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Diritto Soggettivo — Anno 2025

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75 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Diritto Soggettivo

Provvedimenti

Giurisdizione compensi: decide il giudice ordinario
Un'avvocatessa, dopo aver assistito un cliente in una causa tributaria con il patrocinio a spese dello Stato, ha contestato l'importo del compenso liquidato. Ne è nato un conflitto di giurisdizione tra il tribunale ordinario e la corte di giustizia tributaria. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che la giurisdizione sui compensi da gratuito patrocinio spetta sempre e comunque al giudice ordinario, poiché la controversia riguarda un diritto soggettivo autonomo (il diritto al compenso) e non la materia originaria del contendere.
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Riammissione pubblico impiego: la PA non ha l’obbligo
Un ex dipendente pubblico, dopo le dimissioni volontarie, ha richiesto la riassunzione. L'amministrazione ha invece indetto un concorso pubblico. La Corte di Cassazione ha stabilito che la riammissione pubblico impiego non costituisce un diritto soggettivo per il lavoratore, ma rientra nel potere discrezionale della Pubblica Amministrazione, che deve valutare l'interesse pubblico. L'unico obbligo per l'ente è quello di esaminare la domanda e fornire una risposta motivata.
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Occupazione abusiva: giurisdizione del giudice ordinario
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto un conflitto di giurisdizione tra tribunale ordinario e TAR. Il caso riguardava una richiesta di pagamento per l'occupazione abusiva di un'area demaniale portuale da parte di una società fallita, a seguito della scadenza di una concessione. La Corte ha stabilito che la giurisdizione appartiene al giudice ordinario, poiché la pretesa dell'ente pubblico non deriva dall'esercizio di poteri autoritativi, ma dalla tutela di un diritto soggettivo di natura patrimoniale, assimilabile a quella di un qualsiasi proprietario.
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Perpetuatio jurisdictionis: la giurisdizione non cambia
Un'associazione culturale ha citato in giudizio un ente regionale per il pagamento di un contributo. Durante la causa, l'ente ha revocato il contributo. La Corte di Cassazione, applicando il principio di perpetuatio jurisdictionis, ha stabilito che la giurisdizione del giudice ordinario, esistente al momento dell'avvio della causa, non viene meno a seguito della revoca successiva, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva declinato la propria giurisdizione.
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Scorrimento graduatoria: chi decide? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito la questione della giurisdizione in materia di scorrimento graduatoria nel pubblico impiego. Il caso riguardava alcuni candidati risultati idonei in un concorso pubblico che, anziché essere assunti, vedevano l'ente locale indire nuove procedure selettive interne. La Suprema Corte ha stabilito che la giurisdizione spetta al giudice amministrativo, e non a quello ordinario, quando la pretesa all'assunzione non si basa su un semplice diritto allo scorrimento, ma consegue alla contestazione delle scelte discrezionali e di macro-organizzazione della Pubblica Amministrazione, come l'indizione di nuovi concorsi. Tale contestazione investe l'esercizio del potere pubblico, tutelando una posizione di interesse legittimo.
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Comando dipendente pubblico: nessun risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6279/2025, ha stabilito che la posizione di un dipendente pubblico in comando presso un'altra amministrazione costituisce un interesse legittimo e non un diritto soggettivo. Di conseguenza, la revoca anticipata dell'incarico da parte dell'ente di destinazione non dà diritto al lavoratore di ottenere un risarcimento del danno. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva invece riconosciuto tale diritto, riaffermando che l'interesse primario tutelato è quello dell'ente di destinazione al buon andamento della propria organizzazione.
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Reclamo non giurisdizionale: la decisione della Corte
Un detenuto in regime di 41-bis ha presentato ricorso contro la decisione del Magistrato di Sorveglianza che dichiarava inammissibile il suo reclamo. Il reclamo riguardava il mancato inoltro di un CD-ROM a un altro tribunale. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità, qualificando l'atto come un reclamo non giurisdizionale, poiché non si opponeva a un provvedimento impositivo del magistrato. La Corte ha inoltre specificato che la presentazione di atti su supporto informatico non costituisce un diritto soggettivo del detenuto, ma una mera modalità alternativa a quella cartacea, soggetta a verifica da parte dell'autorità carceraria.
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Giurisdizione elettorato passivo: decide il G.O.
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la giurisdizione sulle controversie relative all'incompatibilità e alla decadenza da cariche elettive, come quella di un rappresentante del personale in un Senato Accademico, spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo. Il caso riguardava un dipendente universitario, e al contempo dirigente sindacale, la cui nomina era stata sospesa dall'Ateneo per un presunto conflitto di interessi. La Corte ha chiarito che il nucleo della controversia non è l'esercizio di un potere discrezionale della Pubblica Amministrazione, ma la tutela del diritto soggettivo perfetto all'elettorato passivo. Pertanto, la competenza a decidere spetta al tribunale ordinario.
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Indennizzo vincolo ambientale: Giurisdizione Ordinaria
Alcuni proprietari di terreni situati in un parco nazionale hanno richiesto un indennizzo per vincolo ambientale che limita il loro diritto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia per l'indennizzo, basata sulla lesione di un diritto soggettivo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non di quello amministrativo, poiché non si contesta l'atto impositivo del vincolo.
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Ricollocamento in servizio: diritto o possibilità?
Un dirigente medico, collocato in pensione, chiedeva il ricollocamento in servizio basandosi su una nuova normativa. L'Azienda Sanitaria, dopo un iniziale accoglimento, revocava la decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma è applicabile anche a chi era già in pensione al momento della sua entrata in vigore, purché fosse in servizio alla data di riferimento indicata dalla legge. Tuttavia, ha chiarito che il ricollocamento in servizio non è un diritto soggettivo assoluto, ma una possibilità che l'amministrazione deve valutare bilanciando le esigenze organizzative e le normative vigenti, come il blocco del turn over.
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Rifiuto di giurisdizione: quando l’errore è inammissibile
Un dipendente pubblico ricorre contro la data della sua promozione. Il Consiglio di Stato dichiara inammissibile la domanda per mancata impugnazione degli atti. La Cassazione, sul tema del rifiuto di giurisdizione, stabilisce che qualificare erroneamente un diritto soggettivo come interesse legittimo è un errore di giudizio, non un diniego di giurisdizione, e quindi il ricorso è inammissibile.
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Premio rinvenimento reperti: la giurisdizione è del TAR
Una società edile, dopo aver scoperto una domus romana, ha contestato l'importo del premio offerto dal Ministero della Cultura. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha stabilito che la controversia sul premio rinvenimento reperti rientra nella giurisdizione del giudice amministrativo. Anche se la legge prevede una stima da parte di un tecnico, l'Amministrazione mantiene un potere discrezionale sulla determinazione finale dell'importo e sulla modalità di pagamento, configurando la posizione del privato come un interesse legittimo e non un diritto soggettivo.
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Diritto allo studio detenuto: Cassazione su pianola
La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento con cui un Magistrato di Sorveglianza aveva confermato il diniego, da parte dell'amministrazione penitenziaria, all'acquisto di una pianola elettrica e di libri da parte di un carcerato. La Corte ha stabilito che il diritto allo studio del detenuto è un diritto soggettivo fondamentale, derivante dall'articolo 27 della Costituzione, e non può essere compresso in modo immotivato, nemmeno per i soggetti sottoposti a regimi speciali come il 41-bis. La negazione totale e senza giustificazione è stata ritenuta illegittima.
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Esenzione IRPEF vittime del dovere: la decorrenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5038/2025, ha stabilito che l'esenzione IRPEF per le vittime del dovere decorre dal momento in cui maturano i presupposti di legge, non dalla data del decreto amministrativo di riconoscimento. La Corte ha chiarito che tale provvedimento ha natura meramente dichiarativa (ricognitiva) e non costitutiva, confermando un diritto preesistente. Pertanto, il contribuente ha diritto al rimborso delle imposte versate anche per il periodo antecedente al riconoscimento formale, poiché i ritardi della Pubblica Amministrazione non possono pregiudicare i suoi diritti.
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Giurisdizione Appalti Pubblici: Chi Decide sui Compensi?
Una società di servizi ambientali richiede compensi extra a un Comune per maggiori costi sostenuti nell'esecuzione di un appalto. La Cassazione, risolvendo un conflitto tra giudici, chiarisce la questione della giurisdizione appalti pubblici: la richiesta di pagamento per prestazioni supplementari è di competenza del giudice ordinario, in quanto attiene a un diritto soggettivo di credito e non a una revisione dei prezzi contrattuali, materia quest'ultima riservata al giudice amministrativo.
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Giurisdizione demolizione abusi edilizi: chi decide?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5094/2025, ha risolto un conflitto di giurisdizione in materia di demolizione di abusi edilizi. È stato stabilito che la controversia relativa all'importo delle spese di demolizione, quando l'ordine proviene da una sentenza penale, rientra nella competenza del giudice ordinario e non di quello amministrativo. La decisione chiarisce che la disputa non riguarda la legittimità dell'atto, ma un diritto di credito del Comune, configurando quindi una questione di diritto soggettivo.
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Fondo patrimoniale e fallimento: la tutela del terzo
La Corte di Cassazione ha stabilito il corretto strumento processuale per tutelare un bene conferito in un fondo patrimoniale dall'illegittima apprensione in una procedura fallimentare. Contrariamente a quanto deciso nei primi due gradi di giudizio, che avevano ritenuto inammissibile l'azione per mancata proposizione del reclamo endofallimentare, la Suprema Corte ha chiarito che quando viene leso un diritto soggettivo di un terzo estraneo alla procedura, il rimedio corretto è l'azione ordinaria. La mancata proposizione del reclamo non preclude quindi la possibilità di difendere la proprietà del bene.
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Compensi avvocati enti pubblici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5457/2025, ha rigettato il ricorso di una legale contro un Comune in materia di compensi avvocati enti pubblici. La Corte ha stabilito che la determinazione del fondo per tali compensi è un atto discrezionale dell'amministrazione, e le relative controversie rientrano nella giurisdizione del giudice amministrativo, non di quello ordinario, trattandosi di interesse legittimo e non di diritto soggettivo.
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Ricorso detenuto: inammissibile se generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto in regime di 41-bis contro un'ordinanza che limitava l'acquisto di aromi per dolci. Il ricorso detenuto è stato respinto perché ritenuto aspecifico, meramente rivalutativo dei fatti e privo della dimostrazione di un grave pregiudizio a un diritto soggettivo, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza.
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Diritto del detenuto: CD player in cella, la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un Tribunale di sorveglianza che consentiva a un detenuto in regime 41-bis l'uso di un lettore CD senza limiti di orario. Secondo la Suprema Corte, sebbene il diritto del detenuto all'ascolto di musica sia riconosciuto, le modalità del suo esercizio, come l'orario, rientrano nella discrezionalità dell'Amministrazione penitenziaria per garantire ordine e sicurezza, e non possono essere decise dal giudice se non in caso di limitazioni irragionevoli.
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