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Detenuto 41-Bis

11 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Detenuto 41-bis: no al lettore CD senza controlli
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che autorizzava un detenuto 41-bis all'uso di un lettore CD durante le ore notturne. La Suprema Corte ha stabilito che, prima di concedere tale autorizzazione, il giudice deve verificare concretamente se l'amministrazione penitenziaria possa garantire la sicurezza del dispositivo senza un onere sproporzionato, per evitare rischi di comunicazioni illecite. Tale valutazione era mancata nel caso di specie.
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Detenuto 41-bis: No a lettori CD per sicurezza
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione che consentiva a un detenuto in regime 41-bis di acquistare un lettore CD. La sentenza stabilisce che le esigenze di sicurezza e l'onere eccessivo dei controlli per l'amministrazione penitenziaria giustificano il divieto. Non viene negato il diritto ad ascoltare musica, ma le modalità di esercizio di tale diritto possono essere limitate per prevenire comunicazioni illecite, in linea con gli obiettivi del regime di 'carcere duro'.
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Detenuto 41-bis: no a pinzette in metallo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis non può vantare un diritto soggettivo all'utilizzo di pinzette in metallo. Anche a fronte di una precedente decisione favorevole, l'amministrazione penitenziaria può legittimamente disporre il ritiro generalizzato di tali oggetti per ragioni di sicurezza. Un nuovo provvedimento amministrativo di carattere generale prevale sulla singola decisione precedente, rendendo inefficace la richiesta di ottemperanza da parte del detenuto.
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Detenuto 41-bis: no a lettori CD per motivi di sicurezza
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione che autorizzava un detenuto in regime di 41-bis all'acquisto di un lettore CD e di compact disk musicali. La Suprema Corte ha stabilito che le esigenze di sicurezza, connesse al regime carcerario speciale, prevalgono sul diritto del detenuto. È stato ritenuto che i controlli necessari per prevenire comunicazioni illecite attraverso tali dispositivi rappresenterebbero un onere eccessivo e sproporzionato (c.d. "inesigibili adempimenti") per l'amministrazione penitenziaria, la quale ha il potere discrezionale di negare l'autorizzazione per tutelare l'ordine e la sicurezza.
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Detenuto 41-bis: no al lettore CD di notte in cella
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che consentiva a un detenuto 41-bis di tenere un lettore CD in cella anche di notte. La Corte ha stabilito che la limitazione oraria non nega il diritto all'ascolto della musica, ma ne regola le modalità di esercizio per ragioni di sicurezza, una scelta che rientra nel potere discrezionale dell'Amministrazione Penitenziaria e non è sindacabile dal giudice se non manifestamente irragionevole.
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Detenuto 41-bis: CD player in cella, la Cassazione
Un detenuto sottoposto al regime speciale del 41-bis si è visto negare l'autorizzazione all'acquisto di un lettore CD e di supporti musicali per ragioni di sicurezza. La Corte di Cassazione ha annullato tale diniego, stabilendo che non può essere assoluto e basato su astratte esigenze di sicurezza. I giudici devono invece effettuare un concreto bilanciamento tra l'interesse del detenuto e l'onere che i necessari controlli di sicurezza imporrebbero all'amministrazione penitenziaria, giustificando il diniego solo qualora tali oneri risultino sproporzionati.
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Detenuto 41-bis: no alla borsa frigo rigida in cella
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza che consentiva a un detenuto in regime 41-bis di utilizzare una borsa frigo rigida per conservare i cibi. La Corte ha stabilito che la scelta dell'amministrazione penitenziaria di fornire borse termiche morbide con tavolette refrigeranti è una decisione organizzativa legittima. Tale modalità non viola il diritto alla salute del detenuto, pertanto l'intervento del giudice di sorveglianza, che imponeva una soluzione diversa, non è giustificato, in quanto eccede le sue competenze e invade la discrezionalità amministrativa.
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Detenuto 41-bis: Diritto all’acquisto di CD musicali
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso del Ministero della Giustizia contro la decisione di un Tribunale di Sorveglianza che autorizzava un detenuto 41-bis all'acquisto di CD musicali e di un lettore. La Suprema Corte ha annullato l'ordinanza, stabilendo che il tribunale non aveva adeguatamente considerato l'impatto delle necessarie verifiche di sicurezza sulle risorse umane e materiali dell'istituto penitenziario. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio che dovrà bilanciare più attentamente il diritto del detenuto con le inderogabili esigenze di sicurezza del regime carcerario speciale.
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Detenuto 41-bis: Diritto all’ascolto di musica
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un detenuto 41-bis ad acquistare a proprie spese un lettore CD e supporti musicali. La sentenza rigetta il ricorso del Ministero della Giustizia, stabilendo che l'ascolto di musica rientra nei "piccoli gesti di normalità quotidiana" che costituiscono ambiti di libertà residua della persona. La Corte ha precisato che la Magistratura di sorveglianza può sindacare le decisioni dell'Amministrazione penitenziaria per verificare che il diniego non sia irragionevole e che le misure di sicurezza non comportino un onere sproporzionato per l'istituto. In questo caso, non essendo stata dimostrata l'eccessiva gravosità dei controlli, il diritto del detenuto prevale.
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Detenuto 41-bis: no CD player senza controlli
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto 41-bis che chiedeva di utilizzare un lettore CD e supporti musicali senza i controlli di sicurezza. La decisione si basa sul fatto che una precedente autorizzazione era già stata annullata con effetto retroattivo, riaffermando la supremazia delle esigenze di sicurezza nel regime di carcere duro.
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Detenuto 41-bis: no al tirocinio esterno
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego a un detenuto sottoposto al regime speciale 41-bis di svolgere un tirocinio in una farmacia esterna per completare il suo percorso di laurea. La sentenza sottolinea che le esigenze di sicurezza pubblica e la necessità di impedire contatti con l'esterno, tipiche del regime del carcere duro, prevalgono sul diritto allo studio, quando questo richieda attività incompatibili con tali restrizioni. La decisione è stata ritenuta corretta e adeguatamente motivata, nonostante la somiglianza con il provvedimento di primo grado.
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