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Diritto Soggettivo — Anno 2025

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75 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Diritto Soggettivo

Provvedimenti

Scambio oggetti detenuti: legittime le regole del carcere
Un detenuto ha presentato ricorso contro una regola carceraria che disciplinava lo scambio di oggetti tra detenuti, in particolare cibo, ritenendola una restrizione ingiustificata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che le norme amministrative, come la richiesta di un modulo o la limitazione a cibi cotti, costituiscono una legittima regolamentazione del diritto, non una sua negazione, e sono necessarie per il controllo e la sicurezza all'interno dell'istituto penitenziario.
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Inammissibilità ricorso detenuto: il caso del timo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un detenuto che si era visto negare la richiesta di acquistare sommità fiorite di timo per uso fitoterapico. La Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, poiché non esiste un diritto soggettivo del detenuto a specifici rimedi di questo tipo, confermando la decisione del Giudice di Sorveglianza. Questa decisione chiarisce i limiti del diritto alla salute in carcere in relazione a richieste personali non essenziali.
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Accordo sindacale programmatico: la Cassazione decide
Un gruppo di dipendenti del Ministero della Giustizia ha agito in giudizio per ottenere l'inquadramento in un'area funzionale superiore, basandosi su un accordo sindacale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'intesa aveva un carattere meramente programmatico e non creava un diritto soggettivo azionabile. La decisione sottolinea che l'attuazione dell'accordo era subordinata ai limiti normativi e alle risorse finanziarie disponibili, confermando così la natura di accordo sindacale programmatico che non genera obblighi immediati per l'amministrazione.
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Giurisdizione pubblico impiego: giudice competente?
La Corte di Cassazione conferma la giurisdizione del giudice ordinario nelle controversie successive alla conclusione di un concorso pubblico. Un provvedimento di decadenza per mancata assunzione in servizio non è espressione di potere autoritativo, ma un atto di natura negoziale che rientra nella competenza del giudice del lavoro. La Cassazione chiarisce la regola sulla giurisdizione nel pubblico impiego contrattualizzato.
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Estraneità ambienti malavitosi: requisito per le vittime
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei familiari di un soggetto deceduto, i quali richiedevano l'accesso al Fondo di solidarietà per le vittime di mafia. La Corte ha stabilito che il requisito dell'estraneità ad ambienti malavitosi non è una novità introdotta nel 2016, ma una condizione immanente e originaria della normativa. Lo scopo della legge è sostenere le vere vittime, non soggetti coinvolti in contesti criminali, pertanto la domanda è stata respinta poiché il congiunto risultava inserito in tali ambienti.
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Retrocessione totale: quando il diritto sorge subito
Un privato cede un terreno a un ente pubblico per la realizzazione di un'opera di pubblica utilità. L'opera non viene mai costruita e l'ente vende il terreno a una società privata. La Corte di Cassazione stabilisce che, in caso di mancata realizzazione totale dell'opera, il proprietario originale ha un diritto soggettivo automatico alla retrocessione totale del bene, senza necessità di una preventiva dichiarazione di 'inservibilità' da parte della Pubblica Amministrazione. La sentenza di appello, che aveva negato tale diritto, viene cassata con rinvio.
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Indennità vacanza contrattuale: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di vacanza contrattuale non costituisce un diritto soggettivo esigibile se il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) ne demanda la negoziazione alla contrattazione regionale e quest'ultima, a sua volta, ne posticipa la quantificazione e l'erogazione a causa di difficoltà economiche del settore. La Corte ha rigettato il ricorso di una lavoratrice, confermando che il rinvio operato dalle parti sociali non crea un diritto immediatamente azionabile in giudizio.
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Revoca finanziamenti pubblici: la giurisdizione
Una società pubblica, gestore del servizio idrico, impugna la revoca di finanziamenti pubblici disposta dall'Autorità di Regolazione. La società sostiene la giurisdizione del giudice ordinario, qualificando l'atto come recesso da un rapporto paritetico. Le Sezioni Unite della Cassazione, invece, affermano la giurisdizione del giudice amministrativo, poiché la controversia verte sulla contestazione del corretto esercizio del potere autoritativo dell'amministrazione. La decisione si fonda sull'analisi della "causa petendi" sostanziale, che nel caso di specie riguardava la carenza di potere e l'erronea valutazione dei presupposti da parte dell'ente pubblico.
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Sanzioni pecuniarie: la giurisdizione del giudice
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite stabilisce che la giurisdizione per le controversie riguardanti sanzioni pecuniarie amministrative spetta al giudice ordinario. La decisione nasce da un caso in cui un Ente Locale aveva multato una società concessionaria per occupazione abusiva di suolo pubblico. Poiché la sanzione era puramente monetaria e non comportava un'azione ripristinatoria discrezionale, la Corte ha affermato che la posizione del multato è di diritto soggettivo, la cui tutela è demandata alla magistratura ordinaria e non a quella amministrativa.
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Buoni pasto enti locali: è un diritto o una facoltà?
Un dipendente pubblico ha richiesto il pagamento di buoni pasto arretrati a un Comune. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, sostenendo che l'erogazione non è un diritto soggettivo ma una facoltà dell'ente, condizionata dalle risorse finanziarie. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di principio e ha rinviato il caso a una pubblica udienza per decidere se i buoni pasto enti locali siano un obbligo e su chi gravi l'onere di provare la disponibilità dei fondi.
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Lavoro festivo: sì alla rinuncia con accordo individuale
Un dipendente di un'azienda di telecomunicazioni è stato sanzionato per essersi assentato durante due festività infrasettimanali. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che il diritto al riposo durante il lavoro festivo è disponibile e può essere oggetto di rinuncia. Un accordo individuale, come un contratto che prevede turni a copertura continua (24/7), è sufficiente a manifestare il consenso del lavoratore a prestare servizio anche in tali giornate, legittimando la richiesta del datore di lavoro.
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Giurisdizione Giudice Ordinario: garanzie pubbliche
Un'ordinanza delle Sezioni Unite della Cassazione stabilisce la giurisdizione del Giudice Ordinario nelle controversie sulla revoca di garanzie pubbliche. Il caso riguardava una banca che si era vista negare l'efficacia di una garanzia da un fondo pubblico, a causa della presunta mancanza di requisiti da parte dell'impresa beneficiaria. La Corte ha chiarito che, una volta concessa la garanzia, la successiva verifica dei requisiti attiene all'esecuzione del rapporto e non a un potere discrezionale della P.A., configurando una questione di diritto soggettivo.
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Giurisdizione revoca garanzia: decide il giudice civile
La Corte di Cassazione stabilisce che la controversia sulla revoca di una garanzia pubblica, concessa da un fondo statale a una banca, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. La decisione si fonda sul fatto che la revoca è avvenuta per la mancata dichiarazione di una garanzia preesistente, configurando un inadempimento contrattuale e non un esercizio di potere discrezionale della P.A. La questione, pertanto, riguarda un diritto soggettivo e non un interesse legittimo, escludendo la competenza del giudice amministrativo. La Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso della banca, confermando la giurisdizione civile sulla revoca della garanzia.
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Giurisdizione giudice ordinario: il caso dei servizi
Un cittadino contesta una richiesta di pagamento per il controllo dell'impianto termico. Dopo un conflitto tra giudici, la Cassazione stabilisce la giurisdizione del giudice ordinario, poiché la controversia riguarda un diritto soggettivo a una prestazione pecuniaria legata a un servizio pubblico, non una questione tributaria.
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Vendita immobili pubblici: giurisdizione amministrativa
Un inquilino contesta la decisione di un Comune di aumentare il prezzo di vendita di un immobile pubblico e, successivamente, di escluderlo dal piano di alienazione. La Corte di Cassazione risolve il conflitto di giurisdizione, stabilendo la competenza del giudice amministrativo per le controversie relative alla fase di programmazione della vendita di beni pubblici. In questa fase, infatti, il cittadino vanta un interesse legittimo al corretto esercizio del potere discrezionale della Pubblica Amministrazione, non ancora un diritto soggettivo all'acquisto.
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