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Diniego Di Giustizia

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Rifiuto o omissione da parte di un'autorità giudiziaria di compiere un atto del proprio ufficio che per legge deve essere compiuto, ledendo così il diritto di un cittadino all'accesso alla giustizia.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Responsabilità civile dei magistrati: l’archiviazione non è diniego di giustizia
Un proprietario di un cantiere ha subito furti e danni, denunciando i fatti alla Procura. Le indagini sono state archiviate. Il proprietario ha citato in giudizio lo Stato per Responsabilità civile dei magistrati, chiedendo un risarcimento milionario. Ha sostenuto che i magistrati non hanno svolto indagini e hanno negato giustizia. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso. La Corte ha stabilito che il cittadino non aveva esaurito tutti i rimedi processuali disponibili, come il ricorso in Cassazione contro i decreti di archiviazione. Inoltre, l'archiviazione costituisce un atto giudiziario, non un'omissione che configura il diniego di giustizia.
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Rinvio pregiudiziale UE: Azienda esclusa, Cassazione conferma inammissibilità
Un'Azienda è stata esclusa da una gara d'appalto pubblica a seguito di indagini per corruzione che hanno coinvolto suoi dirigenti. L'Azienda ha impugnato l'esclusione e, dopo vari gradi di giudizio, ha chiesto la revocazione di una sentenza del Consiglio di Stato, lamentando l'omesso rinvio pregiudiziale UE alla Corte di Giustizia. Il Consiglio di Stato ha dichiarato inammissibile questa richiesta. L'Azienda ha quindi presentato ricorso in Cassazione, sostenendo un eccesso di potere giurisdizionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non si può contestare in Cassazione il merito della valutazione del giudice amministrativo sull'ammissibilità della revocazione, ma solo la sussistenza del suo potere giurisdizionale.
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Limiti giurisdizione: Azienda condannata paga anche per il Comune
Un'azienda edile, delegata da un Comune per un'opera pubblica, viene condannata insieme all'ente al risarcimento per l'occupazione illegittima di terreni privati. L'azienda ricorre in Cassazione, lamentando che il giudice amministrativo non abbia voluto ripartire le quote di responsabilità tra lei e il Comune. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che il suo potere di controllo si ferma ai cosiddetti 'limiti esterni della giurisdizione'. La valutazione su una domanda presentata tardivamente è una questione interna al processo amministrativo e non uno sconfinamento di potere. L'azienda perde e la condanna solidale è confermata.
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Responsabilità civile magistrati: quando non spetta
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso per la responsabilità civile dei magistrati, chiarendo che la valutazione delle prove è insindacabile grazie alla clausola di salvaguardia. La Corte ha stabilito che la legge del 2015 non è retroattiva e che un'assoluzione penale per insufficienza di prove non vincola il giudice civile, sul quale non incombe l'obbligo di accertare i fatti ma solo di valutare le prove offerte dalle parti.
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Eccesso di potere giurisdizionale: limiti al ricorso
Una candidata a un concorso pubblico, non ammessa alla prova orale, si è rivolta alla Corte di Cassazione dopo il rigetto dei suoi appelli amministrativi, lamentando un eccesso di potere giurisdizionale. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il loro sindacato sulle decisioni del Consiglio di Stato è limitato alle violazioni dei limiti esterni della giurisdizione e non può estendersi al riesame del merito o a presunti errori di giudizio.
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Responsabilità civile magistrati: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino che chiedeva un risarcimento allo Stato per i danni derivanti dalla prescrizione di un reato di cui era stato vittima, attribuendo la causa all'inerzia del Pubblico Ministero. La Corte ha stabilito che la richiesta basata sulla responsabilità civile magistrati è inammissibile, poiché la persona offesa non è considerata 'parte' nella fase delle indagini preliminari e, inoltre, avrebbe potuto e dovuto agire autonomamente in sede civile per tutelare i propri diritti, senza attendere l'esito del procedimento penale. La negligenza del danneggiato nell'intentare l'azione civile è stata ritenuta la causa esclusiva del danno lamentato.
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