Il Consorzio del Pecorino Romano DOP ha citato in giudizio un'azienda produttrice del formaggio 'Cacio Romano', sostenendo che il nome costituisse un'illegittima evocazione DOP. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta del Consorzio. Il principio sancito è che per verificare l'evocazione non basta un'assonanza nel nome, ma è necessario che i prodotti siano dello 'stesso tipo'. Questa valutazione va fatta confrontando le caratteristiche organolettiche e produttive descritte nel disciplinare della DOP. Poiché il Pecorino Romano (pecora, pasta dura, piccante) e il Cacio Romano (vaccino, pasta molle, dolce) sono risultati radicalmente diversi, la Corte ha escluso qualsiasi rischio di confusione o agganciamento parassitario, dando ragione all'azienda produttrice.
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