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Divieto Di Espulsione

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un principio legale che impedisce allo Stato di allontanare uno straniero dal territorio nazionale quando sussistono gravi motivi, come il rischio di persecuzione o la violazione di diritti umani fondamentali, inclusa la vita familiare.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Divieto di Espulsione: Cassazione corregge errore sul legame familiare
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione, sostenendo di convivere con il fratello cittadino italiano, circostanza che configura un **divieto di espulsione** ai sensi della legge. Il Giudice di Pace aveva respinto il ricorso, ritenendo l'argomentazione tardiva. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'argomento relativo alla convivenza era stato correttamente sollevato fin dall'inizio. La Corte ha cassato l'ordinanza del Giudice di Pace e rinviato la causa a un altro magistrato per un nuovo esame, sottolineando l'importanza di valutare attentamente i legami familiari.
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Divieto di espulsione: i legami familiari battono il rimpatrio
Il Giudice di Pace di Torino aveva confermato il decreto di espulsione di un cittadino straniero, ritenendo irrilevanti i suoi legami familiari in Italia perché l'allontanamento era basato su una specifica violazione di legge. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dello straniero, stabilendo che il divieto di espulsione previsto a tutela della vita privata e familiare ha carattere generale. Di conseguenza, i giudici devono sempre valutare l'effettivo inserimento sociale, la durata del soggiorno e i legami affettivi del cittadino straniero prima di disporre l'allontanamento dal territorio nazionale, a prescindere dalla norma specifica applicata per l'espulsione. La Suprema Corte ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Divieto di espulsione dello straniero: no a sentenze senza motivi
Un cittadino straniero, sposato da trentacinque anni con una cittadina italiana, riceve un decreto di espulsione dalla Prefettura a causa del permesso di soggiorno scaduto e non rinnovato. Il Giudice di Pace respinge il ricorso dello straniero con una decisione sbrigativa, ignorando le prove del matrimonio e la richiesta di rinnovo del permesso. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dello straniero, stabilendo che la decisione del giudice di merito è nulla per motivazione apparente. La Suprema Corte ribadisce che il legame familiare e il radicamento sociale fanno scattare il divieto di espulsione dello straniero. Di conseguenza, la Cassazione annulla il provvedimento e rinvia la causa per un nuovo esame che valuti concretamente le prove presentate.
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Divieto di espulsione per legami familiari: la Cassazione decide
Un cittadino straniero, trattenuto in un CPR in attesa di essere rimpatriato, si oppone alla decisione del giudice che aveva ignorato i suoi profondi legami familiari in Italia. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il giudice deve sempre valutare il diritto alla vita privata e familiare prima di convalidare un trattenimento. La sentenza afferma che il **divieto di espulsione per legami familiari** è un diritto umano che non può essere trascurato, anche se i precedenti decreti di espulsione non sono stati impugnati. Di conseguenza, il provvedimento è stato annullato e il caso dovrà essere riesaminato tenendo conto della situazione familiare della persona.
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Divieto di espulsione: convivenza con italiana blocca il decreto
Un cittadino straniero, convivente con una cittadina italiana e in procinto di sposarla, ha ricevuto un ordine di espulsione. La Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento, stabilendo un importante principio sul divieto di espulsione. La Corte ha chiarito che la protezione legale non si limita alle coppie sposate, ma si estende anche a chi dimostra una convivenza stabile e affettiva ('more uxorio'). L'autorità deve sempre valutare la sostanza dei legami familiari prima di decidere, poiché il diritto all'unità familiare prevale su una valutazione puramente formale. La causa è stata quindi rinviata a un nuovo giudice per una decisione che tenga conto di questo principio.
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Divieto di Espulsione: Matrimonio Finito Non Ferma il Rimpatrio
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un detenuto straniero, privo di permesso di soggiorno, che si opponeva al suo allontanamento dall'Italia. L'uomo sosteneva che il suo matrimonio con una cittadina italiana costituisse un ostacolo legale, invocando il divieto di espulsione per motivi familiari. Tuttavia, i giudici hanno ritenuto il ricorso inammissibile. Una relazione dei servizi sociali ha dimostrato che il rapporto coniugale era di fatto cessato e che l'uomo non aveva mai richiesto la cittadinanza durante il matrimonio. Di conseguenza, non esistevano legami familiari effettivi tali da giustificare il divieto di espulsione, confermando la possibilità di allontanarlo dal territorio nazionale.
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Divieto di Espulsione: Salvo Figlio Lontano, Legami > Convivenza
Un cittadino straniero, figlio di italiani, si opponeva all'allontanamento dal territorio nazionale. Il Tribunale lo aveva negato perché, prima dell'arresto, non conviveva più con la famiglia. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando un principio fondamentale: il divieto di espulsione per la tutela della vita familiare non si basa solo sulla coabitazione formale. I giudici devono valutare la natura e l'effettività di tutti i legami familiari, sociali e culturali della persona in Italia, come la disponibilità della madre a riaccoglierlo. La valutazione restrittiva è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato.
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Divieto di espulsione: quando non basta il fratello
Un cittadino straniero ha presentato ricorso contro un'ordinanza di espulsione, sostenendo di avere legami familiari con un fratello cittadino italiano. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il divieto di espulsione previsto dalla legge richiede una prova concreta della convivenza con il parente, requisito che l'interessato non ha saputo dimostrare.
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Divieto di espulsione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice di Pace che convalidava un decreto di espulsione a carico di un cittadino straniero con una richiesta di protezione internazionale pendente. La Suprema Corte ha ribadito il principio del divieto di espulsione in pendenza del procedimento, come sancito dalla legge, cassando la decisione e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Divieto di espulsione: motivazione e prova convivenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di espulsione. Il ricorrente sosteneva il suo diritto a non essere espulso in quanto convivente con il fratello, ma non è riuscito a fornirne prova adeguata. Secondo la Corte, una dichiarazione privata non è sufficiente a dimostrare la convivenza in assenza di una registrazione anagrafica ufficiale. L'ordinanza conferma che la motivazione del giudice di pace, pur sintetica, era sufficiente a spiegare le ragioni del rigetto, validando così il provvedimento di espulsione basato sulla presenza irregolare e su precedenti violazioni.
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Divieto di espulsione: il Giudice deve valutare tutto
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Giudice di Pace che confermava un decreto di espulsione. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha l'obbligo di valutare ogni potenziale divieto di espulsione, inclusa la pendenza di una domanda di protezione speciale e i nuovi fatti che dimostrano l'integrazione del cittadino straniero, come un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Il Giudice non può dichiararsi incompetente sulla base di precedenti decisioni se sono intervenuti elementi nuovi.
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Divieto di espulsione padre convivente: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16079/2025, ha stabilito un principio fondamentale a tutela del nucleo familiare. La Corte ha chiarito che il divieto temporaneo di espulsione, previsto per la madre nei sei mesi successivi al parto, si estende anche al padre convivente, pur se non sposato. Il caso riguardava un cittadino straniero, padre di un neonato, il cui ricorso era stato inizialmente respinto a causa di un errore sulla data di nascita del figlio. La Cassazione ha cassato la decisione, affermando che il giudice deve valutare l'effettività e la stabilità del legame familiare, superando il formalismo del vincolo matrimoniale per proteggere l'interesse superiore del minore. La sentenza ribadisce l'importanza del divieto di espulsione del padre convivente per garantire l'unità familiare nella sua fase formativa.
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