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Discrezionalità Aziendale

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La facoltà dell'azienda di prendere decisioni su determinate questioni, come l'erogazione di incentivi o premi, entro i limiti stabiliti dalla legge e dai contratti, senza che vi sia un obbligo automatico.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Premio di Risultato Aziendale: Discrezionalità vs. Diritto Acquisito
La Corte di Cassazione ha chiarito la natura del premio di risultato aziendale. Il Lavoratore aveva ottenuto un decreto ingiuntivo per il pagamento del premio relativo al 2011. La Banca si era opposta, sostenendo che il premio non fosse dovuto automaticamente. I giudici di merito avevano dato ragione al Lavoratore. La Suprema Corte, invece, ha accolto il ricorso della Banca. Ha stabilito che il premio di risultato aziendale non è un diritto automatico. La sua erogazione dipende dal raggiungimento di specifici obiettivi aziendali e dalla discrezionalità della Banca, come previsto dai contratti collettivi. La sentenza è stata annullata e rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Premio di Risultato Aziendale: Diritto o Discrezionalità dell’Azienda?
Un Lavoratore aveva ottenuto il pagamento di un premio di risultato aziendale (PAR) per il 2011, confermato dalla Corte d'Appello. Quest'ultima riteneva che il premio fosse dovuto solo per la previsione di spesa in bilancio, non per obiettivi specifici. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. Ha stabilito che l'erogazione del premio di risultato aziendale non è automatica. Dipende dalla discrezionalità dell'Azienda e dal raggiungimento di obiettivi prefissati, come previsto dai contratti collettivi. La sentenza d'Appello aveva interpretato erroneamente le norme, non considerando la natura incentivante e condizionata del premio.
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Indennità di posizione organizzativa: mansioni senza nomina
Due dipendenti universitari in servizio presso un'azienda ospedaliera hanno chiesto il riconoscimento economico per l'attività di elevata responsabilità svolta, pretendendo l'indennità di posizione organizzativa o il risarcimento del danno per mancata attribuzione dell'incarico. I giudici hanno respinto ogni richiesta. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'istituzione e il conferimento di questi incarichi spettano esclusivamente alla discrezionalità dell'azienda sanitaria. Lo svolgimento di compiti analoghi non attribuisce automaticamente alcun compenso aggiuntivo se manca un atto formale di istituzione della posizione e una regolare nomina.
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Premio aziendale: non basta la previsione in bilancio, servono obiettivi
Un Lavoratore ha ottenuto un decreto ingiuntivo per il pagamento di un Premio aziendale di rendimento. L'Azienda si è opposta, ma i giudici di merito hanno confermato il diritto del Lavoratore, ritenendo il premio legato alla sola previsione in bilancio. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha chiarito che il Premio aziendale non è automatico. La sua erogazione dipende dal raggiungimento di specifici obiettivi aziendali e dalla discrezionalità dell'Azienda. La sentenza sottolinea l'importanza di interpretare correttamente i contratti collettivi.
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Premio di Risultato: Diritto o Facoltà Aziendale? La Cassazione Chiarisce
Una lavoratrice ha chiesto il pagamento del suo Premio di risultato aziendale per il 2011, ottenendo un decreto ingiuntivo. L'azienda ha contestato, ma i giudici di merito le hanno dato ragione, ritenendo che il diritto al premio dipendesse solo dalla previsione di spesa in bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda. Ha chiarito che il Premio di risultato aziendale è una facoltà dell'azienda, subordinata al raggiungimento di specifici obiettivi di produttività e redditività, non solo a una previsione di spesa. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Premio aziendale di rendimento: Discrezione vs. Diritto del Lavoratore
Un Lavoratore ha richiesto il pagamento del Premio aziendale di rendimento (PAR) per il 2011 a una Banca. La Corte d'Appello aveva dato ragione al Lavoratore, ritenendo che il premio dipendesse solo da una previsione di spesa in bilancio, non dal raggiungimento di obiettivi specifici. La Cassazione ha accolto il ricorso della Banca. Ha stabilito che l'erogazione del Premio aziendale di rendimento è una facoltà discrezionale dell'Azienda, subordinata al raggiungimento di obiettivi prefissati e a risultati economici positivi, come previsto dai contratti collettivi. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Premio aziendale di rendimento: niente automaticità senza utili
Un quadro direttivo ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro l'azienda per il pagamento del Premio aziendale di rendimento per gli anni 2011 e 2012. La Corte d'Appello ha confermato il diritto al premio, ritenendolo legato solo alla posizione strategica del dipendente e alla presenza di un budget. L'azienda ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'erogazione fosse subordinata al raggiungimento di specifici obiettivi di bilancio (un utile netto di 500 milioni), non raggiunti nel 2011. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda. Ha chiarito che l'istituzione del premio rientra nella discrezionalità dell'impresa e richiede il raggiungimento di obiettivi concreti. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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