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Detenzione Di Droga

19 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Detenzione di Droga: Ricorso Inammissibile, Condanna Confermata
Un individuo è stato condannato per detenzione di droga (cocaina) finalizzata allo spaccio, con sentenza confermata in appello. Ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata valutazione della sua consapevolezza sulla presenza della droga e il mancato riconoscimento di sconti di pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto le argomentazioni generiche e già risolte dai giudici precedenti con motivazioni logiche. L'individuo dovrà pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Detenzione di droga: quando è spaccio? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La decisione conferma che la detenzione di droga si qualifica come spaccio sulla base di indizi quali la rilevante quantità, le modalità di conservazione, le condizioni economiche dell'imputato e il suo status di non consumatore, anche senza una prova diretta della cessione a terzi.
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Detenzione di droga: quando è spaccio e non uso personale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la detenzione di droga ai fini di spaccio. La decisione si basa su chiari indicatori, quali il possesso di 69 dosi di marijuana già confezionate e un recente precedente specifico. Secondo la Corte, questi elementi sono sufficienti a escludere l'uso personale e a giustificare sia la condanna sia il diniego della sospensione condizionale della pena, rendendo l'appello una mera riproposizione di argomenti di fatto non ammissibili in sede di legittimità.
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Detenzione di droga: i criteri per distinguere lo spaccio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39673/2024, ha confermato la condanna per spaccio di una giovane trovata in possesso di 18,5 grammi di hashish. La Corte ha stabilito che, per qualificare la detenzione di droga come spaccio, non rileva solo la quantità, ma un insieme di indizi, tra cui la suddivisione in dosi, la situazione economica dell'imputato e il rinvenimento di denaro contante nascosto. La sentenza chiarisce anche i limiti per far valere la nullità di un'udienza per assenza del difensore.
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Detenzione di droga: quando è spaccio e non uso personale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di droga ai fini di spaccio, ritenendo inammissibile il ricorso di un imputato. La sentenza ribadisce che per distinguere tra uso personale e spaccio non conta solo la quantità, ma anche una serie di indizi oggettivi come la diversa tipologia delle sostanze, il rinvenimento di denaro contante non giustificato dalla situazione economica, e la presenza di sostanze da taglio. La Corte ha inoltre sottolineato come i precedenti penali specifici dell'imputato ostacolino il riconoscimento di attenuanti generiche e l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Detenzione di droga: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per detenzione di droga (marijuana). Il motivo principale del rigetto riguarda l'errato calcolo della prescrizione, che non teneva conto dei periodi di sospensione. Inoltre, la Corte ha confermato che la detenzione non era per uso personale, basandosi sulla quantità (circa 83 dosi), la suddivisione della sostanza e il possesso di un bilancino di precisione.
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Detenzione di droga: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per la detenzione di droga di un ingente quantitativo di marijuana. Il ricorso è stato respinto perché le critiche sollevate non riguardavano vizi di legge, ma tentavano di ottenere una nuova valutazione dei fatti, attività non consentita in sede di legittimità. La Corte ha confermato la correttezza della decisione precedente, che aveva escluso l'uso personale basandosi sull'enorme numero di dosi ricavabili (1.481) e negato le attenuanti generiche per la gravità del fatto.
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Detenzione di droga: Cassazione su uso di gruppo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di droga ai fini di spaccio. La difesa sosteneva si trattasse di acquisto per uso di gruppo, ma i giudici hanno confermato che l'acquisto su commissione per un altro consumatore configura il reato di spaccio, respingendo l'appello in quanto mera riproposizione di censure già esaminate.
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Detenzione di droga: quali indizi provano lo spaccio?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di droga ai fini di spaccio. La sentenza chiarisce che, per distinguere l'uso personale dallo spaccio, non basta considerare la quantità, ma è necessaria una valutazione complessiva di tutti gli indizi, come la presenza di un bilancino, la suddivisione in dosi e le modalità di conservazione della sostanza stupefacente.
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Detenzione di droga: quando la quantità è spaccio?
Una recente sentenza della Corte di Cassazione affronta il tema della detenzione di droga, confermando che per stabilire la finalità di spaccio non basta il solo dato quantitativo. È necessaria una valutazione complessiva che include la situazione economica dell'indagato, i suoi precedenti e la logicità delle sue dichiarazioni. Nel caso di specie, il possesso di oltre 225 grammi di stupefacente, unito allo stato di disoccupazione e a una versione dei fatti ritenuta implausibile, ha portato alla conferma della misura cautelare per spaccio, nonostante l'assenza di bilancino e denaro.
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Detenzione di droga: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 44927/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di droga ai fini di spaccio. La decisione si basa sulla manifesta infondatezza e genericità dei motivi di appello, a fronte di prove schiaccianti come l'ingente quantitativo di stupefacente (oltre 15.000 dosi di cocaina), il suo confezionamento e la detenzione di denaro non giustificata. L'ordinanza conferma che la valutazione della finalità di cessione si fonda su elementi oggettivi e che un ricorso privo di argomentazioni specifiche è destinato al rigetto, con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Detenzione di droga: prova e rito abbreviato
Un individuo viene condannato per detenzione di droga trovata in parte in un armadio condiviso e in parte nel suo comodino esclusivo all'interno di un centro di accoglienza. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, sottolineando come un indizio (un cutter) trovato nello spazio privato dell'imputato possa collegarlo logicamente alla sostanza rinvenuta nello spazio comune. La sentenza evidenzia anche che la scelta del rito abbreviato preclude la possibilità di lamentarsi successivamente della mancanza di ulteriori accertamenti probatori.
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Detenzione di droga: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per la detenzione di droga (oltre 600 grammi di cocaina e crack). La richiesta di riqualificare il reato come di lieve entità è stata respinta a causa dell'ingente quantitativo, confermando la decisione dei giudici di merito come adeguatamente motivata.
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Detenzione di droga e prove: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per spaccio di stupefacenti a carico di un individuo trovato in possesso di marijuana. La decisione si fonda sul vizio di motivazione della sentenza di appello, che aveva basato la condanna sulla presunta presenza di denaro e materiale per il confezionamento, elementi in realtà mai riscontrati nei verbali di perquisizione e sequestro. In assenza di prove concrete sulla destinazione allo spaccio, la detenzione di droga è stata ritenuta non penalmente rilevante, portando all'assoluzione con formula 'perché il fatto non sussiste'.
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Detenzione di droga: quando è spaccio? La Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di droga ai fini di spaccio. La Corte ribadisce che per configurare il reato non è sufficiente il solo dato quantitativo, ma è necessaria una valutazione complessiva degli indizi. In questo caso, la suddivisione della sostanza in 31 dosi, il possesso di un bilancino di precisione e di una cospicua somma di denaro sono stati ritenuti elementi decisivi per escludere l'uso personale e confermare la finalità di spaccio.
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Detenzione di droga: quando è spaccio per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di droga ai fini di spaccio. La condanna, basata su oltre 50 grammi di cocaina occultati in un'auto, è stata confermata perché una serie di indizi (quantità, modalità di confezionamento, occultamento) dimostravano in modo univoco la destinazione allo spaccio, escludendo l'uso personale. La Corte ha ribadito che il giudice può fondare il proprio convincimento su molteplici elementi di prova, senza necessità di una perizia tossicologica.
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Detenzione di droga: quando la quantità esclude l’uso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per detenzione di droga. La decisione si fonda sul quantitativo di sostanza stupefacente (equivalente a 331 dosi), ritenuto dalla Corte un elemento oggettivo e sufficiente per escludere la destinazione all'uso personale e configurare l'ipotesi di spaccio. Il ricorso è stato respinto in quanto la motivazione della corte d'appello è stata giudicata logica e adeguata.
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Detenzione di droga: appello inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di droga. L'imputato sosteneva che la sostanza fosse per uso personale, ma la Corte ha stabilito che il ricorso non evidenziava manifeste illogicità nella sentenza precedente, che aveva già valutato la quantità e le modalità di detenzione. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Detenzione di droga: appello inammissibile se generico
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un imputato per detenzione di droga ai fini di spaccio, ritenendo l'atto una mera riproposizione dei motivi già respinti in appello. La Corte valorizza la condotta dell'imputato (fuga e occultamento), la quantità e la qualità della sostanza per escludere l'uso personale, confermando così la condanna e l'inammissibilità del ricorso.
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