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Doppio Contributo Unificato

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265 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società di autotrasporti, in lite con l'Agenzia delle Dogane per crediti d'imposta su accise, ha visto il proprio ricorso in Cassazione estinguersi. Aderendo alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022 e depositando la relativa istanza e prova di pagamento, la società ha ottenuto dalla Suprema Corte la declaratoria di estinzione del giudizio, con spese legali a carico di chi le ha anticipate.
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Estinzione del giudizio per definizione agevolata
Una società di trasporti, in lite con l'Agenzia delle Dogane per un credito d'imposta su accise, ha visto il proprio ricorso in Cassazione risolversi con una declaratoria di estinzione del giudizio. Aderendo alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022 e pagando l'importo dovuto, la società ha ottenuto la chiusura definitiva del contenzioso, come confermato dalla Corte.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un procedimento tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. La società, dopo aver impugnato un avviso di accertamento per maggiori imposte, ha saldato il debito tramite la "rottamazione ter" e rinunciato al ricorso. La Corte ha stabilito che, in questi casi, il giudizio si estingue per cessazione della materia del contendere, le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate e non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Estinzione del giudizio per rottamazione-quater
Un contribuente, durante un contenzioso in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate Riscossione, aderisce alla definizione agevolata dei debiti ("rottamazione-quater"). La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio, affermando che l'adesione alla sanatoria ridefinisce il rapporto debitorio e rende inutile la prosecuzione della causa, secondo quanto previsto dalla legge. Le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Estinzione del giudizio tributario: la definizione agevolata
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente a una definizione agevolata. L'ordinanza chiarisce che, in questi casi, le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate e non è dovuto il 'doppio contributo unificato'. La decisione si basa sulla cessazione della materia del contendere, confermata dalla documentazione del pagamento e dalla rinuncia all'appello da parte del ricorrente.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società agricola aveva impugnato avvisi di accertamento per Ires e Irap, basati sulla normativa delle società non operative. Durante il giudizio in Cassazione, la controversia è stata risolta tramite la definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. La Corte, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute e che non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Estinzione giudizio tributario: la pace fiscale ferma la lite
Una società impugnava un avviso di accertamento IVA per fatture inesistenti. Dopo due gradi di giudizio favorevoli al contribuente, l'Agenzia delle Entrate ricorreva in Cassazione. Durante il processo, le parti hanno aderito alla definizione agevolata, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio tributario, con spese a carico di chi le ha anticipate e senza applicazione del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate. L'Amministrazione finanziaria, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole in materia di detrazioni IRES per riqualificazione energetica su immobili locati, ha modificato il proprio orientamento e ha annullato l'atto impositivo. La Corte ha preso atto della rinuncia, estinguendo il giudizio senza pronunciarsi sulle spese, data la mancata attività difensiva della controparte.
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Definizione agevolata: estinzione del processo in Cassazione
Una società contribuente, dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento fiscale per omessa fatturazione, ha aderito alla definizione agevolata mentre il caso era pendente in Cassazione. L'Agenzia Fiscale aveva contestato la decisione di secondo grado. La Corte di Cassazione, verificato il perfezionamento della procedura di definizione agevolata tramite domanda e pagamento, ha dichiarato l'estinzione del processo.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società in lite con l'Agenzia delle Entrate ha ottenuto l'estinzione del processo in Cassazione aderendo alla definizione agevolata. L'ordinanza chiarisce che la presentazione della domanda e il pagamento della prima rata sono sufficienti a perfezionare la procedura e a terminare il contenzioso, senza che sia dovuto il doppio contributo unificato. La decisione conferma l'efficacia della definizione agevolata come strumento per chiudere le liti fiscali pendenti.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: le conseguenze
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso per cassazione. Il caso riguardava una controversia su un contratto swap tra una banca e una società. La rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte, ha portato all'estinzione del giudizio. La Corte ha compensato le spese e ha escluso l'obbligo del doppio contributo unificato, non applicabile in caso di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una controversia sulla natura condominiale di un sottotetto giunge in Cassazione. Tuttavia, le parti raggiungono un accordo: i ricorrenti presentano una rinuncia al ricorso, accettata dai controricorrenti. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio e compensa integralmente le spese legali, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica la sanzione del 'doppio contributo unificato'.
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Rendita Catastale: stop al processo se l’atto cade
Una controversia sulla corretta determinazione della rendita catastale di un impianto eolico, incentrata sull'inclusione della torre di sostegno, si è conclusa in Cassazione con la declaratoria di cessazione della materia del contendere. La decisione è scaturita dall'annullamento in autotutela dell'avviso di accertamento da parte dell'Amministrazione Finanziaria, rendendo inutile la prosecuzione del giudizio.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario in un caso riguardante la deducibilità di costi pubblicitari. La decisione è stata presa a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata prevista dalla Legge n. 197/2022. L'ordinanza stabilisce che, in tali circostanze, il processo si estingue e le spese legali restano a carico di chi le ha anticipate, senza applicare sanzioni per lite temeraria.
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Definizione agevolata: lite estinta in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito dell'adesione della curatela fallimentare di una società alla definizione agevolata. Nonostante un iniziale diniego da parte dell'Agenzia delle Entrate, l'amministrazione ha poi annullato in autotutela il proprio provvedimento, accettando la sanatoria e portando alla cessazione della materia del contendere. Questa ordinanza chiarisce l'efficacia della definizione agevolata nel chiudere le liti pendenti.
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Definizione agevolata: stop al processo tributario
Una associazione sportiva, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale fino alla Corte di Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata, saldando il proprio debito. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, poiché la lite non aveva più ragione di esistere.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole relativa ad avvisi di accertamento, aderisce alla definizione agevolata. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'adesione alla sanatoria implica la rinuncia alla lite. Di conseguenza, le spese legali vengono compensate e non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Ricorso inammissibile: i termini per l’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile per tardività, chiarendo un punto cruciale sui termini di impugnazione. L'aver notificato un atto di revocazione contro una sentenza fa scattare il termine breve di 60 giorni per proporre ricorso per cassazione avverso la stessa decisione. In questo caso, il ricorrente ha mancato tale scadenza, rendendo il suo ricorso inammissibile sin dall'origine, a prescindere dall'esito del giudizio di revocazione.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Una società, coinvolta in un contenzioso sull'IVA per presunte operazioni soggettivamente inesistenti, ha visto estinguere il proprio processo in Cassazione grazie alla definizione agevolata. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, e mentre pendeva il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, l'azienda ha aderito alla procedura di sanatoria prevista dalla legge. La Suprema Corte, preso atto del perfezionamento della definizione tramite domanda e pagamento, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando l'efficacia dello strumento per chiudere le liti fiscali pendenti.
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Cessazione materia del contendere: chi paga le spese?
Un imprenditore ha impugnato una sanzione amministrativa. Durante il processo d'appello, la norma su cui si basava la sanzione è stata dichiarata incostituzionale. Di conseguenza, l'ente ha annullato la sanzione in autotutela. La Corte d'Appello ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, decidendo per la compensazione integrale delle spese legali tra le parti, data la natura eccezionale e sopravvenuta dell'evento che ha posto fine alla controversia.
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