L'Imputato era stato condannato per il reato di detenzione di banconote false in base all'articolo 453 del codice penale, per aver posseduto undici banconote contraffatte da 50 euro e una da 100 euro. La difesa ha contestato la condanna, evidenziando la mancanza di prove circa il previo concerto, cioè l'accordo preventivo con i falsificatori, e sostenendo che le banconote false erano mescolate a oltre duecento banconote vere. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, rilevando un grave vizio logico nella motivazione della sentenza d'appello. I giudici di secondo grado avevano infatti dedotto l'esistenza dell'accordo solo dal fatto che l'uomo non fosse l'autore materiale della falsificazione. La Cassazione ha quindi annullato la condanna, disponendo un nuovo processo.
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