestro, senza alcuna indebita anticipazione sul merito della res iudicanda (questione principale da decidere nel processo).
Continua »
Cessione di quote sociali: quando la Cassazione blinda i fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due società e dai rispettivi soci in merito a una complessa controversia derivante da un contratto di cessione di quote sociali. La disputa, originata da contestazioni sullo stato patrimoniale e manutentivo della società ceduta, era stata inizialmente decisa da un lodo arbitrale e poi impugnata davanti alla Corte d'Appello. I giudici di legittimità hanno ribadito che l'interpretazione delle clausole contrattuali e la valutazione delle prove sull'effettivo danno patrimoniale costituiscono accertamenti di fatto riservati esclusivamente ai giudici di merito. Di conseguenza, la Cassazione non può riesaminare tali elementi se la motivazione della sentenza impugnata risulta logica e coerente. Entrambe le parti vedono respinti i propri ricorsi, con compensazione delle spese di giudizio.
Continua »
Conflitto di interessi del socio: non basta per annullare la delibera
Un socio di minoranza impugna la delibera con cui la sua società acquista una partecipazione in un'altra azienda, sostenendo un conflitto di interessi del socio di maggioranza. A suo dire, l'operazione era rischiosa e priva di adeguate verifiche preliminari. La Corte di Cassazione, però, respinge il ricorso. Viene stabilito un principio fondamentale: per annullare una delibera non basta dimostrare il conflitto di interessi. È necessario provare anche che la decisione sia potenzialmente dannosa per la società. Mancando la prova del danno, la delibera resta valida e il socio di minoranza perde la causa.
Continua »
Conflitto di interessi del socio: voto valido senza prova del danno
Un socio di minoranza ha impugnato una delibera con cui la sua società acquistava una partecipazione in un'altra azienda. Egli sosteneva l'esistenza di un conflitto di interessi del socio di maggioranza, poiché l'operazione era rischiosa e priva di adeguate verifiche. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per annullare una delibera non basta dimostrare il conflitto di interessi. È necessario provare anche che la decisione sia potenzialmente dannosa per la società. In assenza della prova del danno, la delibera resta valida. Vince quindi la società.
Continua »
Responsabilità amministratori verso terzi: la guida
La Corte d'Appello di Milano ha rigettato il ricorso di un fondo d'investimento che lamentava omissioni informative da parte degli organi sociali di una società partecipata. La sentenza chiarisce che la responsabilità amministratori verso terzi richiede un nesso causale rigoroso. Se l'investitore professionale rinuncia alla due diligence pur conoscendo le criticità, non può richiedere il risarcimento per le perdite subite.
Continua »
Giurisdizione: limiti e legittimazione ad agire
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società energetica contro una sentenza del Consiglio di Stato. La lite riguardava l'impugnazione di una delibera comunale da parte di un consigliere, il quale lamentava la mancata visione dei documenti di una fusione societaria. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione sulla legittimazione ad agire del consigliere attiene ai limiti interni della Giurisdizione e non può essere contestata come eccesso di potere giurisdizionale.
Continua »
Prededuzione: limiti al credito nel fallimento
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti per il riconoscimento della prededuzione per i crediti professionali maturati durante le fasi preliminari di un concordato preventivo. Nel caso di specie, una società di consulenza chiedeva la priorità di pagamento per un'attività di due diligence svolta per una procedura poi non aperta. La Corte ha stabilito che la semplice unicità della crisi d'impresa non è sufficiente a garantire la prededuzione se manca un nesso di funzionalità concreta e una stretta consecutività tra le diverse procedure attivate.
Continua »
Responsabilità avvocato: prova e nesso causale
Un cliente, condannato in una causa per una mediazione immobiliare, ha citato in giudizio il proprio legale per negligenza. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di risarcimento, sottolineando che la responsabilità dell'avvocato non è automatica in caso di sconfitta. Il cliente non è riuscito a dimostrare il nesso causale tra la presunta negligenza e l'esito negativo della causa, anche a causa delle sue stesse comunicazioni ambigue fornite al difensore. La sentenza chiarisce l'importanza dei doveri di collaborazione del cliente.
Continua »
Credito IVA negato: la prova della società cedente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che si era vista negare il rimborso di un credito IVA acquisito da un'altra impresa. La decisione si fonda sull'accertata inesistenza e non operatività della società cedente. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione sull'effettività di un soggetto passivo è un accertamento di fatto, non sindacabile in sede di legittimità, e che l'onere di dimostrare la reale consistenza della società originaria grava su chi richiede il rimborso del credito IVA.
Continua »
Valutazione ramo d’azienda: onere della prova fiscale
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che l'Agenzia Fiscale non può limitarsi a motivare un avviso di accertamento per rettificare il valore di un'azienda, ma deve fornire prove concrete in giudizio. Il caso riguardava la valutazione di un ramo d'azienda, dove il valore dichiarato dal contribuente, supportato da perizie e da un'asta competitiva, è stato ritenuto più attendibile rispetto ai calcoli dell'Ufficio. Questa decisione rafforza la posizione del contribuente che documenta accuratamente le proprie operazioni.
Continua »
Contratto preliminare: le condizioni e i rischi
Una società immobiliare ha citato in giudizio un ente previdenziale per inadempimento di un complesso contratto preliminare di compravendita e permuta. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione di primo grado, stabilendo che il contratto si era risolto non per inadempimento, ma per l'avveramento di una condizione risolutiva legata alla stipula di un contratto di locazione, risultato nullo perché non registrato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, confermando che lo scioglimento del contratto era avvenuto a causa della condizione e non dell'inadempimento contestato.
Continua »
Onere della prova frode IVA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di presunta frode IVA per operazioni soggettivamente inesistenti. I giudici hanno stabilito che l'onere della prova della consapevolezza della frode da parte del contribuente spetta all'Ufficio. La Corte ha confermato la decisione di merito che riteneva insufficienti gli indizi forniti dall'Agenzia, valorizzando invece la diligenza della società contribuente, che aveva condotto verifiche sul fornitore. La valutazione complessiva e motivata degli elementi probatori da parte del giudice di merito non è sindacabile in sede di legittimità.
Continua »
Insider trading: la prova per presunzioni
Un dirigente viene sanzionato dall'autorità di vigilanza per insider trading sulla base di prove presuntive. La Corte d'Appello annulla la sanzione, invocando il divieto di 'doppia presunzione'. La Corte di Cassazione cassa la decisione, chiarendo che non esiste un divieto assoluto. È legittimo basare una presunzione su un fatto a sua volta provato per via presuntiva, purché il ragionamento logico complessivo sia solido e coerente. La valutazione degli indizi deve essere globale e non frammentaria.
Continua »
Responsabilità professionista: diligenza e compenso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un commercialista che chiedeva il pagamento per l'assistenza nella redazione di un piano di concordato preventivo. La decisione si fonda sulla grave negligenza del professionista, che non ha rilevato atti fraudolenti e distrattivi del patrimonio della società, poi fallita. La Suprema Corte ha confermato che la mancata diligenza professionale giustifica il mancato pagamento del compenso, sottolineando l'elevato standard richiesto in procedure concorsuali.
Continua »