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Dichiarazione Di Conformità

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Documento redatto dal fabbricante con cui si attesta, sotto la propria responsabilità, che un prodotto è conforme ai requisiti essenziali delle direttive UE applicabili.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Frode in commercio: l’errore formale non rende il bene diverso
Il legale rappresentante di un'azienda di apparecchiature mediche era stato condannato per il reato di frode in commercio. L'accusa sosteneva che un dispositivo elettrico consegnato fosse privo della documentazione tecnica completa a supporto della dichiarazione di conformità, rendendolo non commercializzabile e quindi diverso da quello pattuito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imputato, chiarendo che le semplici irregolarità formali o documentali non incidono sulla reale qualità del bene e non integrano il reato di frode in commercio. Tali carenze costituiscono unicamente violazioni di natura amministrativa. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna perché il fatto non sussiste, revocando anche i risarcimenti civili.
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Falsità ideologica: l’impianto è finto ma la condanna è reale
Un installatore ha rilasciato una dichiarazione di conformità per un impianto solare termico, attestando falsamente che fosse a regola d'arte. In realtà, l'impianto era privo di centralina e aveva collettori scollegati, risultando inutilizzabile. L'installatore è stato condannato per il reato di falsità ideologica. La difesa ha sostenuto che dovesse applicarsi solo la sanzione amministrativa prevista dal D.M. 37/2008, invocando il principio di specialità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la disciplina amministrativa regola solo l'obbligo e il contenuto del rilascio, ma non punisce la falsità ideologica del certificato. Di conseguenza, l'installatore perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali.
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Sicurezza alimentare HACCP: validità sanzioni
Il Tribunale ha confermato una sanzione amministrativa a carico di una società alimentare per la mancata esibizione delle dichiarazioni di conformità delle attrezzature. La decisione chiarisce che la sicurezza alimentare HACCP richiede la disponibilità immediata della documentazione durante le ispezioni per garantire la tracciabilità e prevenire rischi di contaminazione.
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Conformità impianti elettrici: venditore paga l’adeguamento
Due acquirenti hanno citato in giudizio i venditori di un immobile a causa della mancata conformità impianti elettrici rispetto alle normative di sicurezza. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno condannato i venditori al pagamento delle spese necessarie per la regolarizzazione dell'impianto. La Corte di Cassazione ha confermato tali decisioni, rigettando il ricorso dei venditori. La Corte ha chiarito che, al momento della vendita nel 2008, era già in vigore il D.M. 37/2008, il quale impone al venditore l'obbligo di garantire la sicurezza degli impianti e consegnare la relativa documentazione tecnica, superando le disposizioni meno restrittive della normativa precedente del 1991.
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Marcatura CE: senza conformità è frode in commercio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro la confisca di lampade con una Marcatura CE apposta in modo irregolare. La sentenza stabilisce che la mancata esibizione della "Dichiarazione di conformità" al momento dei controlli costituisce un elemento decisivo per configurare il reato di frode in commercio, anche se il documento viene prodotto in un secondo momento. La preesistenza e la disponibilità della documentazione sono requisiti essenziali per la legittima commercializzazione dei prodotti.
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Dichiarazione di conformità: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un commerciante, condannandolo a pagare spese e una sanzione di 3.000 euro. La Corte ha stabilito che la vendita di prodotti senza la necessaria dichiarazione di conformità, requisito essenziale secondo la normativa UE, equivale a vendere un bene di qualità diversa da quella dichiarata, rendendo il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza.
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