\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Tassazione dividendi IRAP: la Cassazione attende la CGUE

Una società di assicurazioni ha contestato l’applicazione dell’IRAP sui dividendi percepiti, sostenendo una violazione del diritto UE che limita la doppia imposizione. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il procedimento in attesa di una pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea su casi analoghi. La questione centrale riguarda l’applicabilità del limite di tassazione previsto dalla Direttiva “Madre-Figlia” anche a imposte come l’IRAP, per evitare una discriminazione a danno delle società che percepiscono dividendi nazionali.

Riferimento:
Ordinanza interlocutoria di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 19922 Anno 2024
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 19 gennaio 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Tassazione Dividendi IRAP: La Cassazione Sospende e Attende la Corte UE

La questione della tassazione dividendi IRAP rappresenta un nodo cruciale nel diritto tributario italiano, all’incrocio tra normativa interna e principi europei. Con una recente ordinanza interlocutoria, la Corte di Cassazione ha scelto la via della prudenza, sospendendo un giudizio in attesa che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) si pronunci su casi analoghi. Questa decisione sottolinea l’importanza di un’interpretazione uniforme del diritto UE e le sue dirette implicazioni per le imprese italiane.

I Fatti del Caso

Una compagnia di assicurazione e riassicurazione ha presentato un’istanza di rimborso per l’IRAP versata nel 2014 sui dividendi percepiti. La società sosteneva che tale imposta, calcolata su dividendi già soggetti a IRES (seppur con un’esenzione del 95%), costituisse una forma di doppia imposizione vietata dalla normativa europea, in particolare dalla cosiddetta “Direttiva Madre-Figlia”.

Le Commissioni Tributarie di primo e secondo grado avevano respinto le ragioni della società, affermando che la Direttiva europea si applicasse solo all’IRES e non all’IRAP. Insoddisfatta, la società ha proposto ricorso per cassazione, portando la questione all’attenzione della Suprema Corte.

I Motivi del Ricorso e la Tassazione Dividendi IRAP

Il cuore dell’argomentazione della ricorrente si basa sul contrasto tra la normativa interna e il diritto dell’Unione Europea. Secondo la società, la Direttiva Madre-Figlia (2011/96/UE) limita la tassazione complessiva sui dividendi percepiti da una società madre a una quota massima del 5%.

Nel sistema italiano, i dividendi sono già tassati ai fini IRES sul 5% del loro ammontare. L’ulteriore applicazione dell’IRAP su una parte significativa degli stessi dividendi comporterebbe un superamento di tale soglia, violando il principio europeo. La società ha inoltre sollevato un’importante questione di “discriminazione alla rovescia”: se la norma interna venisse disapplicata solo per i dividendi di fonte UE, si creerebbe un trattamento deteriore e ingiustificato per le società che percepiscono dividendi da fonti nazionali, in violazione degli articoli 3 e 53 della Costituzione.

La Posizione della Società Ricorrente

La difesa ha evidenziato tre punti logici fondamentali:

  1. Il contrasto tra l’art. 7 del D.Lgs. 446/1997 (che assoggetta i dividendi a IRAP) e l’art. 4 della Direttiva europea.
  2. La necessità di un’interpretazione costituzionalmente orientata per evitare disparità di trattamento tra dividendi di fonte interna/extra-UE e quelli di fonte UE.
  3. La richiesta di sollevare una questione pregiudiziale alla CGUE o una questione di legittimità costituzionale.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte non è entrata nel merito della controversia. Ha invece emesso un’ordinanza interlocutoria, con la quale ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, ovvero la sospensione del processo. Questa scelta è stata dettata dalla pendenza, presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, di alcune domande pregiudiziali sollevate dalla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Lombardia su una questione identica (Cause C-92/24, C-93/24, C-94/24).

Le Motivazioni

La motivazione della Cassazione è prettamente procedurale ma di grande rilevanza sostanziale. I giudici hanno ritenuto opportuno attendere la pronuncia della CGUE per garantire un’applicazione uniforme del diritto dell’Unione e per evitare possibili contrasti giurisprudenziali. La decisione della Corte europea sarà infatti vincolante per tutti i giudici nazionali e fornirà l’interpretazione autentica della Direttiva in relazione a imposte come l’IRAP. Sospendendo il giudizio, la Cassazione agisce in conformità con il principio di leale cooperazione tra le giurisdizioni nazionali e quella europea.

Le Conclusioni

L’ordinanza della Corte di Cassazione lascia in sospeso il futuro della tassazione dividendi IRAP in Italia. Le imprese che si trovano in situazioni analoghe dovranno attendere la decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che avrà un impatto determinante. Se la CGUE dovesse dare ragione alla tesi dei contribuenti, si aprirebbe la strada a numerose richieste di rimborso e a una necessaria revisione della normativa interna per renderla conforme ai principi europei, eliminando la potenziale discriminazione alla rovescia.

È possibile applicare l’IRAP sui dividendi già parzialmente tassati ai fini IRES?
L’ordinanza non fornisce una risposta definitiva, ma sospende il giudizio proprio perché questa è la questione centrale pendente dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, la cui decisione sarà dirimente.

La Direttiva “Madre-Figlia” si applica anche a un’imposta come l’IRAP?
La società ricorrente sostiene di sì, per evitare che la tassazione totale sui dividendi superi il limite del 5% imposto dal diritto UE. Le corti di merito hanno finora negato tale applicazione. La Corte di Cassazione attende il chiarimento della Corte di Giustizia UE su questo punto specifico.

Perché la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio?
La Corte ha sospeso il procedimento perché altre questioni identiche sono già state sottoposte alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (Cause C-92/24, C-93/24, C-94/24). Per garantire l’applicazione uniforme del diritto europeo e la certezza del diritto, ha ritenuto necessario attendere la pronuncia della Corte UE prima di decidere sul caso.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati