L'imputato è stato condannato per il reato di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi, con l'aggravante della recidiva specifica. Il soggetto ha alterato una carta d'identità originale sostituendo la fototessera, la data di rilascio e la firma del funzionario, per poi esibirne una copia. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso, poiché le doglianze presentate si limitavano a reiterare i motivi d'appello già respinte. Inoltre, la difesa ha sollevato la questione del falso innocuo soltanto dinanzi ai giudici di legittimità, senza averla devoluta nei precedenti gradi. Di conseguenza, la Corte ha confermato la condanna e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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