La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di un'area adibita a parcheggio abusivo situata all'interno di una riserva naturale. Il ricorrente sosteneva la natura temporanea e stagionale dell'attività, evidenziando l'assenza di opere edilizie permanenti. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che l'adibizione di uno spazio verde a parcheggio commerciale costituisce un mutamento di destinazione d'uso urbanisticamente rilevante, poiché aumenta il carico antropico e altera l'equilibrio ambientale in una zona sottoposta a vincoli paesaggistici. La parola_chiave parcheggio abusivo emerge dunque come elemento centrale della violazione, indipendentemente dalla realizzazione di strutture fisse.
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