La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tra sette diverse sentenze definitive. Il ricorrente sosteneva che i delitti, inclusa la partecipazione a un'associazione mafiosa, fossero parte di un unico progetto. Tuttavia, la Suprema Corte ha confermato la decisione del Giudice dell'Esecuzione, rilevando che la distanza temporale superiore ai due anni, la diversità dei luoghi e l'eterogeneità dei beni giuridici offesi escludono un disegno unitario. La sentenza chiarisce che il legame tra reato associativo e reati fine non è automatico, ma richiede la prova di una programmazione specifica di ogni singolo delitto sin dall'origine del sodalizio.
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