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Dipendenza

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Per dipendenza si intende una alterazione del comportamento che da semplice o comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica del piacere attraverso mezzi o sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica. L'individuo dipendente tende a perdere la capacità di un controllo sull'abitudine. La dipendenza clinica da più sostanze o comportamenti in contemporanea o in sostituzione di uno di essi, in un preciso schema ricorrente e a lungo tempo, prende il nome di polidipendenza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Offerta fuori sede: l’ufficio del promotore non è una filiale
Alcuni risparmiatori hanno acquistato certificati finanziari presso l'ufficio privato di un promotore. Poiché il contratto non conteneva l'avviso sul diritto di recesso entro sette giorni, i risparmiatori hanno chiesto la nullità dell'acquisto per violazione delle regole sull'offerta fuori sede. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ritenendo l'ufficio del promotore assimilabile a una filiale della banca. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dei risparmiatori, stabilendo che l'ufficio di un promotore, anche se presenta i loghi dell'intermediario, non esclude l'applicazione della disciplina sull'offerta fuori sede. Per evitare la nullità, l'operazione deve avvenire nella sede legale o in una vera e propria dipendenza dotata di autonomia organizzativa. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Competenza territoriale: dove impugnare il licenziamento
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una lavoratrice riguardante la competenza territoriale in una causa di licenziamento. Il Tribunale di merito aveva inizialmente declinato la propria competenza a favore del foro della sede legale della società. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che la competenza territoriale si radica presso la sede operativa dove il rapporto è stato effettivamente gestito, dove sono avvenute le contestazioni disciplinari e dove è stato intimato il licenziamento. Tale luogo integra la nozione di dipendenza aziendale prevista dal codice di procedura civile, rendendo irrilevante la sola ubicazione della sede legale se la gestione del rapporto avviene altrove.
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Vacanza contrattuale: guida al pagamento dell’una tantum
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità per vacanza contrattuale deve essere corrisposta dal datore di lavoro esclusivamente in proporzione ai mesi di servizio effettivamente prestati alle sue dipendenze. Nel caso esaminato, un dipendente pretendeva l'intero importo di 44 mesi da una società subentrante in un appalto, nonostante parte del periodo fosse maturata con datori precedenti. La Suprema Corte ha rigettato la domanda, escludendo la solidarietà tra imprese per tale emolumento in assenza di specifiche clausole contrattuali.
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Indennità una tantum: regole per i cambi appalto
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'erogazione dell'indennità una tantum prevista dal CCNL Mobilità in un contesto di successione di appalti. Un lavoratore aveva richiesto il pagamento integrale della somma all'ultimo datore di lavoro, includendo periodi in cui era alle dipendenze di altre società. La Suprema Corte ha stabilito che l'obbligo di pagamento deve essere riproporzionato ai mesi di servizio effettivamente prestati presso ciascun datore di lavoro, rigettando la tesi della responsabilità integrale del datore finale.
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Indennità una tantum: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di spettanza dell'indennità una tantum prevista dai contratti collettivi in caso di successione negli appalti. Sebbene sia stata confermata la competenza territoriale del giudice basata sulla presenza di una dipendenza aziendale locale, la Corte ha stabilito che l'indennità deve essere corrisposta dal datore di lavoro in proporzione ai mesi di servizio effettivamente prestati presso di esso. Non è possibile addebitare l'intero importo all'ultimo datore di lavoro per periodi in cui il lavoratore era impiegato presso terzi, salvo accordi specifici.
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Competenza territoriale: come scegliere il giudice
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore riguardante la competenza territoriale in una causa di licenziamento. Il ricorrente sosteneva la competenza del Tribunale di Milano o di Siracusa, ma la Corte ha confermato la decisione del giudice di merito in favore del Tribunale di Napoli. La decisione chiarisce che la competenza territoriale non si radica nel semplice luogo di lavoro, ma richiede la presenza di una dipendenza aziendale organizzata presso cui il dipendente prestava servizio al momento della cessazione del rapporto.
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