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Disapplicazione

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643 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Retribuzione ferie: l’indennità di turno va inclusa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'amministrazione comunale, confermando il diritto di alcuni agenti di polizia locale a percepire l'indennità di turno anche durante le ferie. La decisione si fonda sul principio del diritto dell'Unione Europea secondo cui la retribuzione ferie deve essere complessiva e non inferiore a quella ordinaria, per evitare di dissuadere i lavoratori dal fruire del loro diritto al riposo. Qualsiasi elemento retributivo intrinsecamente legato alle mansioni svolte deve quindi essere incluso nel calcolo.
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Concessioni demaniali e Diritto UE: stop alle proroghe
Una società che gestisce un resort balneare ha chiesto il rimborso di canoni ritenuti eccessivi. L'amministrazione statale ha risposto mettendo in dubbio la validità della concessione stessa. La Corte di Cassazione, analizzando la normativa sulle concessioni demaniali, ha confermato che le proroghe automatiche sono incompatibili con le direttive dell'Unione Europea. Ha stabilito che le leggi nazionali che le prevedono devono essere ignorate (disapplicate) a favore di gare pubbliche, senza più la necessità di dimostrare un "interesse transfrontaliero". La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Rimborso addizionale accisa: sì dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un consumatore finale a ottenere il rimborso addizionale accisa sull'energia elettrica dal proprio fornitore. La decisione si fonda sulla sopravvenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma che istituiva tale tributo, rendendo il pagamento originario privo di causa e quindi ripetibile ai sensi dell'art. 2033 c.c. La Corte ha rigettato il ricorso della società energetica, stabilendo che l'azione di restituzione va correttamente intentata nei confronti di chi ha materialmente ricevuto la somma, ovvero il fornitore.
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Indennità di turno ferie: va inclusa nella busta paga?
Un infermiere ha citato in giudizio l'Azienda Sanitaria per cui lavorava, chiedendo che l'indennità di turno fosse inclusa nella sua retribuzione durante le ferie. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che, in base al diritto dell'Unione Europea, l'indennità di turno ferie è una componente fissa e continuativa della retribuzione. Escluderla potrebbe scoraggiare il lavoratore dal godere del suo diritto al riposo. Pertanto, la normativa nazionale che ne prevede l'esclusione deve essere disapplicata.
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Scorrimento graduatorie: nessun diritto all’assunzione
Una candidata idonea in una graduatoria pubblica ha citato in giudizio l'Amministrazione per non essere stata assunta, dato che i posti erano stati coperti con mobilità e incarichi ad interim. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che lo scorrimento delle graduatorie è una scelta discrezionale della P.A. e non un diritto soggettivo del candidato. La legge, inoltre, privilegia la mobilità rispetto allo scorrimento, e l'eventuale illegittimità di altre nomine non genera un automatico diritto all'assunzione.
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Commercio itinerante: legittimo il divieto per tutela
Due società di commercio itinerante, sanzionate per aver operato in un'area storica protetta di una grande città, hanno impugnato il provvedimento sostenendo la violazione delle norme sulla libera concorrenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il divieto di commercio itinerante è legittimo quando motivato da ragioni di pubblico interesse, come la tutela del patrimonio storico e culturale. Tale tutela, secondo la Corte, costituisce un valido motivo per limitare la libertà di iniziativa economica, prevalendo sulle norme a tutela della concorrenza.
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Società di comodo: la Cassazione e i limiti al Fisco
Una società, classificata dal Fisco come 'società di comodo', ha impugnato l'avviso di accertamento fino alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte, richiamando una fondamentale sentenza della Corte di Giustizia UE, ha stabilito che la normativa nazionale è in contrasto con il diritto europeo. In particolare, il diritto alla detrazione del credito IVA non può essere negato solo perché non vengono raggiunte soglie di ricavo minime. La Cassazione ha annullato la decisione precedente, rinviando il caso per un nuovo esame che tenga conto della reale operatività dell'impresa e dei principi europei.
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Società di comodo: no al blocco rimborsi IVA
La Corte di Cassazione ha stabilito che la normativa italiana sulle società di comodo non può bloccare il diritto al rimborso del credito IVA. La decisione si fonda sull'incompatibilità della legge nazionale con la direttiva IVA dell'Unione Europea. Il caso riguardava una società del settore alberghiero a cui era stato negato un rimborso dopo che il suo principale bene strumentale era stato posto sotto sequestro penale, impedendole di raggiungere i ricavi minimi. La Corte ha chiarito che, per avere diritto al rimborso, è sufficiente dimostrare l'esercizio effettivo di un'attività economica, disapplicando la norma nazionale che prevede soglie di ricavi presuntive.
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Nullità sentenza tributaria: il caso della motivazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità di una sentenza tributaria per grave carenza di motivazione. Il caso riguardava la richiesta di una società di disapplicare le norme antielusive sul riporto delle perdite in una fusione avvenuta durante un piano di ristrutturazione aziendale. I giudici di merito avevano accolto la richiesta della società, ma la loro sentenza è stata annullata perché si limitava ad affermare la non elusività dell'operazione senza analizzare nel dettaglio la sussistenza dei presupposti di legge. La Suprema Corte ha ribadito che una motivazione meramente apparente, che si risolve in clausole di stile, viola il 'minimo costituzionale' richiesto e determina la nullità della sentenza tributaria.
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Delibera tariffaria TARSU: quando è legittima?
Una società alberghiera contesta una tassa sui rifiuti (TARSU) ritenendo illegittima la delibera tariffaria del Comune per carenza di motivazione. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Comune, stabilendo che tali delibere, essendo atti a contenuto generale, non necessitano di motivazione specifica. Inoltre, conferma la legittimità di tariffe differenziate tra categorie con diversa potenzialità di produzione di rifiuti, come alberghi e abitazioni private. La sentenza di secondo grado, che aveva disapplicato la delibera, viene annullata con rinvio.
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Iscrizione Albo concessionari: obbligo per tutti i soci?
Una società contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per tributi locali (TARSU) emesso da un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI), sostenendo la sua illegittimità. Il motivo era che una delle imprese associate, incaricata di svolgere mere attività di supporto, non possedeva il requisito dell'iscrizione all'Albo dei concessionari per la riscossione dei tributi. La Commissione Tributaria Regionale aveva dato ragione al contribuente. La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'RTI. Ha stabilito il principio secondo cui, in un RTI di tipo misto, l'obbligo di iscrizione Albo concessionari riguarda solo le imprese che svolgono le attività principali di accertamento e riscossione, e non quelle che si limitano a fornire servizi secondari e di supporto.
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Disapplicazione atto amministrativo: i limiti del GO
Un comune si oppone a un decreto ingiuntivo emesso a favore di un altro comune per la ripartizione di spese elettorali, sostenendo l'illegittimità degli atti amministrativi sottostanti. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la disapplicazione di un atto amministrativo da parte del giudice ordinario non è ammessa quando l'atto costituisce il fondamento diretto del diritto vantato, e non un mero antecedente logico. In tali casi, l'atto deve essere impugnato dinanzi al giudice amministrativo.
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Pagamento COSAP: serve l’uso effettivo del suolo?
La Cassazione ha stabilito che per il pagamento COSAP non è sufficiente aver ottenuto una concessione, ma è necessario l'effettivo utilizzo del suolo pubblico. Un'azienda, pur avendo una concessione, non ha occupato l'area e la Corte ha annullato la richiesta di pagamento del Comune, disapplicando il regolamento locale contrastante con la legge nazionale.
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Ordine di allontanamento: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna penale per la violazione di un ordine di allontanamento. La sentenza di primo grado è stata ritenuta priva di motivazione, poiché il giudice non ha verificato la reale esistenza e legittimità dell'atto amministrativo (decreto prefettizio di espulsione e ordine del questore) che costituisce il presupposto del reato. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Compartecipazione spesa: escluse pensioni disabilità
La Corte d'Appello di Bologna ha confermato la decisione del Tribunale, stabilendo che la pensione di invalidità e l'indennità di accompagnamento non possono essere considerate reddito ai fini della compartecipazione alla spesa per i servizi socio-sanitari. La Corte ha ritenuto illegittima la delibera comunale che includeva tali emolumenti nel calcolo, disapplicandola. La decisione si fonda sul principio che tali somme hanno natura compensativa e non reddituale, un orientamento consolidato dalla giurisprudenza amministrativa e poi recepito dal legislatore.
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Carta Docente Precari: Il Diritto è Confermato
Il Tribunale di Bergamo ha riconosciuto il diritto alla Carta Docente Precari a due insegnanti con contratto a tempo determinato, condannando il Ministero per trattamento discriminatorio. La sentenza stabilisce che il beneficio di €500 annui per la formazione spetta a tutti i docenti, non solo a quelli di ruolo, in linea con la giurisprudenza europea e nazionale. Nessuna prescrizione è maturata.
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Carta del docente ai precari: la sentenza di Bergamo
Con la sentenza del 9 luglio 2025 (N. R.G. 877/25), il Tribunale di Bergamo ha riconosciuto il diritto alla Carta del docente anche per gli insegnanti precari. La decisione stabilisce che escludere i docenti con contratto a tempo determinato dal bonus di 500€ per la formazione costituisce una discriminazione illegittima, in linea con la giurisprudenza europea e nazionale. Il Ministero è stato condannato a erogare il beneficio per gli anni scolastici dal 2020/21 al 2022/23.
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Scudo Fiscale: Limiti per IVA e Prova Contraria
La Cassazione Civile, Sez. V, con sentenza n. 34577 del 30/12/2019, ha chiarito i limiti applicativi dello "scudo fiscale". La Corte ha stabilito che l'adesione allo scudo fiscale non preclude automaticamente gli accertamenti tributari, specialmente se basati su movimenti bancari. L'onere di provare la correlazione tra le somme rimpatriate e i redditi accertati spetta al contribuente. Inoltre, la sentenza ha sancito la totale inapplicabilità della preclusione agli accertamenti in materia di IVA, in conformità con il diritto dell'Unione Europea.
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Risoluzione contratto appalto: l’onere della prova
La Corte d'Appello ha confermato la risoluzione di un contratto d'appalto per la ristorazione scolastica a causa di gravi inadempimenti. La sentenza ribadisce che, a fronte della contestazione dell'inadempimento da parte della stazione appaltante, spetta all'impresa appaltatrice fornire la prova piena e rigorosa di aver eseguito correttamente la prestazione. In assenza di tale prova, la risoluzione del contratto appalto è da considerarsi legittima.
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Ripetizione Addizionale Energia: come riaverla
Una società ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia per ottenere la restituzione dell'addizionale provinciale sull'accisa elettrica, sostenendone l'incompatibilità con il diritto dell'Unione Europea. Il Tribunale di Verona, richiamando una pronuncia della Corte Costituzionale, ha confermato l'illegittimità dell'addizionale per mancanza di una finalità specifica richiesta dalle direttive UE. Ha quindi respinto le difese del fornitore, inclusa l'eccezione di prescrizione, e lo ha condannato alla restituzione integrale della somma richiesta (€17.724,89) oltre interessi. La sentenza chiarisce il diritto del consumatore a richiedere la ripetizione addizionale energia direttamente al fornitore.
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