Un creditore, per recuperare un prestito con interessi usurari, minaccia con una pistola un terzo uomo, colpevole di avergli presentato il debitore insolvente. La difesa sosteneva si trattasse di un tentativo di recuperare un credito, non di estorsione. La Corte di Cassazione ha invece confermato la condanna per estorsione aggravata. Secondo i giudici, l'uso di una violenza così sproporzionata e il fatto che la minaccia fosse rivolta a un soggetto estraneo al debito originario dimostrano la chiara intenzione di estorcere, superando di gran lunga il semplice esercizio, seppur illecito, di un proprio presunto diritto. La condanna è quindi diventata definitiva.
Continua »