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Direttiva Madre-Figlia

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32 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Credito d’imposta dividendi: la decisione della Corte
Una società madre francese, dopo aver ricevuto dividendi da una sua controllata italiana senza applicazione della ritenuta alla fonte in virtù della Direttiva madre-figlia, ha richiesto il rimborso del credito d'imposta previsto dalla Convenzione Italia-Francia. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, sostenendo l'assenza di una doppia imposizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione, confermando il diritto della società al rimborso. La Corte ha stabilito che, per ottenere il credito d'imposta dividendi, è sufficiente che questi siano inclusi nella base imponibile della società madre nel suo Stato di residenza, anche se non vi è stato un effettivo pagamento d'imposta, al fine di garantire il principio di neutralità fiscale e non discriminazione.
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Credito d’imposta dividendi: basta l’inclusione
Una società madre francese riceve dividendi da una controllata italiana, esenti da ritenuta. L'Amministrazione Finanziaria nega il credito d'imposta dividendi previsto dalla Convenzione bilaterale, sostenendo l'assenza di doppia imposizione. La Cassazione conferma il diritto al credito, stabilendo che è sufficiente l'inclusione dei dividendi nella base imponibile della società madre in Francia, a prescindere dall'effettivo pagamento dell'imposta, per garantire la neutralità fiscale.
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Credito d’imposta dividendi: basta l’inclusione
Una società madre francese riceve dividendi dalla sua controllata italiana senza ritenuta alla fonte, grazie alla Direttiva Madre-Figlia. Chiede poi all'Italia il rimborso del credito d'imposta dividendi previsto dalla Convenzione bilaterale. La Cassazione conferma il diritto al rimborso, stabilendo che è sufficiente l'inclusione dei dividendi nella base imponibile della madre in Francia, anche se su di essi non viene pagata imposta effettiva, per evitare la doppia imposizione economica e garantire la neutralità fiscale.
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Credito d’imposta dividendi: ok al rimborso
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al rimborso del credito d'imposta dividendi per una società madre francese, anche se la controllata italiana non aveva applicato la ritenuta alla fonte. Secondo la sentenza, è sufficiente che i dividendi siano inclusi nella base imponibile della società madre nel suo Stato di residenza, indipendentemente dal fatto che l'imposta sia stata effettivamente pagata. Questa decisione rafforza i principi di neutralità fiscale e di lotta alla doppia imposizione economica a livello europeo.
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Credito d’imposta dividendi: basta l’inclusione nel reddito
Una società madre francese ha ricevuto dividendi dalla sua controllata italiana, richiedendo il rimborso del credito d'imposta. I tribunali di merito hanno negato il diritto, subordinandolo alla prova del pagamento effettivo delle imposte in Francia. La Corte di Cassazione ha riformato questa decisione, stabilendo un principio chiave: per l'applicazione della convenzione contro le doppie imposizioni, è sufficiente che i dividendi concorrano a formare il reddito imponibile della società madre estera. L'effettivo pagamento dell'imposta è irrilevante per ottenere il credito d'imposta sui dividendi previsto dal trattato bilaterale.
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Doppia imposizione dividendi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6955/2023, ha chiarito i rapporti tra la Direttiva UE 'Madre-Figlia' e le convenzioni bilaterali contro la doppia imposizione. Una società madre francese aveva richiesto il rimborso del credito d'imposta per i dividendi ricevuti da società figlie italiane, nonostante avesse già beneficiato dell'esenzione dalla ritenuta alla fonte. La Corte ha stabilito che i due regimi sono alternativi e non incompatibili. Per ottenere il rimborso previsto dalla convenzione, è sufficiente che il dividendo concorra a formare il reddito imponibile nel Paese di residenza della società madre, indipendentemente dall'imposta effettivamente pagata. La scelta di un regime non preclude l'accesso all'altro.
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Tassazione dividendi madre-figlia: il no al cumulo
La Corte di Cassazione affronta il tema della tassazione dividendi madre-figlia tra Italia e Francia. Una società madre francese, dopo aver beneficiato dell'esenzione da ritenuta in Italia sui dividendi della controllata grazie alla Direttiva UE, chiedeva anche il rimborso di un credito d'imposta previsto dalla Convenzione bilaterale. La Corte ha accolto il ricorso con rinvio, stabilendo che i benefici non sono cumulabili se generano un'indebita agevolazione (doppia non imposizione). Il giudice di merito dovrà verificare in concreto che non si crei un trattamento più favorevole per l'operatore estero rispetto a quello nazionale, violando il principio di neutralità fiscale.
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Credito d’imposta dividendi: la Cassazione chiarisce
Una società madre francese ha percepito dividendi dalla sua controllata italiana. La Corte di Cassazione ha confermato il suo diritto a un rimborso parziale del credito d'imposta italiano, chiarendo che è sufficiente che i dividendi siano inclusi nella base imponibile in Francia, senza doverne provare l'effettiva tassazione. La sentenza affronta il rapporto tra la convenzione sulla doppia imposizione e la Direttiva UE Madre-Figlia in materia di credito d'imposta dividendi.
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Tassazione dividendi IRAP: la Cassazione attende la CGUE
Una società di assicurazioni ha contestato l'applicazione dell'IRAP sui dividendi percepiti, sostenendo una violazione del diritto UE che limita la doppia imposizione. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il procedimento in attesa di una pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea su casi analoghi. La questione centrale riguarda l'applicabilità del limite di tassazione previsto dalla Direttiva "Madre-Figlia" anche a imposte come l'IRAP, per evitare una discriminazione a danno delle società che percepiscono dividendi nazionali.
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Tassazione dividendi IRAP: la Cassazione attende l’UE
Un istituto di credito contesta la tassazione dei dividendi ai fini IRAP, ritenendola in contrasto con la Direttiva europea "madre-figlia" che limita l'imposizione al 5%. I giudici di merito hanno respinto il ricorso. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia della Corte di Giustizia dell'Unione Europea su casi analoghi, riconoscendo la centralità della questione di compatibilità tra la normativa nazionale e il diritto unionale.
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Beneficiario effettivo: la guida della Cassazione
Una holding olandese ha richiesto il rimborso della ritenuta sui dividendi ricevuti dalla sua controllata italiana, sostenendo di essere il 'beneficiario effettivo' ai sensi della direttiva UE. Le commissioni tributarie avevano respinto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha annullato la loro decisione. La Corte ha chiarito che lo status di beneficiario effettivo non richiede necessariamente un pagamento in contanti, ma va valutato attraverso test specifici che analizzano la sostanza economica dell'operazione, come il 'dominion test' e il 'business purpose test', criticando i giudici di merito per non aver esaminato adeguatamente le prove fornite dalla società.
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Tassazione dividendi IRAP: la Cassazione attende la CGUE
Un istituto bancario ha richiesto il rimborso dell'IRAP versata su dividendi percepiti da società controllate residenti nell'UE, sostenendo l'incompatibilità della normativa italiana con la Direttiva UE 'madre-figlia'. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha sospeso il procedimento. La Corte ha ritenuto opportuno attendere la decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea (CGUE) su una questione analoga, al fine di garantire un'applicazione uniforme del diritto europeo sulla tassazione dividendi IRAP.
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