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Dies Ad Quem

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110 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Termini misure cautelari: calcolo e giorni festivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, chiarendo le regole per il calcolo dei termini delle misure cautelari. La sentenza stabilisce che il termine di dieci giorni per la decisione del Tribunale del riesame, qualora scada in un giorno festivo, è prorogato di diritto al primo giorno successivo non festivo. Nel caso di specie, il termine scadeva il 6 gennaio (festivo), seguito dal 7 gennaio (domenica), rendendo tempestiva la decisione depositata l'8 gennaio.
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Durata ragionevole procedura fallimentare: la Cassazione
Una creditrice ha richiesto un indennizzo per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta, ritenendo congruo un termine di sette anni. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la legge fissa in sei anni la durata ragionevole della procedura fallimentare. La Cassazione ha chiarito che questo termine è predeterminato dal legislatore e non è soggetto a valutazione discrezionale del giudice, se non per misurare il tempo 'irragionevole' effettivamente imputabile allo Stato. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Equo indennizzo: quando il credito è pagato in tempo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 27036/2024, ha negato il diritto all'equo indennizzo a una creditrice il cui credito, ammesso in una procedura fallimentare durata oltre 20 anni, era stato integralmente saldato entro il termine ragionevole di sei anni. La Corte ha stabilito che il termine per valutare la durata del processo, per il singolo creditore, cessa con il pieno soddisfacimento del suo credito, non con la chiusura formale della procedura. Inoltre, ha confermato la condanna della ricorrente per lite temeraria, ritenendo che la sua azione legale costituisse un abuso del processo.
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Termini processuali: il calcolo secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario, confermando la corretta applicazione delle norme sui termini processuali. La Corte ha ribadito che, nel calcolo, si devono escludere sia il giorno iniziale (dies a quo) che quello finale (dies ad quem), rigettando la tesi di un errore percettivo sollevata dal ricorrente, condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Reato permanente: fine condotta e pena in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di alcuni imputati condannati per associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. La sentenza affronta il tema centrale del reato permanente, chiarendo i criteri per determinare la data di cessazione della condotta illecita e confermando che la riduzione del periodo del reato non implica automaticamente una diminuzione della pena, la cui determinazione rientra nella discrezionalità del giudice di merito.
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Appello penale in assenza: 15 giorni in più
Un funzionario comunale, condannato per lesioni colpose a causa di una buca stradale, si è visto dichiarare inammissibile l'appello perché ritenuto tardivo. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che in caso di appello penale in assenza, l'imputato ha diritto a 15 giorni aggiuntivi per impugnare, secondo l'art. 585, comma 1-bis c.p.p. L'appello, rientrando in questo nuovo termine, è stato giudicato tempestivo e il caso è stato rinviato al Tribunale per il giudizio di merito.
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Decadenza accertamento TARSU: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per la decadenza accertamento TARSU. Un avviso notificato oltre 5 anni è illegittimo, anche se un precedente atto è stato annullato. La Corte accoglie il ricorso di un istituto religioso per le annualità dal 2005 al 2008, annullando la pretesa del Comune.
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Termine appello incidentale: il calcolo dei 20 giorni
La Corte di Cassazione chiarisce le modalità di calcolo del termine per l'appello incidentale. Un ricorso depositato anche un solo giorno oltre la scadenza dei venti giorni prima dell'udienza è inammissibile. La Corte ha accolto il ricorso di un avvocato, cassando la sentenza d'appello che aveva erroneamente ritenuto tempestivo l'appello incidentale di un'altra parte, e ha ribadito che nel calcolo a ritroso il giorno dell'udienza non si conta, mentre si conta l'ultimo giorno utile per il deposito.
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Diritto di precedenza: quando esercitarlo? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19348/2024, ha stabilito che il diritto di precedenza per l'assunzione a tempo indeterminato, maturato da un lavoratore con contratti a termine, può essere esercitato non solo dopo la cessazione del rapporto, ma anche durante la vigenza di un successivo contratto a termine. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto tardiva la manifestazione di volontà della lavoratrice, chiarendo che la legge fissa un termine finale (ad quem) per l'esercizio del diritto, ma non un termine iniziale (a quo). Pertanto, una volta maturato il requisito dei sei mesi di lavoro, il lavoratore può far valere la precedenza.
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Notifica per compiuta giacenza: il calcolo dei termini
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole per il calcolo dei termini della notifica per compiuta giacenza. Se il decimo giorno per il perfezionamento della notifica cade in un giorno festivo, il termine è prorogato al primo giorno non festivo successivo. Nel caso di specie, un contribuente aveva impugnato degli avvisi di accertamento, ma il ricorso era stato dichiarato inammissibile per tardività. La Cassazione ha ribaltato la decisione, ritenendo il ricorso tempestivo poiché la notifica si era perfezionata il lunedì successivo alla domenica, giorno in cui scadevano i dieci giorni di giacenza.
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Indennità di occupazione: il calcolo degli interessi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18679/2024, si è pronunciata sul calcolo dell'indennità di espropriazione. Ha rigettato i motivi relativi alla stima del valore del bene, ritenendoli una valutazione di fatto non sindacabile in sede di legittimità. Ha però accolto il ricorso sul calcolo degli interessi relativi all'indennità di occupazione, stabilendo che questi decorrono dal decreto di occupazione fino al deposito effettivo della somma presso la Cassa Depositi e Prestiti.
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Notifica per compiuta giacenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un contribuente, stabilendo che se il termine di dieci giorni per il perfezionamento della notifica per compiuta giacenza scade di domenica, viene prorogato al giorno successivo non festivo. Di conseguenza, il termine di 60 giorni per impugnare l'avviso di accertamento decorre da tale data, rendendo tempestivo il ricorso inizialmente giudicato tardivo.
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Inefficacia confisca: i termini perentori del rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato una confisca di prevenzione per superamento dei termini. La sentenza chiarisce che il termine di un anno e sei mesi per la decisione in sede di rinvio decorre ex novo dal deposito della sentenza di annullamento, determinando l'inefficacia della confisca se non rispettato.
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Clausola penale: quando la consegna è davvero tale?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10014/2024, ha chiarito i limiti di applicazione di una clausola penale per ritardata consegna di un immobile. Il caso riguardava una coppia che aveva citato in giudizio una società costruttrice per il mancato completamento di lavori sulle parti comuni, chiedendo il pagamento di una penale giornaliera. La Corte ha stabilito che se la clausola penale è legata contrattualmente solo alla "consegna" dell'immobile, non può essere estesa al ritardo nell'esecuzione di altre opere. La sentenza è stata cassata con rinvio, sottolineando anche il dovere del giudice di valutare la riduzione di una penale manifestamente eccessiva.
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Sospensione termini processuali: Covid e feriale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7702/2024, ha stabilito che la sospensione dei termini processuali dovuta all'emergenza Covid-19 si cumula con la successiva sospensione feriale. Il caso riguardava una società che aveva impugnato avvisi di accertamento TARI. La Corte d'Appello aveva dichiarato l'appello inammissibile per tardività, non calcolando la sospensione feriale. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che le due sospensioni, avendo finalità diverse e non sovrapponendosi temporalmente nel caso di specie, devono essere sommate, garantendo così il pieno diritto di difesa.
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Riparazione ingiusta detenzione: vale la data di invio
Un cittadino, assolto dopo un periodo di arresti domiciliari, ha presentato domanda di riparazione per ingiusta detenzione. La richiesta, inviata tramite posta l'ultimo giorno utile (un lunedì, poiché il termine scadeva di domenica), era stata dichiarata inammissibile dalla Corte d'Appello. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che, per la tempestività della domanda, fa fede la data di spedizione e non quella di ricezione, tutelando il cittadino da eventuali ritardi del servizio postale.
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Ne bis in idem: la Cassazione sul reato continuato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario basato su un presunto errore di fatto, riguardante l'applicazione del principio del ne bis in idem. Il ricorrente sosteneva di essere stato giudicato due volte per lo stesso reato associativo, ma la Corte ha stabilito che la questione era già stata coperta da un precedente giudicato e che la difesa aveva confuso la posizione del suo assistito con quella di un omonimo, non commettendo quindi un errore percettivo.
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Termini a ritroso: scadenza e proroga al sabato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 6588/2024, chiarisce la gestione dei termini a ritroso nel processo civile. Se un termine calcolato a ritroso, come quello per la costituzione in giudizio, scade di sabato, non viene prorogato al lunedì successivo ma anticipato al venerdì precedente. Questa interpretazione mira a garantire l'integrità dell'intervallo temporale a disposizione delle parti, evitando un'abbreviazione pregiudizievole. La Corte ha quindi respinto il ricorso di un convenuto che, costituendosi di sabato, era stato dichiarato tardivo, rendendo inammissibile la sua domanda riconvenzionale.
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Prescrizione reati tributari: l’impatto della riforma
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di prescrizione reati tributari. Sebbene il ricorso del Procuratore Generale fosse fondato, poiché il giudice di primo grado aveva erroneamente calcolato i termini di prescrizione senza considerare una legge del 2011 che li allungava di un terzo, la Corte ha dovuto dichiarare il reato estinto. A causa dei ritardi procedurali, il termine di prescrizione è maturato durante il giudizio di cassazione, portando all'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.
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Inammissibilità ricorso: i motivi generici in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta. I motivi sono stati giudicati generici, in quanto mere ripetizioni delle difese già respinte in appello, e i nuovi motivi presentati tardivamente. La decisione sottolinea l'importanza di un'impugnazione specifica per evitare l'inammissibilità ricorso.
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