La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una madre contro il diniego di revoca della confisca di una villa formalmente a lei intestata, ma ritenuta nella disponibilità del figlio, condannato per associazione mafiosa. La ricorrente chiedeva la restituzione della porzione di immobile edificata prima del 1981, presentando due consulenze tecniche a supporto della provenienza lecita dei fondi originari. I giudici hanno stabilito che tali perizie non costituiscono la prova nuova necessaria per la revoca della confisca definitiva, poiché i fatti storici erano già noti e l'intero immobile era stato successivamente ristrutturato con capitali illeciti. Di conseguenza, la richiesta di revoca della confisca è stata respinta e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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