La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina aggravata a carico di due soggetti, nonostante le contestazioni della difesa riguardanti l'attendibilità della persona offesa. La vittima, un anziano di settantotto anni, aveva riconosciuto gli aggressori poco dopo il fatto. La difesa sosteneva che un successivo decadimento cognitivo e l'esito negativo del test del DNA sulle tracce ematiche rinvenute sul luogo del delitto dovessero invalidare la condanna. I giudici hanno stabilito che l'attendibilità della persona offesa deve essere valutata al momento della deposizione. Poiché il racconto era lucido e coerente, e il DNA poteva appartenere a un terzo complice non identificato, la responsabilità penale è stata confermata. La richiesta di nuove prove in appello è stata rigettata poiché non necessaria ai fini della decisione.
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