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Destrezza

199 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Nel diritto penale, indica la particolare abilità, astuzia o sveltezza usata dall'autore di un furto per eludere la sorveglianza della vittima sul bene. Non è un semplice approfittare della distrazione, ma un comportamento attivo che sorprende il detentore.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Furto aggravato dalla destrezza: il finto diversivo costa caro
Due clienti di un supermercato hanno distratto la cassiera con una falsa richiesta di informazioni su una ricarica telefonica, costringendola ad alzarsi dalla cassa. In quel frangente, una delle due donne ha sottratto un sacchetto contenente cento euro dall'area riservata ai dipendenti. I giudici di merito hanno condannato entrambe per furto aggravato dalla destrezza. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna e ha dichiarato inammissibile il ricorso difensivo. I giudici hanno chiarito che creare intenzionalmente un diversivo per allontanare la vittima e rubare costituisce piena destrezza, non un semplice approfittamento di una disattenzione casuale. Inoltre, il risarcimento parziale di trecento euro non ha garantito l'attenuante economica, poiché non ha coperto l'intero danno subito dall'attività commerciale.
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Furto con destrezza: 90 euro rubati ma il ricorso è respinto
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la condanna per furto di un portafogli. La difesa contestava la sussistenza dell'aggravante del furto con destrezza, sostenendo che l'accusa si basasse su mere congetture. La difesa richiedeva inoltre il riconoscimento dell'attenuante per la speciale tenuità del danno, dato il ridotto valore del contante sottratto pari a novanta euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'aggravante risulta provata dalla testimonianza attendibile della persona offesa. Inoltre, l'attenuante economica non si applica, poiché oltre alle banconote il portafogli conteneva due carte bancomat e due libretti di assegni. L'Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso inammissibile: ladri condannati, spese a carico
Due individui, condannati per furto aggravato e tentato furto aggravato, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Essi contestavano la valutazione delle prove e la sussistenza della circostanza aggravante della destrezza. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, ritenendo le argomentazioni generiche e non specifiche. Questo ha comportato la conferma della condanna e l'obbligo per i ricorrenti di pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.
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Furto aggravato con destrezza: dalla mancia alla condanna
Un figurante in abiti storici ha chiesto una donazione a un turista dopo uno scatto fotografico. Mentre la vittima estraeva cinque euro dal portafoglio, l'uomo ha sfilato repentinamente ottanta euro con una mossa fulminea, nascondendoli sotto il proprio mantello. All'arrivo della polizia, il soggetto ha opposto resistenza colpendo un agente con una spallata durante l'identificazione. I giudici hanno qualificato il fatto come furto aggravato con destrezza e non come controversia contrattuale, poiché il denaro era già uscito dalla sfera di custodia della vittima grazie a un'azione rapida e ingannevole. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando in via definitiva la condanna penale e disponendo il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Furto con Destrezza: Cassazione Annulla Condanna per Mancanza di Prove
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna di un imputato per furto con destrezza e resistenza a pubblico ufficiale, precedentemente stabilita tramite patteggiamento. L'annullamento è avvenuto perché la circostanza aggravante del furto con destrezza non risultava adeguatamente descritta o provata negli atti processuali. La Suprema Corte ha chiarito che la destrezza implica un'abilità specifica per eludere la sorveglianza, non un semplice approfittare di distrazione. Il caso tornerà al Tribunale di Brindisi per una nuova valutazione, escludendo l'aggravante se non correttamente giustificata.
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Furto aggravato dalla destrezza: la pizza sul parabrezza non è frode
Un Lavoratore ha distratto la Proprietaria di un'auto posizionando della pizza sul parabrezza, inducendola a scendere e lasciando la portiera aperta, per poi sottrarle la borsa. In primo grado, è stato condannato per furto aggravato dal mezzo fraudolento. La Corte di Cassazione ha riqualificato il fatto come furto aggravato dalla destrezza, ritenendo che l'azione di distrazione non costituisse un vero e proprio inganno per la consegna del bene. Il ricorso del Lavoratore è stato rigettato, confermando la condanna e l'aggravante, ma con una diversa qualificazione giuridica.
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Furto con destrezza e cellulare: la Cassazione cancella la condanna
I giudici di merito hanno condannato un uomo per il reato di furto con destrezza di uno smartphone dimenticato su una panchina. L'accusa si basava unicamente sull'inserimento nel telefono di una scheda telefonica intestata all'imputato. La difesa ha contestato l'assenza del contratto di attivazione, l'esito negativo delle perquisizioni e l'assenza di vera destrezza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato la condanna con rinvio. La Suprema Corte ha ribadito che raccogliere un bene incustodito non costituisce destrezza. Inoltre, la semplice intestazione anagrafica di una scheda telefonica non supera la soglia del ragionevole dubbio senza riscontri investigativi puntuali.
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Finto acquisto e furto: c’è l’aggravante della destrezza
Una cliente è entrata in un negozio e ha chiesto al titolare un pezzo di ricambio per una macchina da caffè. Il negoziante si è allontanato dal bancone per cercare il prodotto richiesto. La cliente ha approfittato del momento per sottrarre il telefono cellulare posato sul banco ed è fuggita senza comprare nulla. La Corte d'Appello ha condannato l'imputata per furto, riconoscendo l'aggravante della destrezza e negando la sospensione condizionale della pena a causa dei precedenti e della pericolosità sociale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputata. I giudici hanno confermato che creare un falso pretesto per allontanare la vittima configura pienamente l'aggravante della destrezza e giustifica il rigetto dei benefici di legge.
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Furto in abitazione: finta impiegata postale condannata
Una donna si è presentata a casa di due coniugi spacciandosi per una dipendente postale. Con il pretesto di verificare i numeri di serie delle banconote appena prelevate, la donna ha sottratto con destrezza 2.400 euro ed è fuggita. I giudici di merito l'hanno condannata per furto in abitazione e sostituzione di persona, applicando l'aggravante del danno patrimoniale di rilevante gravità in proporzione alla pensione percepita dalle vittime. L'imputata ha proposto ricorso per Cassazione contestando la validità del riconoscimento fotografico e la gravità economica del danno. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato la piena affidabilità dell'individuazione visiva prolungata e hanno ribadito che il danno economico si misura anche sul reddito mensile effettivo della persona offesa.
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Danno di speciale tenuità: perché 50 euro rubati non bastano
L'Imputata è stata condannata per il reato di furto di una banconota da 50 euro, aggravato dalla destrezza. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, sostenendo l'esiguità dell'importo sottratto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, evidenziando che l'attenuante del danno di speciale tenuità richiede un pregiudizio economico di valore pressoché irrisorio. I giudici hanno chiarito che la somma di 50 euro non può considerarsi un danno irrilevante. Inoltre, la capacità economica della vittima di sopportare la perdita è del tutto irrilevante ai fini della concessione del beneficio. L'Imputata perde la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Gesto fulmineo: confermato il furto aggravato dalla destrezza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto aggravato dalla destrezza a carico di un imputato che si era impossessato rapidamente di un bene altrui. La difesa sosteneva l'assenza dell'aggravante, ritenendo il fatto un semplice approfittamento senza previa creazione di un diversivo. I giudici hanno invece dichiarato inammissibile il ricorso. La Suprema Corte ha ribadito che il gesto fulmineo integra pienamente la destrezza se sorprende la vittima e ne neutralizza la reazione immediata. L'imputato perde definitivamente la causa e deve pagare le spese legali oltre a una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Furto: la Destrezza non è Automatica, serve prova concreta
Tre donne sono state condannate per furto aggravato, avendo sottratto capi di abbigliamento da diversi negozi. La Corte d'Appello aveva riqualificato il reato, confermando l'aggravante della destrezza, basandosi sul ritrovamento di merce rubata e strumenti per rimuovere i dispositivi antitaccheggio. Le imputate hanno contestato la sussistenza della circostanza aggravante della destrezza. La Corte di Cassazione ha accolto i ricorsi, chiarendo che la destrezza implica una condotta attiva per eludere la sorveglianza, non il semplice approfittare di una distrazione. La sentenza è stata annullata con rinvio per riesaminare la sussistenza della circostanza aggravante della destrezza e ricalcolare la pena.
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Furto aggravato dalla destrezza: distrarre la vittima è reato
Un giovane è stato condannato per il reato di Furto aggravato dalla destrezza in concorso con altri complici. Il gruppo era entrato in un locale pubblico e aveva circondato due clienti intenti a giocare a un videogame. Mentre alcuni membri del gruppo parlavano con le vittime, toccando la spalla di uno di loro per ostacolare la visuale, un altro complice sfilava il portafogli dalla borsa adagiata sul tavolo. Il condannato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che la vittima avesse lasciato la borsa incustodita e negando l'esistenza di un piano per creare un muro umano. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la destrezza sussiste quando gli autori provocano attivamente la distrazione della vittima con astuzia, impedendo il controllo sui propri beni, confermando così la penale responsabilità.
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Furto e Indebito Utilizzo Carta: Cassazione Conferma Condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la sua condanna per furto aggravato e indebito utilizzo di carta di pagamento. L'uomo aveva sottratto una borsa contenente un bancomat e lo aveva usato per prelevare denaro e fare acquisti. I motivi di ricorso, inclusa la contestazione sull'aggravante della destrezza e sulla corretta applicazione della norma sull'indebito utilizzo di carta di pagamento (Art. 493-ter c.p.), sono stati ritenuti inammissibili perché non proposti correttamente nei gradi precedenti o perché riguardavano valutazioni di merito non sindacabili in Cassazione. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Furto con destrezza: l’abilità del ladro non basta a scagionarlo
Un Lavoratore è stato condannato per furto in abitazione, con l'aggravante del Furto con destrezza. Egli era entrato in un appartamento manipolando la porta senza forzarla, sottraendo preziosi. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la destrezza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sia per motivi procedurali (il motivo non era stato sollevato nell'appello originario) sia perché la condotta rientrava nella definizione di Furto con destrezza, che richiede abilità o astuzia per eludere la sorveglianza. Il Lavoratore è stato condannato alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla cassa delle ammende.
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Furto con destrezza: la Cassazione conferma l’aggravante anche senza distrazione provocata
Un individuo è stato condannato per furto con destrezza dopo aver sottratto una borsetta dal cestino di una bicicletta in movimento. L'individuo sosteneva di aver semplicemente approfittato di una momentanea distrazione della vittima. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna, riconoscendo l'aggravante. La Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo che il furto con destrezza si configura anche quando il ladro non provoca la distrazione, ma agisce con particolare abilità e rapidità, sorprendendo la vittima e eludendo la sua sorveglianza. L'azione repentina di afferrare la borsa dalla bicicletta in corsa rientra in tale definizione.
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Furto aggravato: il telefono prestato e mai restituito
Un Lavoratore ha chiesto in prestito un telefono ad un Proprietario per fare una telefonata. Dopo averlo restituito una prima volta, lo ha richiesto nuovamente e si è allontanato senza restituirlo. La Corte d'Appello ha confermato la condanna per furto aggravato. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la consegna volontaria del telefono escludeva il reato di furto. La Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che si configura il furto aggravato anche quando il bene è consegnato per un uso limitato, se l'agente se ne appropria con destrezza, eludendo la sorveglianza del detentore. La consegna per uno scopo specifico non trasferisce la piena disponibilità del bene.
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Furto con destrezza tra finti acquisti e raggiri: la condanna
Un uomo ha simulato l'acquisto di merce all'interno di un negozio. L'autore ha atteso l'arrivo di altri clienti e ha sottratto con rapidità il portafoglio dalla borsa della titolare, compiendo un furto con destrezza. L'imputato ha inoltre eluso il pagamento di una corsa in taxi, adducendo scuse false circa la mancanza di denaro. I giudici di merito hanno condannato l'uomo per molteplici furti e per insolvenza fraudolenta. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. I Supremi Giudici hanno confermato la sussistenza della specifica circostanza aggravante, riconoscendo la piena validità della contestazione formulata attraverso la descrizione materiale dei fatti.
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Furto consumato nel parcheggio: confermata la condanna
L'imputata e alcuni complici hanno prelevato diversi prodotti alimentari da un supermercato. Alcuni complici hanno distratto l'addetta alla cassa fingendo problemi nel pagamento elettronico, mentre la donna ha oltrepassato i varchi senza pagare, caricando la merce su un'auto nel parcheggio. La vigilanza è intervenuta solo dopo la segnalazione di un cliente esterno. La difesa sosteneva che il fatto integrasse solo un tentativo di reato per mancato abbandono dell'area commerciale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna per furto consumato. La merce è uscita dalla sfera di controllo dell'attività commerciale, garantendo all'autrice una signoria autonoma sui beni, aggravata da destrezza e mezzo fraudolento.
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Da ricettazione a furto con destrezza: condanna confermata
Un uomo sottraeva due borse: una dal cestello di una bicicletta e l'altra dal sedile di un'automobile. Il pubblico ministero contestava originariamente il delitto di ricettazione. A seguito della confessione dell'imputato, il Tribunale riqualificava l'accusa condannando l'uomo per furto con destrezza e furto su bagaglio di viaggiatore. La Corte di Appello confermava la responsabilità penale. L'imputato proponeva ricorso per Cassazione, lamentando la violazione del diritto di difesa, l'insussistenza delle aggravanti e la mancata prescrizione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che la diversa qualificazione non lede il contraddittorio se il fatto storico resta immutato e hanno confermato che sottrarre beni sotto la vigilanza diretta della persona offesa configura a tutti gli effetti un furto aggravato.
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