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Dispositivo Di Protezione Individuale (Dpi)

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lavaggio dei DPI: l’Azienda paga se non pulisce la tuta
Il Lavoratore ha ottenuto un decreto ingiuntivo per il risarcimento del danno derivante dal mancato lavaggio dei DPI (la tuta ad alta visibilità) da parte dell'Azienda. Il danno è stato quantificato in via equitativa calcolando un'ora di lavoro straordinario a settimana. L'Azienda ha contestato il calcolo delle ore e ha denunciato un'ingiusta inversione dell'onere della prova. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Azienda, confermando che spetta al giudice di merito valutare la genericità delle contestazioni e i conteggi basati sulle buste paga. L'Azienda perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Lavaggio dei dispositivi di protezione individuale: ditta perde
Alcuni dipendenti hanno ottenuto decreti ingiuntivi contro l'azienda datrice di lavoro per ottenere il risarcimento del danno derivante dal mancato lavaggio dei dispositivi di protezione individuale (nello specifico, tute ad alta visibilità). L'azienda si è opposta contestando i conteggi delle ore di straordinario usati come parametro risarcitorio. La Corte d'Appello ha confermato la condanna dell'azienda, rilevando che i conteggi basati sulle buste paga erano corretti e persino inferiori al dovuto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'azienda, poiché questa non ha contestato tutte le autonome motivazioni della sentenza d'appello e ha sollevato contestazioni tardive. L'azienda perde definitivamente la causa e deve pagare le spese processuali.
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Manutenzione DPI: Azienda condannata, perde ricorso per ritardo
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un'azienda per la mancata manutenzione dei DPI (tute ad alta visibilità) dei propri dipendenti. I lavoratori avevano ottenuto un risarcimento pari a un'ora di straordinario per ogni settimana lavorata. L'azienda ha tentato un ultimo appello, ma la Corte lo ha dichiarato inammissibile perché presentato in ritardo. La decisione a favore dei lavoratori diventa così definitiva, stabilendo un principio importante su Manutenzione DPI e risarcimento. L'azienda, oltre al risarcimento, deve pagare tutte le spese legali.
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Obbligo pulizia divise: quando spetta al datore?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcune lavoratrici di mense scolastiche che chiedevano al datore di lavoro di farsi carico del lavaggio delle divise. La Corte ha stabilito che l'obbligo di pulizia delle divise sorge solo se queste costituiscono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) o se è esplicitamente previsto dal Contratto Collettivo. Nel caso di specie, le divise non erano qualificate come DPI, in quanto non destinate a proteggere l'integrità fisica delle lavoratrici da rischi specifici, e il CCNL non imponeva al datore l'onere della manutenzione.
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Tempo tuta: quando va pagato? La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12408/2024, interviene sulla questione del 'tempo tuta', ovvero il tempo impiegato dal lavoratore per indossare e togliere la divisa da lavoro. La Corte ha stabilito che, affinché questo tempo sia retribuito, non è sufficiente che l'uso della divisa (anche se Dispositivo di Protezione Individuale) sia obbligatorio. È necessario dimostrare che il datore di lavoro eserciti un potere direttivo specifico, imponendo precise modalità di tempo e di luogo per la vestizione. La sentenza di merito, che aveva dato ragione al lavoratore basandosi solo sulla natura di DPI degli indumenti, è stata quindi annullata con rinvio.
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