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Donazione Indiretta

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130 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Mandato in rem propriam: l’obbligo di rendiconto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7888/2024, ha stabilito che la concessione di ampi poteri al mandatario non è sufficiente a qualificare il mandato come 'in rem propriam' e, di conseguenza, a esonerarlo dall'obbligo di rendiconto. Nel caso esaminato, un padre, mandatario del figlio per la vendita di alcuni immobili, si era trattenuto i proventi sostenendo che il mandato fosse anche nel suo interesse. La Corte ha rigettato il ricorso del padre, confermando che l'interesse del mandatario deve risultare in modo esplicito e che la semplice dichiarazione di aver ricevuto somme non prova l'esistenza di un mutuo a compensazione.
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Revoca donazione per infedeltà: la Cassazione decide
Un marito ha richiesto la revoca della donazione indiretta di un immobile alla moglie a causa della sua infedeltà. La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice infedeltà coniugale non è sufficiente per giustificare la revoca donazione per infedeltà. È necessario che tale comportamento si traduca in una 'ingiuria grave', ovvero in una manifestazione di disistima e avversione verso il donante, circostanza non provata nel caso di specie. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Donazione Indiretta Azienda: Cassazione chiarisce
In una disputa ereditaria tra fratelli, la Corte di Cassazione affronta il tema della donazione indiretta di un'azienda. La Corte rigetta i ricorsi di entrambi, stabilendo un principio fondamentale: la valutazione dell'azienda donata, ai fini della determinazione della quota di legittima, deve essere effettuata al momento dell'apertura della successione (data del decesso) e non alla data dell'atto di donazione. La sentenza conferma inoltre la validità delle prove indiziarie per accertare la natura di donazione di un trasferimento patrimoniale.
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Donazione indiretta: onere della prova e presunzioni
Una donna agisce in giudizio per la lesione della sua quota di legittima, ma i coeredi eccepiscono una donazione indiretta ricevuta in vita: un appartamento acquistato con denaro dei genitori. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni di merito, stabilisce che in presenza di solidi elementi presuntivi (come lo status di studentessa senza reddito dell'acquirente), l'onere di provare di aver pagato con mezzi propri si sposta su chi ha ricevuto il bene. Viene così rigettato il ricorso basato sull'errata applicazione dell'onere della prova.
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Donazione indiretta: no tassa se manca l’arricchimento
L'Agenzia delle Entrate ha contestato una presunta donazione indiretta da una moglie al marito, relativa a un ingente trasferimento di denaro su un conto estero. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia, chiarendo che, poiché i beni erano già in comproprietà tra i coniugi sia all'origine (immobili) sia alla destinazione finale (conto corrente), non si è verificato un reale arricchimento di un soggetto a danno dell'altro. Mancando gli elementi essenziali della liberalità, nessuna imposta di donazione è dovuta.
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Donazione diretta via bonifico: serve il notaio?
In un complesso caso ereditario, un figlio contesta le liberalità del padre defunto a favore della seconda moglie. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 982/2024, stabilisce un principio fondamentale: il trasferimento di somme di denaro tramite bonifico bancario costituisce una donazione diretta. Di conseguenza, per essere valida, tale operazione necessita della forma dell'atto pubblico notarile, pena la nullità. La Corte cassa la sentenza d'appello che aveva erroneamente qualificato l'operazione come donazione indiretta, esente da vincoli di forma.
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Donazione indiretta: collazione e prova in giudizio
La Corte d'Appello di Firenze chiarisce la disciplina della donazione indiretta in un caso di successione ereditaria. Un padre aveva pagato un immobile per la figlia, e dopo la sua morte, l'altro figlio ha agito in giudizio. La Corte ha stabilito che si tratta di donazione indiretta dell'immobile, soggetta a collazione. La sentenza sottolinea come l'onere della prova gravi su chi sostiene che le somme versate dal de cuius siano state restituite, riformando la decisione di primo grado.
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Intestazione Fiduciaria Immobile: Prova e Limiti
Un ex marito rivendicava la proprietà di un immobile acquistato con fondi propri ma intestato all'ex moglie, sostenendo l'esistenza di una intestazione fiduciaria immobile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le dichiarazioni dell'ex coniuge in sede di separazione, in cui ammetteva di essere 'intestataria formale', non sono sufficienti a provare l'obbligo di ritrasferimento del bene. La Corte ha ribadito la necessità di prove più stringenti, sottolineando i limiti della prova testimoniale in questi casi.
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Donazione diretta e non contestazione: la Cassazione
Un erede ha contestato le somme di denaro trasferite dal padre defunto a due parenti, sostenendo si trattasse di donazioni nulle per difetto di forma. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che il trasferimento di denaro tramite assegni costituisce una donazione diretta e che la mancata contestazione specifica sulla proprietà esclusiva dei fondi rende il fatto provato.
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Revocazione donazione per figli: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione affronta il caso di una revocazione donazione per figli tra fratelli. Un fratello, dopo aver donato una somma di denaro all'altro per l'acquisto di un immobile, chiede la revoca a seguito della nascita di un figlio. La Corte chiarisce due principi fondamentali: primo, la conoscenza del concepimento al momento della donazione è irrilevante, conta solo la nascita successiva; secondo, stabilisce i limiti e le eccezioni per la produzione di nuove prove in appello. La sentenza è cassata con rinvio per una nuova valutazione delle prove documentali.
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Donazione indiretta: l’impatto del giudicato
In una causa di successione, la Corte di Cassazione ha analizzato il concetto di donazione indiretta a favore di un figlio. La Corte ha confermato che l'acquisto di beni da parte di un figlio senza mezzi propri, con denaro del padre, costituisce una donazione indiretta soggetta a collazione. Tuttavia, ha cassato la decisione di merito per violazione di un precedente giudicato. Una sentenza definitiva tra due fratelli aveva già qualificato i pagamenti delle rate di un mutuo, impedendo di considerarli come parte della donazione indiretta del padre nella successiva causa ereditaria.
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Onere della prova testamento olografo: il caso
Una controversia ereditaria su una somma di 40.000 euro, ritenuta una donazione nulla, giunge in Cassazione. La beneficiaria sosteneva fosse il corrispettivo per un contratto di mantenimento, provato da un testamento olografo. La Corte ha stabilito che l'onere della prova del testamento olografo, se disconosciuto, grava su chi intende avvalersene, che deve richiederne la verificazione. In assenza di tale richiesta, il documento non ha valore probatorio e il trasferimento di denaro, privo di altra causa, è considerato una donazione nulla.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: errore fatale
Un complesso caso di diritto successorio, incentrato su presunte donazioni indirette, si conclude in Cassazione con una declaratoria di improcedibilità del ricorso. La Suprema Corte ha sanzionato il mancato deposito, da parte dei ricorrenti, della prova di notifica della sentenza d'appello, un adempimento richiesto a pena di improcedibilità dall'art. 369 c.p.c. Questa omissione ha reso impossibile verificare il rispetto del termine breve per impugnare, determinando la fine del processo e confermando la decisione precedente.
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Contratto a favore di terzo: è revocabile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto a favore di terzo, con cui un debitore fa trasferire un immobile da un venditore direttamente a un beneficiario (ad esempio, un figlio) senza che il bene entri nel proprio patrimonio, costituisce una donazione indiretta. Tale atto è considerato un impoverimento per il debitore, in quanto rinuncia a un arricchimento patrimoniale. Di conseguenza, i creditori possono agire con l'azione revocatoria per rendere inefficace tale trasferimento e soddisfare le proprie pretese, essendo sufficiente la consapevolezza del danno da parte del solo debitore-disponente.
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Improcedibilità del ricorso: l’onere del deposito
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso di un ex marito che chiedeva la restituzione di una somma ingente usata dall'ex moglie per acquistare un immobile. La decisione non entra nel merito della lite, ma si fonda su un vizio procedurale: il ricorrente, pur avendo dichiarato di aver ricevuto la notifica della sentenza d'appello, non ha depositato la copia notificata, violando un onere previsto a pena di improcedibilità.
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Donazione indiretta e collazione: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15702/2025, ha rigettato il ricorso di un erede in una complessa causa di divisione ereditaria. Il caso verteva sulla qualificazione della mancata opposizione di una madre all'usucapione di un terreno da parte di un figlio come donazione indiretta. La Corte ha confermato che tale condotta costituisce un atto di liberalità, il cui valore deve essere conferito in collazione per garantire un'equa ripartizione dell'asse ereditario tra i fratelli, escludendo la lesione della quota di legittima lamentata.
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Clausola sanzionatoria testamento: quando è valida?
La Cassazione valida una clausola sanzionatoria in un testamento che riduce alla sola quota di legittima l'erede che impugna le disposizioni. La Corte chiarisce che tale clausola è lecita se non intacca la quota di riserva, offrendo all'erede una scelta. La sentenza, tuttavia, annulla parzialmente la decisione d'appello su altri punti, rinviando per una nuova valutazione su presunte donazioni dissimulate e sulla corretta proposizione dell'azione di riduzione.
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Donazione indiretta: la Cassazione chiarisce la domanda
In una controversia ereditaria tra fratelli, la Corte di Cassazione ha stabilito che una domanda di accertamento di una donazione indiretta non può essere rigettata solo perché descrive in modo impreciso il meccanismo giuridico attraverso cui si è realizzata. I giudici devono interpretare la domanda nella sua sostanza, considerando la causa petendi (l'arricchimento di un erede a spese del patrimonio del defunto) e il petitum (la richiesta di restituzione del valore). La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente respinto la richiesta del fratello, rimandando il caso per una nuova valutazione.
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Donazione indiretta: revoca per ingratitudine
Una madre finanzia l'acquisto di un immobile per la figlia, configurando una donazione indiretta. Quando la figlia, in seguito, tenta di vendere l'immobile e cambia la serratura, impedendo l'accesso alla madre che vi abitava, quest'ultima agisce in giudizio. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso della figlia e convalidando la revoca della donazione indiretta per grave ingratitudine, basandosi su prove presuntive.
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Donazione indiretta: l’azione è imprescrittibile
In una complessa controversia ereditaria tra fratelli, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla donazione indiretta. La Corte ha chiarito che l'azione volta ad accertare una donazione indiretta è imprescrittibile, diversamente dall'azione di simulazione. Questa decisione è cruciale quando un erede deve difendersi dall'azione di riduzione promossa da un altro, potendo far valere in qualsiasi momento le liberalità ricevute dalla controparte per paralizzarne le pretese.
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