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Donazione Indiretta

130 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un atto che realizza l'effetto economico di una donazione (arricchire una parte a spese dell'altra per spirito di liberalità) utilizzando uno strumento giuridico diverso dal contratto formale di donazione, come ad esempio pagare il prezzo di un immobile acquistato da un altro soggetto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Donazione e infedeltà: la revocazione per ingratitudine negata
Un marito ha donato immobili alla moglie. Successivamente, ha chiesto la revocazione della donazione per ingratitudine, sostenendo che la moglie avesse una relazione extraconiugale, configurando "ingiuria grave". I giudici di merito hanno rigettato la sua domanda. L'uomo ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando la mancata ammissione di prove decisive e un'errata valutazione del termine per l'azione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che non era stata dimostrata l'ingiuria grave e che le richieste istruttorie erano esplorative o non decisive. La revocazione della donazione per ingratitudine richiede una prova concreta e non meramente esplorativa dell'offesa grave.
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Eredità Contese: La Donazione Indiretta si prova anche senza lite formale
Un erede ha contestato il testamento dei genitori, sostenendo che un altro erede aveva ricevuto una donazione indiretta (una cessione di cubatura) dalla madre attraverso un'interposizione fittizia. L'erede chiedeva che il valore di questa donazione indiretta fosse imputato alla quota di legittima dell'altro. La Corte d'Appello aveva rigettato la richiesta, ritenendo necessaria una domanda formale di accertamento della simulazione e inammissibile la testimonianza di una zia coinvolta. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'accertamento della simulazione di una donazione indiretta può avvenire in via incidentale e che il legittimario (l'erede che agisce) può provare la simulazione anche con testimonianze e presunzioni, agendo come terzo. Ha anche chiarito che l'interpretazione del testamento deve basarsi sul testo letterale, non solo sui dati catastali. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Donazione indiretta tra coniugi: l’immobile pagato resta diviso
Un marito compra un immobile durante il matrimonio pagando l'intero prezzo con denaro proprio, ma cointesta la proprietà al 50% con la moglie. In sede di crisi coniugale, l'uomo chiede al giudice la restituzione della quota della moglie o del denaro versato per lei. La Corte di Cassazione rigetta le pretese dell'uomo e stabilisce che l'operazione costituisce una donazione indiretta tra coniugi. L'intestazione congiunta nasce dall'intento di gratificare il partner e salvaguardare l'unione familiare. I giudici confermano che la donazione indiretta non richiede l'atto pubblico formale del notaio, ma solo la forma prevista per la compravendita. La moglie mantiene la comproprietà della casa e il marito viene condannato al pagamento delle spese legali.
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Donazione indiretta o spesa societaria: la Cassazione decide
L'amministratore e socio unico di una società a responsabilità limitata ha acquistato, tramite l'ente societario, arredi per un valore di cinquantunomila euro destinati a un immobile abitato dalla compagna. Successivamente, la società ha avviato una causa legale per ottenere la restituzione della somma spesa. La corte territoriale ha negato il rimborso, qualificando l'operazione come donazione indiretta legata alla relazione affettiva tra i due soggetti. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale verdetto: le fatture risultavano intestate alla società commerciale e non alla convivente. Pertanto, l'acquisto societario non configura una donazione indiretta, la quale presuppone l'acquisto del bene da parte del beneficiario con provvista economica altrui. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'azienda e ha rinviato il giudizio.
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Restituzione dei doni tra fidanzati: chi paga dopo la rottura?
Un uomo chiede alla ex fidanzata la restituzione di somme versate per la ristrutturazione dell'immobile destinato a casa coniugale, dopo l'interruzione della relazione. La donna si oppone adducendo la responsabilità dell'uomo nella rottura. La Corte di Cassazione stabilisce che la restituzione dei doni tra fidanzati prescinde completamente dalle cause della rottura sentimentale. Le somme e i beni elargiti nella prospettiva delle nozze vanno restituiti per il solo fatto oggettivo che il matrimonio non è stato celebrato. Di conseguenza, la donna viene condannata a restituire la somma versata in contanti dall'ex partner per i lavori della casa.
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Donazione Indiretta: La Cassazione conferma la prova per indizi
Un figlio ha contestato il testamento della madre, ritenendo lesa la sua quota di legittima. Le sorelle hanno sostenuto che un immobile intestato al fratello fosse una donazione indiretta della madre, acquistato con denaro materno. La Corte d'Appello ha riconosciuto questa donazione indiretta basandosi su indizi come la giovane età del figlio, la sua dichiarazione di studente e una procura rilasciata alla madre. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito che è legittimo usare presunzioni semplici (indizi gravi, precisi e concordanti) per provare una donazione indiretta, anche se le prove testimoniali sono contraddittorie. Il ricorso del figlio è stato rigettato, confermando la donazione indiretta e l'integrità della quota di legittima.
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Restituzione somme indebite: quando il pagamento altrui non basta
Una persona ha pagato 30.000 euro a una banca per estinguere un debito del marito, oggetto di pignoramento immobiliare. Ha scoperto che la banca aveva già ceduto il credito a terzi. Ha chiesto la restituzione somme indebite tramite decreto ingiuntivo. La banca si è opposta, sostenendo che il pagamento non era riferibile alla ricorrente e che si trattava di una donazione indiretta al marito. La Corte di Cassazione ha confermato che la ricorrente non aveva diritto alla restituzione somme indebite, poiché il pagamento, proveniente dal conto della figlia, era una donazione indiretta a favore del marito debitore, non un pagamento di un proprio debito. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Appello sentenza non definitiva: la sostanza prevale sulla forma
Un erede (Il Ricorrente) ha contestato la divisione ereditaria, sostenendo che una compravendita tra i genitori e altri fratelli fosse una donazione indiretta che aveva leso la sua quota di legittima. La Corte d'Appello aveva dichiarato inammissibile l'Appello sentenza non definitiva del Ricorrente, basandosi su un difetto formale. La Cassazione ha cassato questa decisione. Ha stabilito che l'intenzione sostanziale di impugnare una sentenza non definitiva, manifestata con la riserva di appello e i motivi di gravame, prevale su eventuali limitazioni formali. La causa tornerà in Appello per una nuova valutazione.
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Tradimento in famiglia e Revoca donazione per ingiuria grave: la Cassazione
Una donna ha chiesto la revoca di donazioni indirette fatte al marito, accusandolo di ingiuria grave. L'uomo aveva una relazione extraconiugale con la cognata, avvenuta nell'azienda di famiglia. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno accolto la domanda, riconoscendo l'ingiuria grave non solo per l'adulterio, ma per le sue modalità particolarmente lesive della dignità della moglie, estese all'ambito familiare e lavorativo. La Corte di Cassazione ha confermato queste decisioni, rigettando il ricorso del marito e ribadendo la validità della revoca donazione per ingiuria grave in contesti di particolare gravità.
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Azione revocatoria donazione indiretta: la casa non si salva
Un debitore ha fornito alla figlia il denaro necessario per acquistare un immobile. I creditori hanno esercitato l'azione revocatoria donazione indiretta per far dichiarare l'atto inefficace nei propri confronti, in quanto lesivo delle garanzie del credito. La debitrice ha sostenuto che il versamento servisse a saldare un debito pregresso verso la figlia e che i creditori non avevano contestato tempestivamente tale circostanza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della debitrice. I giudici hanno chiarito che il principio di non contestazione si applica solo ai fatti noti e non a vicende private e interne alla famiglia. Inoltre, il pagamento di un immobile intestato al figlio costituisce una donazione indiretta della casa e non un semplice adempimento di debito, rendendo l'atto pienamente revocabile.
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Donazione revocata: il ricorso è improcedibile per un errore formale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso presentato da una parte che contestava la revoca per ingratitudine di una donazione indiretta di un immobile. La decisione è avvenuta perché la ricorrente non ha depositato la copia della sentenza impugnata con la prova di notifica (relata di notifica). Questo impediva alla Corte di verificare se il ricorso fosse stato presentato entro i termini di legge. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato improcedibile e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Donazione di quote: la Nullità della donazione rilevabile d’ufficio
La Cassazione ha stabilito un principio chiave sulla Nullità della donazione. Un anziano aveva donato quote di un fondo al nipote. Altri eredi, chiedendo la divisione ereditaria, contestavano la validità di tale donazione. I giudici di merito avevano escluso le quote dall'eredità. La Suprema Corte ha invece affermato che la donazione di strumenti finanziari, se non fatta con atto pubblico, è nulla. Tale nullità può essere rilevata d'ufficio dal giudice, anche in appello, quando la validità dell'atto è essenziale per la divisione ereditaria. La sentenza annulla la decisione precedente e rinvia la causa alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Fondi conto cointestato: la titolarità non si presume, no risarcimento
Una Lavoratrice ha citato in giudizio una Banca e l'erede del suo ex suocero per risarcimento danni. Sosteneva di essere co-intestataria di conti e titoli, svuotati da un soggetto ignoto durante la crisi coniugale. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda. La Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la Lavoratrice non ha subito danni perché i fondi sui conti co-intestati provenivano solo dall'ex suocero. Non c'era prova di una sua **titolarità fondi conto cointestato** né di una donazione indiretta a suo favore. La sentenza ha quindi rigettato il ricorso della Lavoratrice, confermando l'assenza di un suo diritto sui beni bancari e condannandola alle spese.
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Donazione indiretta tra coniugi: casa alla moglie resta sua
Un uomo acquista un immobile destinandolo alla famiglia e intestandolo esclusivamente alla moglie. A seguito della separazione coniugale, l'ex marito chiede la restituzione della somma di 160.000 euro versata per l'acquisto, sostenendo il venir meno del legame affettivo. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso e conferma che l'intestazione dell'immobile in favore della moglie costituisce una donazione indiretta tra coniugi, giustificata dai doveri di collaborazione e solidarietà familiare. L'acquisto compiuto spontaneamente per destinare il bene all'uso familiare riflette lo spirito di liberalità. Pertanto, la cessazione del matrimonio non dà diritto a pretendere la restituzione del denaro impiegato per l'acquisto della casa.
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Lesione di legittima: vietato cumulare le eredità
Un erede ha citato in giudizio la sorella lamentando una lesione di legittima derivante da due diverse donazioni effettuate in vita dai genitori: un immobile acquistato dal padre e intestato alla figlia e una somma in denaro donata dalla madre. L'attore ha chiesto la riduzione delle liberalità sommando i patrimoni dei genitori in un'unica massa. I giudici hanno respinto la domanda per mancata separazione delle due masse ereditarie. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto, chiarendo che ogni successione richiede un calcolo autonomo della quota disponibile e della riserva. Di conseguenza, l'erede non può cumulare le due eredità per dimostrare la lesione di legittima senza procedere a distinte operazioni di riunione fittizia per ciascun genitore.
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Donazione indiretta e revocatoria: vince l’erede del creditore
Un debitore fornisce alla figlia il denaro per acquistare un immobile. L'erede del creditore promuove un'azione revocatoria qualificando l'acquisto come donazione indiretta. Il tribunale riconosce la presenza della donazione indiretta dell'immobile, ma respinge la domanda per assenza di danno. In appello, la figlia vince riproponendo solo semplici difese. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'erede del creditore. Il giudice chiarisce che la qualificazione di donazione indiretta costituiva un punto autonomo della sentenza. La figlia avrebbe dovuto proporre un appello incidentale formale per ribaltare tale accertamento. In mancanza dell'impugnazione incidentale, la qualificazione dell'atto è diventata definitiva per giudicato interno.
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Donazione indiretta o obbligo di divorzio: la sentenza
Alla morte del padre, la seconda moglie e il nuovo figlio chiedono che le figlie del primo matrimonio conferiscano in collazione due appartamenti acquistati con denaro paterno, sostenendo l'esistenza di una donazione indiretta. Le figlie replicano che il genitore pagò quegli immobili per adempiere agli accordi patrimoniali stabiliti nel divorzio dalla prima moglie. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso delle figlie: un atto gratuito non è automaticamente una donazione indiretta se manca lo spirito di liberalità. Quando l'acquisto immobiliare costituisce l'adempimento di un preciso impegno preso in sede di separazione o divorzio, il trasferimento risponde a un obbligo legale e non a un regalo spontaneo.
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Casa all’ex coniuge: negata l’indennità di occupazione, lite riaperta
Un ex coniuge cita in giudizio l'ex moglie per ottenere lo scioglimento della comunione su una casa acquistata al 50% e il pagamento di una indennità di occupazione per l'uso esclusivo dell'immobile. L'uomo chiedeva inoltre la risoluzione di un accordo privato con cui le parti si impegnavano a vendere il bene. La Corte d'Appello disponeva la divisione attribuendo la casa alla donna, ma ometteva di decidere sia sulla richiesta di indennità sia sulla risoluzione contrattuale. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'uomo: il giudice di merito deve valutare obbligatoriamente se spetta l'indennità per il mancato godimento della quota e decidere sulla validità o risoluzione degli accordi sottoscritti tra le parti.
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Versamenti a fondo perduto da terzi: scatta la tassazione IRES
Una società a responsabilità limitata riceve una somma di denaro sul proprio conto corrente. Il bonifico proviene dal padre dei soci attraverso una società fiduciaria. L'Agenzia delle Entrate qualifica l'importo come sopravvenienza attiva tassabile ai fini IRES. La società sostiene invece che l'accredito costituisca una donazione e rientri tra i versamenti a fondo perduto esenti da imposizione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della società. I giudici stabiliscono che l'esenzione fiscale si applica solo alle somme conferite direttamente dai soci e non ai versamenti eseguiti da soggetti terzi. L'operazione costituisce ricavo imponibile.
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Appropriazione indebita o donazione: la Cassazione annulla
Un uomo subisce una condanna per il delitto di appropriazione indebita per aver trattenuto la somma di centoventimila euro affidatagli dalla prozia anziana. L'imputato presenta ricorso in Cassazione. La difesa eccepisce la tardività della querela, evidenziando l'invio di una prima diffida raccomandata non considerata dai giudici di merito. Inoltre, il ricorrente sostiene che il passaggio del denaro costituisse una donazione indiretta, come confermato dalla deposizione ignorata di un funzionario bancario. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso. I giudici rilevano vizi nell'esame degli atti documentali relativi alla diffida e nella mancata valutazione della testimonianza bancaria sull'effettiva intenzione liberale della vittima. Gli ermellini annullano la condanna e rinviano il processo alla Corte d'appello per una nuova valutazione completa dei fatti.
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