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Detenzione Domiciliare Ultrasettantenni

6 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Detenzione domiciliare ultrasettantenni: no per reati ostativi
Il Condannato Ultrasettantenne ha richiesto la detenzione domiciliare ultrasettantenni a causa dell'età avanzata. Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la richiesta poiché l'uomo era stato condannato per un reato ostativo. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che chi ha commesso reati di particolare gravità non può accedere alla detenzione domiciliare facilitata per l'età, poiché il divieto di legge è assoluto e non ammette deroghe, tranne per la recidiva reiterata già dichiarata incostituzionale. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Detenzione domiciliare ultrasettantenni: l’età non evita il carcere
Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la richiesta di un detenuto anziano volta a ottenere il differimento della pena o la detenzione domiciliare. Il detenuto ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che l'età avanzata garantisse un diritto automatico alla misura alternativa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la detenzione domiciliare ultrasettantenni non costituisce un automatismo di legge. Il magistrato deve sempre valutare in concreto l'idoneità della misura alla rieducazione e la pericolosità sociale del soggetto. Il ricorrente perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Detenzione domiciliare ultrasettantenni: Pene accessorie vs recidiva
Una ex magistrato condannata chiede la detenzione domiciliare ultrasettantenni. Il Tribunale di Sorveglianza la nega, ritenendo alto il pericolo di recidiva. La Cassazione, però, annulla la decisione. I giudici non avevano considerato le pene accessorie definitive, come l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, che di fatto azzerano la possibilità per la donna di commettere reati legati alla sua precedente funzione. La Corte ha stabilito che queste pene sono elementi positivi da valutare nel giudizio sulla pericolosità sociale, rinviando il caso per una nuova decisione.
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Detenzione domiciliare ultrasettantenni: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità emessa dal Tribunale di Sorveglianza. Quest'ultimo aveva respinto la richiesta di detenzione domiciliare di un condannato ultrasettantenne, ritenendo la pena troppo lunga. La Suprema Corte ha chiarito che la specifica forma di detenzione domiciliare ultrasettantenni non è soggetta a limiti di pena e che il giudice di prime cure ha erroneamente omesso di valutare l'istanza sotto questo profilo. Il caso è stato rinviato al Tribunale di Sorveglianza per una nuova valutazione nel merito.
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Detenzione domiciliare ultrasettantenni: la Cassazione
La Cassazione, con Sentenza n. 34479/2025, rigetta il ricorso del PM. Chiarisce che la nuova procedura di detenzione domiciliare ultrasettantenni (art. 656 co. 9-bis c.p.p.) si applica solo a chi è già in custodia cautelare, non a tutti i condannati liberi sopra i 70 anni, per evitare disparità di trattamento.
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Detenzione domiciliare ultrasettantenni: quando è negata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto ultrasettantenne contro il diniego della detenzione domiciliare. La decisione si fonda sulla valutazione della sua spiccata e persistente pericolosità criminale, ritenuta prevalente rispetto al mero dato anagrafico. La Corte ha stabilito che l'età avanzata non costituisce un diritto automatico al beneficio se la misura non è idonea a perseguire le finalità di prevenzione speciale, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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