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Distanze Tra Edifici

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Distanze tra edifici: la nuova legge può sanare una costruzione illegittima?
Una proprietaria di albergo ha citato in giudizio una società confinante per la violazione delle distanze tra edifici, a seguito della sopraelevazione di un immobile. I primi due gradi di giudizio hanno accolto la domanda, ordinando l'arretramento della costruzione. La società ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che una legge regionale sopravvenuta (ius superveniens) avrebbe reso la costruzione conforme alle nuove norme sulle distanze tra edifici. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, cassando la sentenza con rinvio. La Corte d'Appello dovrà ora verificare l'applicabilità della nuova normativa regionale per stabilire la legittimità delle distanze tra edifici.
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Distanze tra edifici: deroghe comunali e sopraelevazioni
I proprietari di un immobile confinante citano in giudizio la società vicina per aver eseguito opere di sopraelevazione e balconi violando le distanze tra edifici. La Corte d'Appello ordina l'arretramento applicando le deroghe previste dal piano particolareggiato comunale per le strutture ricettive. La Corte di Cassazione respinge le difese del costruttore, confermando l'inammissibilità di foto storiche tardive per provare chi avesse edificato per primo. La Suprema Corte accoglie invece il ricorso dei vicini: le deroghe urbanistiche alle distanze minime statali sono valide solo se disciplinano un gruppo unitario di edifici in una specifica area e non singole proprietà isolate. Inoltre, il giudice di rinvio dovrà valutare le novità normative sul recupero dei sottotetti.
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Distanze tra edifici: prevale la legge sul piano comunale
I proprietari di due immobili vicini si sono scontrati in tribunale per il mancato rispetto delle distanze legali. I primi attori chiedevano l'arretramento dell'immobile confinante. I vicini convenuti rispondevano domandando l'arretramento della nuova costruzione avversaria. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda riconvenzionale dei convenuti. Gli eredi della parte convenuta hanno quindi fatto ricorso in Cassazione. Gli Ermellini hanno ribadito che le norme statali sulle distanze tra edifici prevalgono sui piani regolatori comunali. L'obbligo dei dieci metri tra pareti finestrate tutela la salute pubblica ed è inderogabile. La Corte ha accolto il ricorso dei vicini, cassando la pronuncia con rinvio per una nuova verifica dei confini.
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Distanze tra edifici: regole su arretramento e usucapione
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di arretramento di alcuni manufatti edilizi che violavano le distanze tra edifici stabilite dai regolamenti locali. I ricorrenti avevano tentato di giustificare la posizione delle costruzioni invocando l'usucapione e la servitù per destinazione del padre di famiglia. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato tali difese inammissibili poiché sollevate tardivamente o prive di specificità riguardo all'epoca di costruzione. La decisione ribadisce che le norme locali sulle distanze integrano il Codice Civile e devono essere rigorosamente rispettate.
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Distanze tra edifici: nuove regole Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che le distanze tra edifici si applicano anche a balconi e muri di contenimento artificiali. Nel caso analizzato, i giudici hanno però annullato la richiesta di risarcimento danni continuativa poiché il proprietario aveva venduto l'immobile durante il processo, limitando il diritto all'indennizzo al solo periodo di effettiva proprietà.
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Distanze tra edifici: la legge più favorevole salva
La Corte di Cassazione ha stabilito che in materia di distanze tra edifici si applica la normativa urbanistica più favorevole sopravvenuta nel corso della causa (ius superveniens). Un capannone, inizialmente costruito in violazione delle distanze, può diventare legittimo se le nuove norme lo consentono, fermo restando il diritto al risarcimento del danno per il periodo della violazione. La sentenza impugnata è stata cassata perché i giudici di merito avevano erroneamente applicato regolamenti edilizi ormai superati, senza verificare la disciplina più recente.
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Distanze tra edifici in centro storico: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello che aveva ignorato le norme sulle distanze tra edifici in un centro storico (Zona A). Il caso riguardava una costruzione realizzata su una scogliera troppo vicina a un magazzino preesistente. La Cassazione ha stabilito che il giudice di merito ha l'obbligo di esaminare tutti i motivi di appello, inclusi quelli relativi alla violazione delle specifiche normative urbanistiche come l'art. 9 del D.M. 1444/1968, rinviando il caso per un nuovo esame.
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