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Dichiarazione Di Ricusazione

21 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

L'atto formale con cui una delle parti di un processo chiede la sostituzione di un giudice, sostenendo che esistano gravi ragioni di convenienza che ne minano l'imparzialità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Dichiarazione di ricusazione via mail: errore formale e spese
L'Imputato ha inviato personalmente una mail per proporre una dichiarazione di ricusazione contro i magistrati della Corte di Cassazione designati per il suo processo. La Suprema Corte ha dichiarato l'istanza inammissibile perché non rispetta le forme procedurali stabilite dalla legge. L'invio a mezzo posta elettronica senza le dovute formalità impedisce infatti la valutazione del ricorso. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese del processo. Tuttavia, i giudici lo hanno esentato dalla sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende. Tale misura di favore è stata applicata in virtù del grave disagio socio-economico dell'uomo, residente in una comunità di recupero e privo di una sufficiente alfabetizzazione.
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Dichiarazione di ricusazione: la richiesta tardiva costa caro
Due imputati presentano una dichiarazione di ricusazione contro un Giudice di Pace, accusandolo di aver anticipato un giudizio di colpevolezza durante le udienze. La Corte d'appello dichiara l'istanza inammissibile per tardività e mancata allegazione dei documenti di prova. La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità. Gli Ermellini chiariscono che, sebbene la mancata attestazione del deposito presso la cancelleria del giudice ricusato non causi l'inammissibilità, restano insuperabili la tardività della richiesta (presentata quasi due anni dopo i fatti) e l'assenza dei documenti a supporto dei motivi addotti. Di conseguenza, i ricorsi sono dichiarati inammissibili e i ricorrenti condannati alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Dichiarazione di ricusazione: l’invio per posta costa caro
Il Ricorrente ha impugnato l'ordinanza che dichiarava inammissibile la sua dichiarazione di ricusazione contro un giudice del Tribunale. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità per gravi vizi formali: l'istanza era stata spedita per posta anziché presentata di persona, ed era stata depositata presso la cancelleria del Tribunale anziché presso quella della Corte d'Appello, organo competente a decidere. Inoltre, mancavano i documenti a supporto e non sussisteva alcuna incompatibilità reale del magistrato. La Suprema Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle Ammende.
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Dichiarazione di ricusazione: il ritardo costa caro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da La Persona Offesa contro la decisione che rigettava la sua dichiarazione di ricusazione nei confronti del Giudice per le indagini preliminari. La Persona Offesa contestava la parzialità del Giudice, che aveva già emesso un decreto di archiviazione poi revocato. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità per motivi formali e temporali: la richiesta non era stata depositata presso il giudice procedente ed era tardiva rispetto al termine di tre giorni. Inoltre, i giudici hanno ribadito che non sussiste alcuna incompatibilità per il magistrato chiamato a pronunciarsi nuovamente sulla richiesta di archiviazione dopo l'annullamento di un precedente provvedimento, escludendo ogni pregiudizio o condizionamento decisionale. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
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Dichiarazione di ricusazione: no al rigetto senza udienza
L'Imputata ha presentato una dichiarazione di ricusazione contro il giudice dell'udienza preliminare, temendo un pregiudizio sulla sua imparzialità. Il giudice aveva infatti rigettato il patteggiamento di alcuni coimputati, accennando implicitamente alla sussistenza di un'associazione a delinquere che coinvolgeva anche lei. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la richiesta senza fissare un'udienza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputata, stabilendo che, se i motivi non sono palesemente assurdi, la Corte d'Appello non può decidere a porte chiuse senza convocare le parti. L'ordinanza è stata quindi annullata, imponendo un nuovo giudizio che garantisca il diritto al confronto.
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Dichiarazione di ricusazione: quando il giudice non si può cambiare
L'Imputato ha presentato una dichiarazione di ricusazione contro il Presidente del Tribunale, sostenendo che fosse incompatibile per averlo già condannato in passato per un reato di estorsione. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la richiesta senza convocare le parti (procedura de plano). L'Imputato ha fatto ricorso in Cassazione lamentando la violazione del contraddittorio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, in caso di manifesta infondatezza, la dichiarazione di ricusazione va respinta immediatamente senza udienza. Inoltre, aver giudicato lo stesso soggetto per fatti diversi non compromette l'imparzialità del magistrato. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Dichiarazione di ricusazione: il mandato generico non basta
Nel corso di un'udienza preliminare, gli imputati hanno presentato una dichiarazione di ricusazione contro il giudice, sostenendo che avesse espresso un giudizio anticipato sulla loro colpevolezza rigettando una richiesta di incidente probatorio. La Corte di Appello ha dichiarato inammissibile l'istanza per tardività e mancanza di idonea procura speciale del difensore. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la dichiarazione di ricusazione è un atto personalissimo. Pertanto, il difensore non può presentarla basandosi solo su un mandato generico, ma necessita di una procura speciale o di un mandato specifico, anche se l'imputato ha scelto di non partecipare all'udienza. I ricorsi sono stati quindi dichiarati inammissibili.
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Dichiarazione di ricusazione: inammissibile senza prove allegate
Un Sindaco, accusato di falso ideologico, ha presentato una dichiarazione di ricusazione contro il Giudice dell'udienza preliminare, sostenendo che avesse già espresso un giudizio di responsabilità in un procedimento connesso. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la richiesta perché priva dei documenti di supporto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la dichiarazione di ricusazione ha carattere rigorosamente formale. L'imputato non può giustificare la mancata allegazione sostenendo di non avere accesso agli atti di un altro fascicolo, poiché avrebbe potuto richiederne copia dimostrando il proprio interesse. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Dichiarazione di ricusazione: quando l’errore formale costa caro
Il Tribunale applicava a un cittadino un sequestro e una misura di prevenzione personale senza previo contraddittorio. Successivamente, il cittadino presentava una dichiarazione di ricusazione contro l'intero collegio dei giudici, sostenendo che avessero già espresso un pregiudizio. La Corte d'Appello dichiarava inammissibile la richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso per due ragioni principali: in primo luogo, il ricorrente non ha dimostrato la tempestività della richiesta rispetto al momento in cui ha conosciuto la causa di incompatibilità; in secondo luogo, la dichiarazione di ricusazione è stata rivolta genericamente contro l'intero collegio giudicante anziché contro i singoli magistrati persone fisiche. Il ricorrente perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Dichiarazione di ricusazione generica: condanna da mille euro
Il Ricorrente ha presentato una dichiarazione di ricusazione contro il Giudice, sostenendo che la sua precedente partecipazione a un collegio giudicante in un altro processo a suo carico ne compromettesse l'imparzialità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per assoluta genericità. I giudici hanno chiarito che la semplice partecipazione a un precedente giudizio non costituisce di per sé una valutazione pregiudicante. Il richiedente avrebbe dovuto indicare elementi specifici di sovrapposizione tra i due procedimenti. Di conseguenza, il Ricorrente ha perso il ricorso ed è stato condannato a pagare mille euro alla Cassa delle ammende.
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Dichiarazione di ricusazione senza prove: scatta la multa
L'Imputato ha presentato una dichiarazione di ricusazione contro il presidente e il relatore del collegio della Corte di Cassazione. Egli sosteneva che la rapidità nella trattazione del suo ricorso per ricettazione dimostrasse un accordo segreto tra i giudici, causato dalle sue precedenti denunce contro altri magistrati. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta. I giudici hanno rilevato che le accuse erano del tutto generiche e prive di qualsiasi prova concreta, violando l'obbligo di dimostrare i fatti allegati. Di conseguenza, l'istante è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di 1.500 euro.
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Dichiarazione di ricusazione: rigetto se manca la procura
L'Imputato ha presentato una dichiarazione di ricusazione contro due giudici d'appello, sostenendo la loro incompatibilità poiché avevano già giudicato un coimputato per gli stessi omicidi. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile la richiesta per motivi formali e di merito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Imputato. La Suprema Corte ha chiarito che la dichiarazione di ricusazione richiede obbligatoriamente il deposito della procura speciale che legittima il difensore. Nel merito, l'incompatibilità non sussiste perché i giudici, nel precedente processo, si erano limitati a valutare la pena del coimputato senza compiere alcuna valutazione, nemmeno incidentale, sulla responsabilità penale dell'Imputato. Di conseguenza, l'Imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Dichiarazione di ricusazione: tempi rispettati ma prove assenti
L'Imputato ha presentato una dichiarazione di ricusazione contro il Giudice dell'Udienza Preliminare, sostenendo la sua parzialità per aver già giudicato dei coimputati. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibile l'istanza per tardività e mancanza di prove allegate. La Cassazione ha chiarito che, sebbene la richiesta fosse tempestiva e non richiedesse la prova del deposito presso il giudice ricusato, l'istanza resta inammissibile se priva dei documenti che dimostrano l'incompatibilità. I poteri istruttori del giudice d'appello non possono infatti colmare la totale inerzia probatoria della parte. Il ricorso è stato rigettato.
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Dichiarazione di ricusazione: il giudice esita ma il tempo corre
L'Imputato ha presentato una dichiarazione di ricusazione contro la Presidente del Collegio giudicante, ritenendola non imparziale per averlo già giudicato in un altro processo. In precedenza, la difesa aveva invitato il Giudice ad astenersi, ma quest'ultimo aveva riservato la decisione. La Corte d'appello ha dichiarato inammissibile la richiesta perché tardiva. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la dichiarazione di ricusazione deve essere presentata entro tre giorni da quando si conosce la causa di incompatibilità. Il semplice invito informale ad astenersi, sul quale il giudice si riservi di decidere, non sospende questo termine tassativo. Di conseguenza, il ricorso dell'Imputato è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese processuali.
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Dichiarazione di ricusazione tardiva: il giudice non si cambia
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una dichiarazione di ricusazione presentata da un imputato contro due giudici. La richiesta mirava a sostituirli perché avevano già giudicato un caso collegato. La Corte ha stabilito che la richiesta era tardiva. Il termine di tre giorni per presentare la dichiarazione di ricusazione, infatti, non decorre da quando un altro imputato ottiene la ricusazione, ma dal momento in cui la causa di incompatibilità diventa nota. In questo caso, la conoscenza si è avuta quando è stato comunicato il rigetto della richiesta di astensione dei giudici stessi. L'imputato ha quindi perso il diritto di ricusare i giudici perché ha agito troppo tardi.
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Dichiarazione di ricusazione tardiva: il diritto scade, il giudice resta
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una dichiarazione di ricusazione presentata da un imputato contro due giudici. L'imputato sosteneva che i giudici non fossero imparziali, avendo già giudicato un caso simile. Tuttavia, la sua richiesta è stata respinta perché tardiva. La Corte ha stabilito che il termine per presentare la richiesta decorre dal momento in cui la parte viene a conoscenza della causa di incompatibilità. In questo caso, la conoscenza era avvenuta quando era stata comunicata in udienza la decisione sul rigetto della richiesta di astensione dei giudici stessi. L'imputato ha quindi perso il diritto di chiedere la sostituzione dei giudici e il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Ricusazione del Giudice: se tardiva, l’imparzialità non conta
Alcuni imputati in un processo per associazione mafiosa hanno presentato una dichiarazione di ricusazione contro due giudici. Sostenevano che i magistrati non fossero imparziali, avendo già riconosciuto l'esistenza della stessa organizzazione criminale in un precedente processo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso per due motivi. Innanzitutto, la richiesta è stata presentata in ritardo, oltre il termine di tre giorni previsto dalla legge. In secondo luogo, il solo fatto che un giudice abbia già valutato l'esistenza di un'associazione criminale non significa che abbia un pregiudizio verso chiunque sia accusato di farne parte in un altro processo. L'istanza è stata quindi dichiarata inammissibile.
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Ricusazione giudice: oneri formali e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di una dichiarazione di ricusazione presentata senza i documenti necessari, inclusa la procura speciale. La sentenza ribadisce che l'onere di fornire tutta la documentazione a supporto dell'istanza spetta esclusivamente alla parte che la propone, senza che il giudice debba ricercare d'ufficio gli atti mancanti, anche se presenti nel fascicolo processuale. Questo principio sottolinea il rigoroso formalismo che caratterizza l'istituto della ricusazione.
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Dichiarazione di ricusazione: i termini da rispettare
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23902/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante una dichiarazione di ricusazione presentata tardivamente. La Corte ha ribadito che, se la causa di ricusazione sorge in udienza, la parte deve formulare una dichiarazione esplicita prima della chiusura dell'udienza stessa, non essendo sufficiente il mero ottenimento di una procura speciale dal cliente. La successiva presentazione dell'istanza in cancelleria, senza una previa dichiarazione verbale, è stata ritenuta fuori termine.
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Revoca indulto: quando il ricorso è inammissibile
La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la revoca indulto. Il ricorrente lamentava vizi procedurali, quali un'errata indicazione nell'avviso di udienza e l'incompatibilità del giudice. La Corte ha stabilito che tali vizi erano irrilevanti o avrebbero dovuto essere eccepiti con altri strumenti (ricusazione), confermando l'inammissibilità del ricorso poiché manifestamente infondato.
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