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Detenzione Di Stupefacenti

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161 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Detenzione di stupefacenti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha ritenuto che il ricorso fosse una mera riproposizione di argomenti di merito già correttamente valutati in appello, senza individuare specifici vizi di legittimità. La condanna si basava sul notevole quantitativo di hashish e cocaina, sulla presenza di strumenti per il confezionamento delle dosi e su altre circostanze aggravanti, come l'uso di un veicolo rubato.
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Detenzione di stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato che la notevole quantità (93 grammi tra hashish e marijuana, per 391 dosi), la varietà delle sostanze e le modalità di occultamento sono indici sufficienti a provare la finalità di spaccio, escludendo così l'ipotesi di uso personale e la fattispecie di lieve entità.
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Detenzione di stupefacenti: Cassazione e spaccio
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di un'imputata trovata in possesso di marijuana. La detenzione di stupefacenti, se accompagnata da bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e modalità di occultamento sospette, integra il reato di spaccio anche in assenza di prove dirette di vendita. La Corte ha ritenuto che la pluralità di indizi fosse sufficiente a dimostrare la destinazione della droga a terzi, respingendo la tesi del consumo personale. Sono stati rigettati anche i motivi relativi alla particolare tenuità del fatto e alla concessione della sospensione condizionale della pena.
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Detenzione di stupefacenti: la Cassazione decide
Un giovane è stato condannato per il possesso di 30 kg di droga trovati in un'auto che doveva recuperare. In appello, ha sostenuto di non essere a conoscenza della droga e di aver desistito una volta scopertala. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la detenzione di stupefacenti si configura con la semplice disponibilità fattuale della sostanza, non essendo necessario il contatto fisico. L'atto di aprire immediatamente il bagagliaio è stato considerato un indizio della sua consapevolezza. La Corte ha escluso la desistenza volontaria, poiché l'azione è stata interrotta dall'intervento della polizia.
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Detenzione di stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti, armi e ricettazione a carico di un individuo che aveva l'esclusiva disponibilità delle chiavi di un garage contenente la merce illecita. La Corte ha stabilito che la detenzione delle chiavi costituisce prova sufficiente della responsabilità, rigettando la tesi della difesa che puntava sull'inutilizzabilità di alcune testimonianze e sulla destinazione della droga all'uso personale.
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Detenzione di stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la detenzione congiunta di una piccola quantità di droga 'pesante' e una grande quantità di droga 'leggera' non rientra nell'ipotesi di lieve entità, in quanto indica una professionalità nell'attività illecita. La detenzione di stupefacenti deve essere valutata nel contesto complessivo dell'azione.
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Detenzione di stupefacenti: la difesa non convince
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti. La sua difesa, basata sull'attribuzione della droga alla compagna convivente, è stata rigettata. Secondo la Corte, la quantità della sostanza, il rinvenimento di materiale per il confezionamento e il comportamento fuorviante dell'imputato dimostravano la sua piena consapevolezza e coinvolgimento, rendendo irrilevante la confessione della partner.
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Detenzione di stupefacenti: Cassazione e uso personale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha confermato che il notevole quantitativo di droga (hashish per 443 dosi, 22 volte oltre il limite) e il possesso di un bilancino di precisione sono elementi sufficienti a escludere sia la destinazione a uso personale sia l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.).
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Detenzione di stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La decisione si basa su elementi oggettivi come la quantità della sostanza (46,5 grammi di hashish), il suo frazionamento in dosi e il possesso di 500 euro in contanti. La Corte ribadisce che tali indizi sono sufficienti a configurare il reato di spaccio, escludendo l'ipotesi dell'uso personale. Viene inoltre confermata la recidiva, data la pregressa condanna per fatti analoghi.
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Detenzione di stupefacenti: quando non è lieve entità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La Corte ha confermato la decisione di merito, escludendo sia l'uso personale della marijuana, data l'ingente quantità e la presenza di un bilancino, sia la qualificazione del fatto come di lieve entità, considerando la condotta inserita in un circuito criminale stabile.
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Detenzione di stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio nei confronti di una commerciante che custodiva eroina nel proprio negozio. La sentenza chiarisce la distinzione tra la mera connivenza non punibile e il concorso attivo nel reato, stabilendo che mettere a disposizione un locale commerciale per la custodia della droga costituisce un contributo agevolatore penalmente rilevante. Viene inoltre ribadito che per la configurabilità del 'fatto di lieve entità' non basta il solo dato quantitativo, ma occorre una valutazione complessiva del contesto.
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Detenzione di stupefacenti: il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la detenzione di stupefacenti (oltre 14 kg di marijuana) e armi. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di giudicare la corretta applicazione della legge. Ha inoltre confermato che l'ingente quantitativo di droga è un elemento decisivo che impedisce di qualificare il reato come di 'lieve entità', consolidando un importante principio di diritto.
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Detenzione di stupefacenti: i criteri per escluderla
Un individuo condannato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la droga fosse per uso personale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La sentenza sottolinea come l'elevata purezza della sostanza, la suddivisione in dosi e il possesso di bilancini di precisione siano elementi decisivi per provare l'intento di spaccio, superando la semplice affermazione di essere un consumatore. Sono state confermate anche l'aggravante dell'ingente quantità e la pena accessoria del ritiro della patente.
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Detenzione di stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La sentenza chiarisce che la grande quantità di droga, la suddivisione in dosi, il possesso di un bilancino di precisione e il ritrovamento di altra sostanza nell'abitazione sono elementi sufficienti a provare l'intento di cessione a terzi, superando la tesi difensiva del consumo di gruppo. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile.
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Detenzione di stupefacenti: la prova scientifica in giudizio
La Corte di Cassazione conferma una condanna per detenzione di stupefacenti, respingendo il ricorso basato su presunte incongruenze nelle analisi scientifiche. La sentenza ribadisce che, in presenza di due decisioni conformi di primo e secondo grado, le discrasie tra perizie non sono decisive se la presenza della sostanza è costantemente accertata e la motivazione dei giudici di merito è logica e coerente.
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Detenzione di stupefacenti: quando è spaccio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha ritenuto che la motivazione della Corte d'Appello fosse adeguata, basandosi su elementi come la quantità della sostanza, l'occultamento in un parco pubblico e la presenza di un complice con una confezione identica, tutti indizi chiari della finalità di spaccio.
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Detenzione di stupefacenti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una condanna per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La Corte ha ritenuto i motivi del ricorso aspecifici e ripetitivi, confermando la validità della motivazione della Corte d'Appello, che si basava su prove quali il quantitativo della sostanza, le modalità di confezionamento, il ritrovamento di un'agenda con nomi e cifre, l'uso di un'auto a noleggio per nascondere le dosi e un cellulare che riceveva continue chiamate e che l'imputato si rifiutava di sbloccare. Anche la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta.
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Detenzione di stupefacenti: quando è reato in casa?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti. La sostanza era in un'area comune di una casa condivisa, ma altre prove (bilancini, contanti, ammissioni) la collegavano all'imputato. La Corte ha confermato la condanna, respingendo la tesi del fatto di lieve entità a causa dell'ingente quantitativo, dell'elevata purezza e della natura strutturata dell'attività criminale.
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Detenzione di stupefacenti: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. La decisione si basa sul principio che la Cassazione non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. Gli elementi come il possesso di due tipi di droga in dosi, denaro in piccoli tagli e il comportamento sospetto sono stati ritenuti sufficienti a provare l'intento di spaccio, escludendo l'uso personale.
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Detenzione di stupefacenti: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La Corte ha stabilito che la richiesta di una nuova valutazione delle prove, come la quantità di droga, il confezionamento in dosi e la somma di denaro rinvenuta, non rientra nelle sue competenze. Il ricorso è stato respinto in quanto mirava a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
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