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Domanda Di Rivendicazione

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'azione legale con cui chi si afferma proprietario di un bene chiede al giudice di accertare il suo diritto e ordinare a chi lo possiede senza titolo di restituirlo.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Liquidazione del patrimonio: no alla Cassazione senza reclamo
Una debitrice e i suoi familiari hanno proposto opposizione contro la vendita di alcuni immobili nell'ambito di una procedura di liquidazione del patrimonio. Il Tribunale ha rigettato l'istanza di sospensione della vendita. I debitori hanno quindi presentato ricorso straordinario in Cassazione, lamentando anche la mancata comunicazione dello stato passivo a un familiare che rivendicava la proprietà di alcuni beni mobili. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che i provvedimenti del giudice delegato nella liquidazione del patrimonio devono essere impugnati tempestivamente con il reclamo al Tribunale entro dieci giorni. Non è possibile ricorrere direttamente in Cassazione se non si è prima utilizzato lo strumento del reclamo, necessario per garantire la stabilità delle vendite giudiziarie e tutelare l'acquirente.
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Rinuncia al Ricorso: Causa Chiusa Senza Sentenza in Cassazione
Un privato cittadino aveva avviato un'azione legale contro una cooperativa in liquidazione per vedersi riconosciuto il diritto di proprietà su un immobile. Dopo una prima decisione a lui sfavorevole, aveva presentato appello in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, lo stesso cittadino ha scelto di ritirare la propria impugnazione attraverso una formale rinuncia al ricorso. La cooperativa ha accettato questa rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato il processo estinto, chiudendo il caso senza emettere una sentenza sul merito della controversia e senza quindi stabilire chi avesse ragione.
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Domande incompatibili nel fallimento: chiede casa e soldi, perde
Un socio di una cooperativa edilizia fallita presenta prima una domanda per recuperare le somme versate per un immobile. Successivamente, presenta una seconda istanza per ottenere la proprietà dello stesso immobile. La Corte di Cassazione ha dichiarato la seconda richiesta inammissibile, stabilendo un principio chiave sulle domande incompatibili nel fallimento. Non si può chiedere prima la risoluzione del contratto (restituzione dei soldi) e poi il suo adempimento (proprietà del bene). La prima scelta crea una preclusione che impedisce la seconda. Il socio, quindi, non ottiene la casa e viene condannato a pagare le spese.
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Domanda di rivendicazione fallimento: la decisione
La Cassazione chiarisce che la domanda di rivendicazione nel fallimento, o la richiesta del controvalore del bene, non può essere accolta se il bene non è mai entrato a far parte dell'attivo fallimentare. Se il creditore ha già intrapreso un'azione legale contro un terzo per recuperare il bene, non può contemporaneamente chiedere il controvalore al fallimento, poiché ciò comporterebbe un'ingiustificata duplicazione di valore. La scelta di agire per la restituzione del bene preclude la via dell'insinuazione al passivo per il suo valore.
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Immobili da costruire: la tutela salta se l’opera è finita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7411/2024, ha stabilito che la nullità del contratto preliminare per la mancata consegna della polizza fideiussoria, prevista a tutela degli acquirenti di immobili da costruire, non può essere fatta valere se l'immobile è stato completato al momento della domanda giudiziale. Questa specifica protezione è limitata alla fase di costruzione, per garantire l'acquirente dal rischio di insolvenza del costruttore prima della fine dei lavori.
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